Spagnolo rifiutagli incarichi: “La Lega non è il Circo Barnum”

lunedì 9 settembre 2019

L’ex candidato alle primarie non ha condiviso la gestione territoriale del partito, pur ribadendo la fiducia in Matteo Salvini.

“Non accetterò alcun incarico di partito a livello cittadino”. Lo ribadisce Mario Spagnolo, ex responsabile cittadino e candidato sindaco per la Lega alle primarie per le ultime elezioni comunali di Lecce.

“Non condivido la gestione della Lega a livello locale ed è giusto che continui a dare il mio contributo, da semplice militante, al partito che ho costituito a Lecce. I valori e gli ideali di Matteo Salvini, che gli Italiani stanno apprezzando per la loro concretezza e serietà, non possono essere né uno scudo personale né un taxi utile a raggiungere traguardi fissati da smodate ambizioni che nulla hanno a che fare con lo spirito di servizio necessario quando si decide di fare politica.

Se la Lega ha deciso di organizzarsi sul territorio in un certo modo e con certe persone bisogna prenderne atto e stare al proprio posto. Il mio, al momento, è quello di semplice attivista che magari in futuro, quando gli scenari saranno più chiari a tutti, da Roma a Lecce, potrà, se richiesto, anche assumere cariche di partito e dare la propria idea di gestione e organizzazione”.

Il riferimento di Spagnolo è alla riorganizzazione regionale avvenuta nei scorsi giorni a partire dalla nomina del segretario provinciale Gianfranco De Blasi, vicino a Roberto Marti, quindi il consigliere comunale Severo Martini, gli ex consiglieri Alberto Russi e Giordana Guerrieri, componenti provinciali, mentre il sindaco di Nociglia, Massimo Martella, è diventato responsabile degli enti locali, della scuola di formazione e portavoce del movimento, oltre a Paolo Pagliaro, editore e fondatore del Movimento Regione Salento, entrato nell’esecutivo regionale.

“Le porte girevoli che si chiudono per chi crede davvero nella Lega -sottolinea Spagnolo- e si aprono per chi pensa di essere al Circo Barnum, dove è possibile assistere allo spettacolo dei doppi e tripli salti mortali, saranno certamente la scenografia politica di riferimento per chi ora ha il banco e dà le carte. Non per me, né per molti di noi. Abbiamo assistito in questi mesi alla paradossale situazione di figure politiche che parlavano in nome e per conto della Lega dopo aver sostenuto la Giunta di centrosinistra di Carlo Salvemini o dopo aver dato il proprio contributo alla vittoria di Stefano Minerva alla Provincia. La scelta a Lecce di impallinare alle Primarie il proprio candidato per accordarsi con gli altri competitor, o fingere di farlo per restare immobili, la dice tutta sulla nuova linea. Per non parlare poi dei risultati alle Comunali che sembrano l’altra faccia della medaglia rispetto agli accordi trasversali per le regionali 2020 di cui tanto si parla.

Non ci entusiasma un partito in cui si va avanti con scelte personalistiche e verticistiche prese nella hall di un albergo o nella saletta privata di un altro. Non ci piacciono quelli che promettono tutto a tutti per tenerli fermi e immobili. Abbiamo la fortuna di essere uomini liberi e come tali ci vogliamo comportare”.

 

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