Distacco della retina, evitare i danni gravi con la rapidità della diagnosi

sabato 24 agosto 2019

Oggi abbiamo incontrato il professor Michele Vetrugno per affrontare il tema del distacco della retina. Alcune malattie o un trauma possono favorire questa patologia, ma anche la miopia può spianare la strada: scoprire la problematica agli esordi significa salvare la propria vista. Nell’intervista al professore della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bari e già Direttore della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia vi spieghiamo tutto quello che bisogna sapere sul distacco della retina.

Il distacco della retina è un’emergenza molto seria, perché si rischia la vista. Il problema esplode quando uno strato della retina, tessuto importantissimo per vedere, si solleva trascinando con sé i vasi sanguigni che alimentano di ossigeno e nutrono l'occhio. Quando avviene il distacco le cellule iniziano a morire già dopo due giorni e la vista comincia a diminuire sempre di più. Esistono quattro tipologie di distacco: il più frequente è il regmatogeno (DRR): si ha quando la rottura consente l'ingresso di liquido nello spazio sottoretinico. Poi c’è il distacco trazionale provocato dalla formazione di membrane sulla superficie retinica (nell’ischemia retinica, quando il soggetto soffre di diabete, trombosi venose o retinopatia precoce). Il terzo tipo è quello essudativo, determinato dalla presenza d'infiammazione o di lesioni vascolari o neoplastiche che formano dei liquidi subito sotto la retina. Esistono anche delle forme miste.

Se il distacco coinvolge la zona centrale della retina la perdita di visione è più grave e riacquistare la vista diventa più difficile. In alcuni casi l’intervento chirurgico dev’essere fatto al più presto possibile per evitare danni gravissimi. Ieri un consigliere pentastellato (Conca) si è scagliato contro la sanità pugliese perché un ragazzo con un grave distacco di retina ha dovuto rivolgersi all’ospedale di Verona per riuscire ad operarsi a Ferragosto. Notizia poi smentita dall’Asl. Il professore Vetrugno, proprio in virtù della necessaria immediatezza della diagnosi e dell’intervento, puntualizza che il Policlinico di Bari esegue tutti gli interventi urgenti in qualsiasi giorni dell’anno, incluso Ferragosto. Il giovane paziente che era stato colpito dal distacco della retina ha deciso di operarsi a Verona, anche se a Bari il medico di turno era pronto a intervenire. 

Le cause del distacco della retina sono tantissime, tra cui anche le malattie infiammatorie e genetiche: col professore Vetrugno scopriamo come prevenire questo problema e come affrontarlo. Il professor Michele Vetrugno (classe ’61, salentino laureato in medicina e chirurgia a Bari) è considerato uno dei più esperti medici chirurghi specializzati in Oftalmologia in Italia, opera a Bari e anche nel suo Salento. Dopo aver svolto funzioni di Ricercatore del CNR, nel 2002 è stato nominato Professore Associato di Oftalmologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bari ed è stato anche Direttore della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia.

INTERVISTA AL PROFESSOR MICHELE VETRUGNO, CHIRURGO SPECIALIZZATO IN OFTALMOLOGIA 

Professore si può essere predisposti al distacco della retina per ereditarietà? 

“Direi di no nella forma classica dell’ereditarietà. Diciamo piuttosto che si possono ereditare patologie che predispongono al distacco di retina: la più frequente di queste è la miopia”. 

Quali sintomi fanno sospettare un distacco di retina?

“Flash luminosi e le cosiddette mosche volanti sono campanelli d’allarme importanti: molto spesso sono questi i sintomi che preludono ad una rottura della retina. La visione appannata o assente in una parte del campo visivo è invece il sintomo di un distacco già avvenuto. Tutti questi fenomeni visivi devono pertanto portare il paziente ad una rapida visita presso l’oculista: una buona risoluzione del distacco dipende anche dalla rapidità della diagnosi e del conseguente intervento”.

Chi rischia il distacco deve rivolgersi a centri specializzati? Come si può tenere sotto controllo il problema? 

“Le visite specialistiche periodiche sono il miglior modo per prevenire un distacco di retina. Questo è preceduto da alterazioni della periferia retinica che assottigliano progressivamente la retina nel corso di anni. Trattando con il laser queste aree di sofferenza si previene l’evento acuto. Se questo si verifica, bisogna invece rivolgersi ai centri ospedalieri specializzati nel trattamento chirurgico”.

Quando il distacco avviene, come si interviene? 

“Ci sono varie tecniche chirurgiche che si possono pianificare, come pure variare in corso d’opera. Dipende dalla grandezza e dal numero di rotture che hanno provocato il distacco, dalla tempestività del paziente a ricorrere al medico, dalle condizioni dell’occhio e più in generale del paziente”. 

C’è un modo per evitare la chirurgia? In quali condizioni si può evitare?

“Si può evitare la chirurgia se il paziente si presenta con una semplice rottura della retina, prima che questa si distacchi. In questi casi si può eseguire uno sbarramento laser intorno alla rottura evitando che questa porti al distacco. Ma bisogna che il paziente si rechi dall’oculista appena avverte i primi sintomi sospetti”.

Ci descrive i più moderni interventi chirurgici? 

“I più eseguiti sono nell’ordine la vitrectomia (ossia l’asportazione del corpo vitreo) e il cerchiaggio. Entrambi hanno lo scopo di eliminare le trazioni del vitreo che hanno portato al distacco. Se questo è localizzato nel settore superiore dell’occhio si può eseguire la pneumoretinopessia, ossia la semplice iniezione di una bolla di gas che va a tamponare la rottura della retina”. 

Dopo gli interventi, si può guarire?

“L’intervento comporta in genere il ripristino della situazione anatomica che prevede che la retina torni al suo posto. Il recupero della funzione visiva può non essere conseguente nell’immediato perché dipende da vari fattori, non ultimo da quanto tempo la retina è rimasta distaccata”.

Gaetano Gorgoni

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