A Galatone la "Sagra del Diavolo" e il parroco tuona: "Convertitevi"

venerdì 23 agosto 2019
L'evento che si è svolto lo scorso fine settimana è stato oggetto di un'"omelia web" del parroco don Antonio Musca. 

A Galatone è andata in scena l'ottava edizione della Sagra del Diavolo e il parroco Don Antonio Musca invita alla Conversione. Il lungo appello del prete è arrivato sul web e si rivolge direttamente ai credenti, invitandoli a prendere le distanze dall'evento.

“Mi presto le parole di Papà Benedetto XVI, «il tentatore è subdolo: non spinge direttamente verso il male, ma verso un falso bene, facendo credere che le vere realtà sono il potere e ciò che soddisfa i bisogni primari», forse mai come oggi le "seduzioni" a cui siamo esposti sono tante e tanto potenti. Un bombardamento, quasi, e «in questo modo, Dio diventa secondario, si riduce a un mezzo, in definitiva diventa irreale, non conta più, svanisce». Ecco perché allora si può dire, sempre con le parole di Benedetto, che la "falsità" è «il marchio del diavolo».
Vi chiedo la gentilezza di far aprire gli occhi, i cuori alle nuove generazioni che sono tentati ogni giorno. Come cristiani diciamo NO a questo evento, e chiediamo a Dio Padre di perdonare coloro che nn vivono la Grazia di Dio. Il diavolo esiste, perché cercarlo? [...]

Abbiamo da poco spento le luci della festa Galatonese, la festa sentita e vissuta del SS.mo Crocefisso di Galatone. Abbiamo indossato l’abito bello, per poter passeggiare alla festa, abbiamo fatto le ore piccole per sentire l’ultimo pezzo suonato dalla Banda musicale, abbiamo fatto a gara per far salire i nostri figli i nostri nipoti sul carro di Sant’Elena. Permettimi amico galatonese, cittadino di Galatone, e oggi perché permettiamo tutto questo? Perché permettiamo la sagra del diavolo? Allora non ha senso la festa cristiana? Allora dove sei uomo? Perché cerchi il diavolo colui che ti separa da Dio, colui che ti distrugge. Perché prima ti metti in ginocchio ti fai il selfie da pubblicare sul tuo stato di facebook, su instagram, su whatsapp tutto contento e poi? Come mai dici: “ W il Santissimo Crocifisso”, a beh certo viva e poi? Volti le spalle come Pietro. Ipocrita.

Il termine "diavolo" deriva dal latino diab?lus, del termine greco Δι?βολος, diábolos, "dividere". Stiamo ritornando alla pratiche magiche, dove maghi e mistificatori, falsi profeti e sedicenti illuminati plagiano adepti ed estorcono denari, presentando come rivelazioni e verità segrete concezioni di vita di una povertà sconvolgente devianti dalla verità della fede. Gli operatori di magia che si attribuiscono il potere di risolvere problemi di amore, di salute e di ricchezza o pretendono di togliere il così detto “malocchio” o le fatture sono individui che reclamizzano se stessi con inserzioni a pagamento sui giornali, ostentano attestati accademici e si fanno pubblicità sugli schemi televisivi. Non è esagerato parlare di “ industria della magia”. Il fenomeno della magia purtroppo, si presenta peraltro come notevolmente diversificato e complesso: si va da forme generiche di superstizione a pratiche magiche di diverso livello, dalla divinazione allo spiritismo fino a gruppi e sette sataniche che organizzano riunione e messe nere, e purtroppo sulla nostra Galatone abbiamo un riscontro alto di celebrazione di messe nere. La sua attuale espansione costituisce un segnale allarmante per il nostro tempo e luogo.

Carissimi amici organizzatori, amministrazione Comunale, forze dell’ordine, avete il compito di vigilare sulla nostra cittadina, il male abita nella nostra Galatone, la stiamo macchiando, i tanti giovani che scelgono il male, la droga, lo spaccio, lo spinello, la magia, e perché purtroppo non stiamo creando nulla di bello. Lo dico a voi responsabili CONVERTITEVI, profumate del dono di Cristo e non del diavolo, sappiate essere strumento di pace per i giovani che incontrerete”.

La nota ha fatto rapidamente il giro delle bacheche e ha suscitato le reazioni degli organizzatori che minacciano querele nei confronti del prete che ha gettato discredito sull'iniziativa il cui nome, si legge, è solo una “provocazione scherzosa, senza alcuna connotazione anti-religiosa”.

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