Fratelli d’Italia in piazza, Giordano a Salvemini: “L’accordo di Governo ci ricorda qualcosa”

martedì 10 settembre 2019
Il capogruppo comunale risponde a Salvemini difendendo la manifestazione di ieri insieme alla Lega a Roma.

“Sia nel primo che nel secondo Governo di questa XVIII legislatura, della coalizione di Centrodestra non vi è nemmeno l’ombra nonostante il complessivo 37%; di quella forza politica che unita rappresenta quasi autonomamente la maggioranza assoluta dei numeri nelle Camere (262 Deputati su 630 e 135 Senatori su 321), e quindi del volere degli italiani, nemmeno l’ombra”. Così il consigliere capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Carafa Roberto Giordano Anguilla risponde al sindaco Carlo Salvemini e difende i motivi della manifestazione di ieri a Roma per protestare contro il Conte bis. “Fratelli d'Italia al grido di «In nome del popolo sovrano. No al patto della poltrona», ignorando i principi elementari della democrazia parlamentare, scende in piazza (con evidente ritardo) per protestare contro Salvini che - rompendo l'alleanza con la quale ci si è presentati agli italiani il 4 marzo 2018 - ha raggiunto l'accordo con il M5S per formare un nuovo governo, che Meloni sentendosi tradita non inteso appoggiare” aveva commentato ieri Salvemini.
 

“L’area politica che Lei rappresenta ha accettato di governare il Paese con chi fino alla sera prima l’aveva insultata e bistrattata come peggio non si potrebbe, e senza avere un minimo di congruenza e affinità nei programmi (temi e visioni politiche completamente distinte in tutto) - scrive Giordano- una storia che ricorda un po’ quella recente della nostra città, Lecce, gentile Sindaco Salvemini, durante la quale per 18 mesi Lei ha portato avanti una maggioranza arlecchina che vedeva al suo interno un ampio ventaglio di colori politici. Un governo che pur di stare in piedi, per suo volere e strategia, si avvalse di ex militanti del centrodestra, sia nella Giunta che nel Consiglio Comunale. 

Quindi oggi Lei si stupisce, giustamente, secondo la Sua prospettiva delle cose, che ci sia qualcuno che invada una piazza a Roma per dire che non se ne può più. Secondo Lei si stanno rispettando i “principi elementari della democrazia parlamentare” come dice nel post su Facebook, non fa niente che sull’altare del “Governo, Governo, Governo a ogni costo”, si sacrifichino ideali, progettualità politica, visioni comuni. 

Sacrifichiamo, soprattutto, la volontà della maggioranza relativa degli elettori di quel 4 marzo 2018. 

Queste conte aritmetiche per mantenere la poltrona, Sindaco, non sono i “principi elementari della democrazia parlamentare” ma sono lo squallido frutto di un artificio tessuto ad arte da qualche Suo compagno di schieramento, intestatario di quell'obbrobrio che ci tocca chiamare Legge Elettorale, che garantisce la totale ingovernabilità che, a chi ha scarso senso della democrazia e grande senso della poltrona, piace tanto. 

La coerenza ha un costo e, come piace ripetere al nostro leader Giorgia Meloni, prima o poi paga. 

Rimarremo opposizione a Roma come a Lecce, orgogliosamente, senza svendere quello in cui crediamo per l’opportunità di una poltrona e andremo a schiena dritta nelle piazze, perché non siamo schiavi di alcun compromesso.

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