Colpo alla Scu: 22 arresti all’alba per associazione mafiosa

martedì 17 settembre 2019

Le accuse sono di associazione mafiosa, traffico e spaccio di stupefacenti, estorsione, danneggiamento e porto abusivo di armi aggravato dal metodo mafioso. 

I carabinieri infliggono un altro colpo al clan Tornese: questa mattina, i militari del R.O.S. e del Comando Provinciale di Lecce, con il supporto del 6° Elinucleo di Bari e del Nucleo carabinieri Cinofili di Modugno hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 22 soggetti indagati, a vario titolo, per associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione e danneggiamento, con l’aggravante del metodo mafioso. L'operazione “Armonica” si è sviluppata a partire dall'arresto avvenuto il 18 gennaio 2018 di Fernando Nocera – già condannato per 416 bis- ritenuto a capo di una frangia della Scu attiva nei comuni di Carmiano, Veglie, Novoli, Leverano e Porto Cesareo. Nelle ore successive all'arresto del boss a seguito dell'attività investigativa antidroga della Guardia di Finanza di Napoli,le intercettazioni telefoniche e ambientali catturate dai carabinieri di Lecce hanno documentato le fasi di riassetto del clan: pur mantenendo il ruolo di leader indiscusso, Nocera ha affidato il bastone del comando ai due boss emergenti, i fratelli Matteo e Davide Conversano con il sostegno del leccese Gabriele Pellè. Quest’ultimo, già condannato per associazione mafiosa quale affiliato al clan Cerfeda di Lecce, è stato espressamente indicato da Nocera nelle lettere spedite dal carcere e recapitate ai suoi adepti per il tramite di Giuliana Cuna, ritenuta figura di riferimento nei rapporti con altri gruppi criminali. Le indagini hanno accertato peraltro che lo stesso capo clan ha impartito le proprie direttive nel corso dei colloqui in carcere, affidando alla moglie Livia Comelli il compito di riportarle ai propri affiliati e di mantenere i contatti con “i monteronesi”.

Il gruppo criminale sgominato oggi era di estrema pericolosità come dimostrano la disponibilità di armi (anche automatiche), munizioni e materiale esplodente, nonché la spiccata propensione alla realizzazione di attentati incendiari e dinamitardi per finalità estorsive e intimidatorie, ma anche per semplici dissidi personali.

A tal proposito durante le indagini, il 21 marzo 2018, i carabinieri della stazione di Carmiano hanno rinvenuto nell’abitazione di Matteo Conversano due pistole con matricola abrasa, un revolver cal.38 marca Smith&Wesson, una pistola semiautomatica marca Beretta cal.7.65 e un centinaio di munizioni e, parallelamente, le intercettazioni hanno messo in luce il tentativo da parte degli indagati di circoscrivere la conseguenze del fatto al fine di salvaguardare la leadership del sodalizio.

L’attività ha consentito di far luce anche su diversi episodi incendiari e dinamitardi, alcuni dei quali realizzati materialmente da Marcello Fella su mandato di Davide Conversano. Si tratta in particolare dell’esplosione di un ordigno artigianale di medio potenziale avvenuta l’11 febbraio 2018 nei pressi dell’abitazione di un pregiudicato di Carmiano e dell’incendio, il 19 marzo successivo, di due autovetture, una Fiat Punto e una Lancia Y, di proprietà di un assicuratore del posto.

Tra gli episodi contestati a Fella anche l’attentato incendiario realizzato ad Arnesano il 5 maggio 2018 ai danni dell’autovettura Renault Megane di proprietà del comandante dei vigili urbani del Comune seppure non realizzato per conto della compagine mafiosa di appartenenza.

Fonte primaria di realizzazione di guadagni illeciti da parte del gruppo è il traffico e lo spaccio di stupefacenti, nell’ambito della quale il sodalizio retto da Nocera ha mantenuto rapporti con quello capeggiato da Saulle Politi operante a Monteroni, già colpito da provvedimenti cautelari in occasione dell’operazione “Labirinto” eseguita nel mese di luglio dell’anno scorso.

