Furia Briatore: "A Gallipoli cacciato uno yacht di lusso". La Capitaneria smentisce

giovedì 22 agosto 2019

L’imprenditore accusa le istituzioni di aver respinto uno yacht di lusso con “importanti turisti a bordo” e grida alla vergogna. Dalla Capitaneria forniscono la propria versione e smentiscono la ricostruzione.

Nuova polemica sul Salento a mezzo social da parte dell’imprenditore Flavio Briatore per il presunto respingimento di uno yacht di lusso nel porto di Gallipoli. In un post infuocato scrive: “Robe da pazzi in Puglia! Come mandare via le barche con importanti turisti a bordo, questo è successo a Gallipoli: il comandante di uno yacht di 60 metri con 12 persone facoltose ha chiesto tramite la propria Agenzia Marittima alla Capitaneria l’accesso in porto con il tender per approvvigionamenti come succede in tutti i porti del mondo e di Italia”

“Tranne a Gallipoli – ha proseguito - che rifiuta l’approdo del tender, intimando l’entrata dello yacht in banchina… creando un disservizio agli ospiti che hanno preso così la decisione di non permanere più a Gallipoli per due giorni ma procedendo per Otranto dove il tender ha avuto accesso al porto e gli ospiti sono rimasti due giorni godendosi l’ospitalità di Otranto”.

“A Gallipoli – ha concluso – vige il Movimento del Non Fare”.

Arriva in queste ore la replica ufficiale della Capitaneria di porto di Gallipoli che, in una nota, chiarisce: “L’unità navale in questione, yacht commerciale battente bandiera Cayman Island, aveva richiesto, per il tramite di una locale Agenzia Marittima, di poter ormeggiare con i propri tender presso una delle darsene pescherecci di Gallipoli. Per tale tipologia di unità navale e per i mezzi alla stessa asserviti, si applica la normativa internazionale discendente dal Codice ISPS (International Ship and Port Facilities Security Code). Pertanto nel rispetto della citata normativa, era stata comunicata dalla agenzia marittima la necessità di effettuare le operazioni nell’ambito del porto commerciale della città, unica struttura dotata di un Piano e di un livello di Sicurezza idoneo per l’effettuazione di accosti con unità di tale tipologia. A seguito di ciò il Comando di bordo dello Yacht optava per proseguire la propria navigazione verso Otranto ed ormeggiare nella banchina commerciale del porto”.

In buona sostanza, “abbiamo rispettato le normative”, e "il comandante dello yacht ha deciso da solo di cambiare rotta". Ma la polemica sui social divampa. 

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