I Bianchi. L'arte sacra della Terra d'Otranto in mostra a Fulgenzio

lunedì 21 maggio 2012
Fino al 30 maggio la pinacoteca di Fulgenzio ospita le 147 tele realizzate dai pittori della celebre famiglia Bianchi, che raccontano il forte legame con il sacro in Terra d'Otranto
 
Per avere una visuale ampia delle opere d’arte moderna presenti in Terra d’Otranto è fondamentale visitare la pinacoteca d’Arte Francescana del Convento di Sant’Antonio a Fulgenzio di Lecce, che fino al 30 maggio ospita la mostra I dipinti provenienti dal convento di San Francesco di Manduria: nuove prospettive, curata da Giulio Caprioli. Le 15 opere esposte, seguendo le attribuzioni proposte dagli ultimi studi, sono state realizzate dai Bianchi: una celebre famiglia di pittori originari di Melpignano ed operanti nel territorio manduriano tra il XVII ed il XIX secolo, il cui esponente di spicco era Matteo Bianchi. 
La mostra, inaugurata il 19 aprile, è stata preceduta dalla presentazione del catalogo I Bianchi di Manduria: nuove luci sulle opere della Pinacoteca di Fulgenzio, con interventi del docente di filosofia teoretica Giovanni Invitto, dal soprintendente Giovanni Giangreco e della critica d'arte Cecilia Leucci. Il libro in questione, scritto per Edizioni Esperidi da padre Antonio Febbraro, direttore della Pinacoteca, Giuseppe Mancarella e da Andrea Fiore, rappresenta il primo studio sistematico volto alla valorizzazione dei dipinti della Pinacoteca d’Arte francescana di Fulgenzio, una ricca collezione di opere d’arte, costituita da dipinti, sculture, cartapeste e oggetti di culto, provenenti dai conventi francescani delle provincie di Lecce, Taranto e Brindisi. 
Le 147 opere, sono state realizzate, circa un secolo dopo il Concilio di Trento (1545-1563), nel periodo della controriforma cattolica, dunque, in un momento storico in cui, come afferma in uno dei capitoli del libro, padre Antonio Febbraro “s’insisteva fin troppo sull’uniformità dell’agire, e del pensare, come sinonimo di devozione”; questo aspetto si riscontra attraverso l’analisi di molti dipinti presenti nella pinacoteca ed emerge anche da un attento esame delle opere presenti nella mostra; è possibile notare una “ripetitività” dell’iconografia religiosa, della composizione delle scene, aspetto che ha creato dei problemi di attribuzione, su cui molti studiosi hanno dato il proprio contributo interpretativo, contenuto nei diversi capitoli del libro. 
 
Angelo Centonze  
 
(fonte: FREE Lecce)
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