Medico aggredito a Muro, l'Ordine insorge: "Non siamo più disposti a tollerare"

sabato 24 agosto 2019

Ennesimo episodio di violenza ai danni di un medico, durante il turno di continuità assistenziale di guardia medica a Muro Leccese. Il presidente dell’Ordine Donato De Giorgi esprime solidarietà ma chiede sicurezza per i professionisti.

Una nuova aggressione a un medico in servizio si è registrata nei giorni scorsi nel Salento: l’episodio, questa volta, a Muro Leccese, dove un dottore, nella sede di continuità assistenziale, ovvero la Guardia medica, è stato assalito da un paziente per una ricetta pretesa. 

A denunciare l’accaduto sono l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia e la commissione ordinistica "Disagio lavorativo".

“L'elenco ormai senza fine di queste squallide azioni – spiega il presidente dell’ordine, Donato De Giorgi -, è frutto di un insopportabile malessere, che abbiamo più volte rappresentato alle istituzioni, in particolare Asl e Prefetto, anche nell'ambito dell'Osservatorio istituito per tale problematica”.

“La violenza – prosegue - contro gli operatori sanitari, sempre odiosa e insopportabile, ha, secondo noi, diverse cause: Il disagio sociale di persone emarginate e fragili (psicopatici, alcool e tossicodipendenti) che non trovando risposte adeguate nella società spesso si riversano nelle strutture sanitarie deputate all'urgenza; le pretese illegittime di cittadini con richieste di prestazioni non erogabili o non rispettose dei protocolli a garanzia della complessità dei casi o pretesa di guarigioni e risultati impossibili e immediati, ritenendo i medici l'unico front office di un sistema sanitario più complesso e spesso in affanno”.

“Non siamo più disposti a tollerare in silenzio le aggressioni (verbali, fisiche, psicologiche e le continue minacce velate o palesi) – ribadisce -, mentre dobbiamo avere la serenità di intraprendere azioni decisive e spesso vitali con rapidità e adeguatezza”.

Per questo, dall’Ordine si ritiene necessario portare a compimento di legge la proposta per cui ogni aggressione ad un operatore sanitario in quanto pubblico ufficiale, sia perseguita con automatismo legislativo con incremento delle pene previste; inoltre, sarebbe necessario fornire “ampia e capillare informazione (come si sta impegnando a fare questo Ordine) sul corretto, efficace e lecito utilizzo delle strutture sanitarie, soprattutto legate all'urgenza”; “dare una vera sicurezza e dignità ai Colleghi (ed in particolare a quelli impegnati "in prima linea"), rivedendo anche ruoli e organizzazione della continuità assistenziale, sulla base della progettualità da noi a suo tempo proposta” e “assicurare il rispetto dovuto a chi - dopo un percorso formativo e professionale tra i più lunghi e difficili - garantisce le cure più adeguate per la salute di tutti, sia pure tra mille difficoltà, carenze, delegittimazioni anche mediatiche, ristabilendo un ruolo culturale e professionale insostituibile”.

 

 

 

 

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