Suicidio, seconda causa di morte tra i giovani: emergenza autolesionismo

sabato 7 settembre 2019

Martedì 10 settembre è la giornata mondiale dedicata alla tematica del suicidio: se ne parla ancheall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma - San Paolo. La buona notizia è che i suicidi sono in calo, la brutta è che gli atti di autolesionismo aumentano. Un convegno scientifico e l’anteprima del documentario “TAGLI” di Discovery Italia proveranno ad accendere un faro su un fenomeno di cui si parla poco, ma che è ormai una vera e propria emergenza sanitaria in ogni regione italiana. 

Dietro l’autolesionismo c’è sempre un’infanzia difficile: ne soffrono 17 adolescenti su 100. È una specie di paradosso: farsi del male per non sentire un enorme dolore interiore. Il suicidio non è lo scopo di queste azioni, ma secondo alcuni studiosi, lo può diventare. La dimensione della morte è presente diffusamente nell’immaginario dell’adolescente: il passaggio delicato della perdita dell’identità infantile comporta tutta una serie di fragilità. Ecco che l’autolesionismo, l’alcolismo o altro diventano distrazione da un dolore estremo. Poi ci sono delle forme di depressione grave che portano direttamente sulla via del suicidio. Del resto le “cicatrici interiori” dei maltrattamenti e della mancanza di amore in un contesto familiare sono permanenti. “Il suicidio, nel mondo, è la seconda causa di morte tra giovani e giovanissimi - spiegano gli esperti del Bambin Gesù - In Italia circa 200 decessi all’anno riguardano ragazzi sotto i 24 anni. La tendenza al suicidio è in calo, rileva ISTAT, ma cresce il fenomeno dell’autolesionismo tra gli adolescenti”. Al Bambino Gesù, le richieste urgenti in pronto soccorso per ideazione e comportamento suicidario sono aumentate di 20 volte in 8 anni. Nella Giornata Mondiale di Prevenzione del Suicidio, il10 settembre, a Roma, l’Ospedale Pediatrico della Santa Sede dedica a questi temi il convegno scientifico “Bambini, adolescenti e suicidio: una nuova emergenza”.

 

I NUMERI DEL FENOMENO


A livello globale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i suicidi si collocano al secondo posto tra le cause di morte nella fascia d’età 15-29 anni. Seconda causa di morte anche per i giovani italiani dai 15 ai 24 anni. Sui 4.000 suicidi l’anno registrati nel nostro paese, riferisce ISTAT, oltre il 5% è compiuto da ragazzi sotto i 24 anni. Gli ultimi dati disponibili dell’Istituto Nazionale di Statistica indicano che in Italia il trend dei suicidi è in calo: dal 1995 al 2017 il numero dei decessi, in tutte le fasce d’età, si è ridotto del 14%. A fronte di questa diminuzione, crescono i casi di autolesionismo e di comportamento suicidario tra gli adolescenti. Uno studio internazionale pubblicato su Journal of Child Psychology and Psychiatry, rileva che in Europa oltre un quarto degli adolescenti (27,6%, età media 14 anni) mette in atto comportamenti autolesivi occasionali o ripetuti nel tempo. In Italia il fenomeno riguarda circa il 20% dei ragazzi. All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù le richieste urgenti in pronto soccorso per ideazione e comportamento suicidarionegli ultimi 8 anni sono aumentate di 20 volte: si è passati dai 12 casi del 2011 ai 237 del 2018. Tra questi anche bambini di 10-11 anni per autolesionismo e tentato suicidio. Lo scorso anno, sempre in pronto soccorso, sono state effettuate quasi 1.000 consulenze neuropsichiatriche con un aumento del 24% rispetto al 2017.

 

IL CONVEGNO SCIENTIFICO

In occasione della Giornata Mondiale di Prevenzione del Suicidio, martedì 10 settembre l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù dedica al tema dei sucidi e dell’autolesionismo tra giovani e giovanissimi il convegno scientifico “Bambini, adolescenti e suicidio: una nuova emergenza”. La giornata di studi, che riunisce esperti del settore e rappresentanti delle Istituzioni, si terrà nella sede di San Paolo, Auditorium Valerio Nobili, in viale Ferdinando Baldelli, 38 – Roma.

«Il suicidio e, più in generale l’autolesionismo, è un fenomeno in rapida crescita soprattutto tra gli adolescenti e i bambini» sottolinea Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Bambino Gesù. «Si tratta di una emergenza vera e propria perché l’attenzione sul fenomeno è ancora troppo bassa, i genitori e la scuola fanno fatica a rilevarlo e perché l’offerta assistenziale nel nostro Paese, ovvero i luoghi di cura possibili, è limitatissima». 

IL DOCUMENTARIO “TAGLI”

Nel corso del convegno, alle ore11:00, verrà presentata l’anteprima del documentarioTAGLI”che racconta storie vere di autolesionismo giovanile. Tre ex pazienti del Bambino Gesù ripercorrono in prima persona la loro esperienza e il loro percorso di guarigione. Il documentario è stato realizzato da Real Time, canale del gruppo Discovery Italia, all’interno del programma di responsabilità sociale del gruppo Discovery for Good. “TAGLI”sarà disponibile dal 10 settembresu Dplay PLUSe sarà trasmesso a ottobrein seconda serata su Real Time(canale 31).

«Bisogna far conoscere questo fenomeno per poterlo affrontare in temi rapidi e con efficacia» aggiunge il prof. Vicari. «I nostri dati dimostrano che un bambino, un ragazzo che si taglia è a potenziale rischio di suicidio. Intervenire precocemente è il solo mezzo per interrompere questa spirale pericolosissima».

UN CALL CENTER E UNA APP PER CHIEDERE AIUTO

Per ricevere aiuto immediato in caso di difficoltà, al Bambino Gesù è attiva, 24 ore su 24, la helpline “Lucy” 06 6859 2265. Ogni giorno, per tutto l'anno, un team di psicologi esperti è pronto a dare una prima risposta ai problemi di natura psicologica e psichiatrica di bambini e ragazzi. Si tratta di vere e proprie consulenze cliniche telefoniche per la prevenzione del suicidio, interventi psicologici basati sull'ascolto competente del problema e sulla gestione della situazione attraverso strumenti e tecniche scientificamente validate. Dopo aver preso tutte le informazioni, lo psicologo valuta la soluzione più adatta. Nei casi più urgenti può disporre l'invio al pronto soccorso.

Per la prevenzione del disagio giovanile Bambino Gesù e Associazione Fiorenzo Fratini Onlus hanno sviluppato AppToYoung, un'applicazione per tablet e smartphone che permette ai ragazzi che ne hanno bisogno di chiedere il supporto di uno specialista. Si può scaricare gratuitamente da Google Play, è sempre operativa e garantisce privacy e anonimato. E’ uno strumento utile anche per genitori e insegnanti perché, grazie ad una particolare funzione, consente di chiedere consiglio anche per un amico, per un figlio o per uno studente che magari non ha la forza o la possibilità di cercare aiuto.

Gaetano Gorgoni

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