Teratoma, il mostro quasi sempre benigno da estirpare 

lunedì 19 agosto 2019

 A guardarlo sembra un piccolo mostro fatto di ossa, sebo, denti e capelli, ma con una semplice operazione il più delle volte può essere rimosso senza problemi. Nel Salento questa forma di tumore, quasi sempre benigno, viene estirpata anche negli ospedali di primo livello, come ci spiega il direttore di Ginecologia del “V.Fazzi” di Lecce, Antonio Perrone. Solo l’1% dei casi è maligno. 

“I teratomi rappresentano dei tumori che si sviluppano dalle cellule primordiali germinali lungo il decorso che le cellule germinali compiono per arrivare nella sede definitiva che è la gonade” - ci spiega il direttore Antonio Perrone. La famiglia dei tumori a cellule germinali è varia. Il teratoma, in particolare, deve il suo nome al termine greco téras (mostro): è una neoplasia dei tessuti embrionali dalle forme orripilanti. A volte queste neoplasie sembrano piccolo mostriciattoli dotati di dentatura. Il teratoma è un tumore quasi sempre benigno, anche se in pochissimi casi può essere maligno o borderline, che si sviluppa nella sede ovarica delle donne e testicolare negli uomini. Comunque, non è escluso che il teratoma possa svilupparsi in altre parti del corpo. 

“I teratomi nascono da cellule germinali indifferenziate - spiega il dottor Perrone - È formato da una grande varietà di tessuti di derivazione dai 3  foglietti embrionari (ectoderma, endoderma e mesoderma), che danno origine a tutti i vari tessuti dell’organismo. 

Il più delle volte si tratta di tumori benigni e in particolare della cisti dermoide in cui sono presenti denti, osso, capelli e sebo. È necessario sempre fare l’esame istologico, perché c’è il rischio che sia maligno. Sono tumori che al Fazzi rimuoviamo frequentemente. È un’operazione banale. Il rischio è solo quando ci si trova di fronte a ‘teratomi immaturi’, che sì possono evolvere in forme maligne”. 

Il teratoma rappresenta il 15 per cento di tutti i tumori ovarici benigni ed è bilaterale nel 5-7 per cento dei casi. Esistono tre principali tipologie di teratoma: immaturo (formazioni solide o microcistiche, che contengono tessuti embrionali o piccoli organi imperfetti); maturo (tessuti più evoluti e organi più completi: cute, peli, denti, tessuto muscolare e nervoso); teratomi con trasformazione maligna (rara forma di carcinoma che colpisce di più i giovani, spesso nella zona toracica). 

Ma questa neoplasia viene classificata anche a seconda della zona dove sorge: teratoma ovarico, cistico e testicolare.  

LE CAUSE 
“Le cause sono simili a quelle di tutti i tumori: una cellula che impazzisce” - spiega il direttore Perrone. Ma perché impazzisce questa cellula? Questo resta un mistero. Si ritiene che i teratomi si formino a partire dallo sviluppo autonomo delle cellule embrionali, le quali diventano Indipendenti dall’organismo nelle fasi di sviluppo. Si tratta di tumori che possono essere presenti fin dalla nascita o formarsi dopo: possono essere solidi o cistici e crescono lentamente, ma progressivamente. Questa forma di neoplasia viene operata spesso, una volta riscontrata. 

DIAGNOSI E CURA 
“La diagnosi e piuttosto agevole e spesso casuale” - spiega il dottor Antonio Perrone. TC e risonanza magnetica completano le informazioni ottenute attraverso l’ecografia e sono esami imprescindibili per studiare in modo ottimale la malattia. Bisogna capire qual è lo stadio del tumore, la sua estensione e se ha intaccato organi e strutture limitrofe. La stadiazione è importante per le eventuali terapie oncologiche dopo l’intervento chirurgico. “La terapia è chirurgica, spesso conservativa, proprio perché compare tante volte durante la fase fertile della donna - spiega il ginecologo Antonio Perrone - La possibilità di una trasformazione maligna del teratoma ovarico è intorno all’1 per cento: da qui deriva la necessità di asportare la neoformazione per avere la diagnosi istologica di benignità. La disseminazione è peritoneale, cioè ha origine dal peritoneo.  

La nostra casistica operatoria e ricca di chirurgia dei teratomi, il più delle volte si tratta di chirurgia laparoscopica mininvasiva e conservativa ad esclusione dei rari casi di teratoma immaturo, che specie negli stadi avanzati merita un approccio di chirurgia demolitiva con indici di sopravvivenza a 5 anni estremamente bassi (5-10%)”. La forma tumorale maligna che colpisce gli uomini raramente provoca un rigonfiamento anomalo, in genere in uno dei testicoli: anche qui il ricorso alla terapia chirurgica è d’obbligo. Quando si tratta di tumore testicolare maligno bisogna procedere con urgenza a rimozione della massa tumorale per poi procedere con chemioterapia e radioterapia, a seconda del caso. Asportare il tumore testicolare, ovarico o in altra sede è un atto terapeutico necessario nella cura dei tumori a cellule germinali. 

Gaetano Gorgoni

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