In particolare, punto di contatto tra il gruppo sgominato in queste ore e quello capeggiato da Politi, entrambi federati al clan Tornese, è risultato essere Gabriele Tarantino, arrestato nell’operazione Labirinto, uomo di fiducia di Politi e recentemente condannato in primo grado – con rito abbreviato – alla pena di 10 anni di reclusione per associazione mafiosa e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.

Nel corso dell’indagine, servizi e controlli effettuati dai carabinieri dei comandi territoriali, hanno permesso di riscontrare le attività di traffico e spaccio di stupefacenti da parte degli indagati: il 6 aprile 2018, i carabinieri della Compagnia di Campi Salentina hanno arrestato in flagranza di reato a Novoli Leandro Nico Martena, trovato in possesso di 9,71 grammi di cocaina e 25 grammi di marijuana insieme a 2 piante di marijuana ed una piccola serra allestita per la coltivazione delle piante mentre il 12 maggio 2018 i carabinieri della stazione di Carmiano hanno rinvenuto 15 grammi di cocaina ed un’ingente somma di denaro ritenuta provento dell’attività di spaccio nella disponibilità di Stefano Garofalo che veniva pertanto arrestato, il 9 giugno 2018 infine, sempre a Carmiano, i carabinieri della Compagnia di Campi Salentina hanno arrestato Fabio Spagnolo trovato in possesso di 430 grammi di hashish, oltre a materiale per il confezionamento dello stupefacente.

Gli arrestati, a vario titolo, sono Fernando Nocera, già detenuto in carcere; Andrea Arnesano, 39enne di Carmiano; Francesco Bruno inteso “banana”, 48enne di Carmiano; Stefano Ciurlia, 50enne di Carmiano; Livia Comelli, 62enne di Udine, moglie di Nocera; Davide Conversano, 28enne di Carmiano: Matteo Conversano, 30enne di Carmiano; Massimo Coppola detto “napoletano”, 46enne di Carmiano; Giuliana Cuna, 45enne di Monteroni; Alessio De Mitri, 30enne di Carmiano; Daniele Esposito detto “coppone” 37enne di Carmiano; Marcello Fella detto “tedesco”, 59enne di Carmiano; Stefano Garofalo detto “Falloppa” 33enne di Carmiano; Andrea Luggeri detto “Jimmy” di 30 anni di Carmiano; Diego Pellè, 36enne di Carmiano; Gabriele Pellè, 42enne di Lecce; Graziano Tondi, 22enne di Magliano; Andrea Visconti detto “gingellino”, 27enne di Carmiano.

Ai domiciliari Leandro Nico Martena, 33enne di Novoli; Fabio Spagnolo, 44enne di Porto Cesareo, Pietro Spalluto, 41enne di San Pietro Vernotico e Gabriele Tarantino, 40enne di Monteroni.

“La Scu è una organizzazione criminale di altissimo livello, quindi l'azione di contrasto deve essere strategica e deve perdurare nel tempo e questa operazione è la prosecuzione investigativa dall'operazione “Labirinto” - ha commentato il Vice Comandante del ROS. “L' attività di Nocera è un sodalizio di stampo mafioso che cerca il consenso sociale risolvendo anche i problemi di carattere personale di alcuni cittadini – ha aggiunto il Colonnello Gabriele Ventura
Comandante della Sezione Anticrimine del ROS di Lecce - Nocera era già stato raggiunto da misura cautelare ma non ha smesso di comunicare con i suoi, tramite missive consegnate alla moglie e all'amante. I proventi delle attività criminale erano di 4-5mila euro al mese per la famiglia di Nocera e 3mila per quelle degli affiliati. Il sodalizio era molto coeso tanto da superare brillantemente anche l'arresto della sua figura di riferimento: 
un clan che non aveva nulla da invidiare ad altri riconosciuti sodalizi”. 

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