Evade dai domiciliari e maltratta i familiari, in carcere 21enne

giovedì 22 agosto 2019
La Questura, di concerto con il Prefetto, ha disposto il rimpatrio per tre stranieri. 

Nel pomeriggio del 21 agosto gli agenti delle volanti della Questura di Lecce hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari dl Tribunale di Lecce Simona Panzera nei confronti del 21enne Mirko Briganti, già agli arresti domiciliari. La misura è stata inasprita dal GIP a seguito della segnalazione da parte dell’ufficio coordinamento attività operativa della sezione Volanti che ha verificato che il giovane si è reso responsabile del reato di evasione dagli arresti domiciliari e di maltrattamenti in famiglia.

Nella mattinata di martedì gli agenti dell’ufficio Immigrazione della Questura di Lecce hanno provveduto ad accompagnare presso il Centro per i Rimpatri di Palazzo San Gervasio (PZ), G.S. di anni 40, cittadino di nazionalità senegalese con precedenti per reati amministrativi e già inottemperante ad un decreto di espulsione. All’esito degli accertamenti il cittadino senegalese è stato raggiunto dal provvedimento del Prefetto che ne ha disposto l’espulsione dal territorio nazionale e dal provvedimento emesso dal Questore che ha disposto l’accompagnamento coatto presso il C.P.R. di Potenza,

Espulsione anche per E.O. Di 36 anni, cittadino di nazionalità nigeriana, rintracciato nella stessa mattinata da una pattuglia delle volanti della Questura di Lecce. Dal contestuale approfondimento della situazione amministrativa, è emerso che lo stesso annovera diversi precedenti penali, risultava privo di titolo per il soggiorno sul territorio nazionale e pertanto, previo nulla osta del magistrato, è stato raggiunto dal provvedimento del Prefetto di Lecce, che ne ha disposto l’espulsione dall’Italia e da provvedimento del Questore che ha disposto l’accompagnamento coatto presso il C.P.R. di Potenza dove permarrà per il tempo strettamente utile a reperire i documenti necessari per far rientro al proprio paese di origine, come da normativa vigente;

Stessa procedura per A.T. di 47 anni, cittadina ghanese scarcerata per fine pena dalla locale Casa Circondariale, con diversi precedenti penali a proprio carico, anche per spaccio di sostanze stupefacenti che è stata accompagnata presso il Centro per i Rimpatri di Ponte Galeria (Roma) in attesa, anch’ella, del rimpatrio nel proprio paese d’origine.

 

 

 

 

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