Spaccio di cocaina: 14 arresti, rischio chiusura per 4 locali della movida

mercoledì 21 agosto 2019

Gli agenti della polizia hanno agito sotto copertura per 30 giorni fingendosi acquirenti e attraverso telecamere nascoste hanno svelato la fitta rete dello spaccio.

Spaccio di cocaina nei luighi della movida salentina e leccese: una fitta rete di vendita di cocaina a uso e consumo di locali e turisti è stata smantellata dalla polizia nell'operazione "Pusher 3". 
Sono 14 le persone arrestate, 13 italiani e un marocchino, a
lcuni dei quali contigui ai clan della criminalità organizzata locale, che gestivano, secondo le accuse, alcune piazze di spaccio nel centro storico di Lecce - in particolare la zona attigua alla chiesa di Santa Chiara - e quelle appositamente create nei pressi di noti locali in zona balneare: San Foca, Porto Selvaggio - Torre Uluzzo, Porto Cesareo e Santa Cesarea. Gli arrestati sono Adil Ghazi, cittadino marocchino di 53 anni, attivo sulla "piazza" di Porto Cesareo insieme a Vito Sacco, 19enne e Stefano Luca Indirli, 20enne; Nicola Guarna di 27 anni, arrestato in flagranza nei pressi di una discoteca a Santa Cesarea Terme; Andrea Montinaro di 44 anni e Davide Petrachi di 33 anni (ex portiere del Lecce), attivi a San Foca; Giuseppe Schito di 41 anni e Antonio Peciccia di 50 anni sorpresi a cedere cocaina per i vicoli del centro storico di Lecce. Il più nutrito è il gruppo di spacciatori che gestiva le cessioni di cocaina nei pressi di un noto locale a Porto Selvaggio- Torre Uluzzo: in manette sono finiti  Roberto Patera di 41 anni accusato di essere il capo; Graziano Romano, 40enne; Carmelo Schillaci, 19enne; Marco Vetrugno di 41 anni e Moreno Vonghia, 37enne. Per Patera, Vonghia e Romano l'accusa è anche di associazione a delinquere. 

La tecnica investigativa utilizzata- già sperimentata con successo l'anno scorso a Gallipoli- prevede l'utilizzo di agenti sotto copertura che si fingono clienti e acquistano droga: cessioni ripetute e videoriprese a testimoniare che non si tratta di pusher occasionali ma di spacciatori "stanziali" e organizzati. Nel caso del gruppo di Nardò, le indagini hanno appurato che si trattava delle stesse persone che avevano in gestione il parcheggio del locale. In tutto hanno agito 15 agenti sotto copertura per un totale di 30 giorni; le dosi cedute sono state circa 50.    

Le indagini della Squadra Mobile di Lecce e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, coordinate dalla Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, sono state avviate nel mese di luglio scorso, con il contributo della Direzione Centrale per Servizi Antidroga e del Servizio Polizia Scientifica. "Si tratta di una metodologia d'indagine nuova che ha trovato una prima sperimentazione a Lecce - spiegato Alfredo Fabbrocini, dirigento dello SCO - che prevede più acquisti nel tempo e l'arresto ritardato per consentire di delinare meglio la rete dello spaccio".

La Questura di Lecce ha avviato contestualmente i procedimenti amministrativi finalizzati alla chiusura - ex art 100 del T.U.L.P.S.- dei quattro locali pubblici interessati.
"Non si tratta di un'operazione contro per colpire la movida e i locali - ha spiegato il Questore Andrea Valentino -ma di un'indagine finalizzata a stroncare lo spaccio per la sicurezza di tutti, soprattutto dei nostri giovani"

 

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