Renzi lascia il Pd, Teresa Bellanova pronta a seguire l'ex premier

martedì 17 settembre 2019

La decisione dell’ex premier mette in discussione il futuro del governo, nonostante le rassicurazioni: la ministra salentina pronta a seguire il suo leader di riferimento.

Non c’è pace per il governo Conte bis, alla luce della decisione di Matteo Renzi, ex segretario del Pd, di lasciare il partito e di creare gruppi autonomi in Parlamento, in virtù di un nuovo soggetto politico che guardi al centro.

Se, infatti, lo stesso Renzi in una telefonata ha voluto rassicurare il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, sulla volontà di sostenere l’esecutivo, a molti non sfugge un episodio analogo, ovvero quando appena diventato segretario del Pd, l’ex sindaco di Firenze rassicurava l’allora premier Enrico Letta sulla sua posizione e sulla lealtà al governo (virale l’espressione “Enrico stai sereno), salvo poi guidare l’operazione che lo avrebbe portato a Palazzo Chigi al posto proprio dello stesso Letta.

Lo scenario, insomma, non è rassicurante in prospettiva per Conte. Secondo le indiscrezioni, sarebbero una trentina i parlamentari pronti a seguire Renzi (una ventina di “fedelissimi” alla Camera e una decina al Senato). Del soggetto renziano farà parte la pasionaria salentina dell’ex premier, Teresa Bellanova, da poco diventata ministra alle politiche agricole. A confermarlo la stessa interessata in un post: “È un progetto politico ambizioso. Guarda al futuro del Paese e dell’Europa, nel tentativo di interpretare e catalizzare quello che nella società italiana nasce e si muove e non trova più interlocutori competenti, affascinanti e credibili tra le forze politiche. Per questo la parola scissione è fuori luogo e pericolosa per interpretare quello che sta avvenendo. Non è scissione ma sincera presa d’atto di una difficoltà di coesistenza tra anime diverse che in questi anni si è fatta sempre più evidente.

Dopo aver sconfitto Salvini e il peggiore leghismo sul terreno della democrazia parlamentare, restituendo al Paese una prospettiva civile e un nuovo corso politico, adesso è tempo di un passo ulteriore, che non mette in crisi il Governo ma lo rafforza. Costruiamo una Casa che amplia e arricchisce l’offerta politica all’interno delle forze democratiche, fa tesoro di una delle esperienze di governo più importanti degli ultimi anni, parla la lingua del riformismo di cui questo Paese ha bisogno come il pane, guarda alle donne, alle nuove generazioni e a tutte quelle energie di cui questo Paese è ricchissimo ma che la politica attuale in parte ignora, di certo trascura.

C’è un pezzo di Paese che non ha interlocutori politici. C’è un’Italia che ha bisogno di essere interpretata con parole nuove e credibili. Non le liturgie del passato ma la forza di un nuovo che aspetta solo di essere detto.

 

Metto, come sempre, tutta me stessa in questo progetto. Sapendo bene che riceverò critiche, che deluderò qualcuno, che sto facendo la scelta meno comoda mettendomi in gioco. Ma lo faccio in prima persona, con passione e generosità, perché credo che quest'altra nuova strada sia quella giusta”.

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