Chiuso per pensionamento l'ambulatorio Asl malattie sessualmente trasmesse

martedì 23 luglio 2019

Con un cartello si congela un servizio utilissimo, che era inserito dal Ministero della Salute nel circuito degli ambulatori di intervento gratuito per determinate patologie (come sifilide e aids). Ora l’Asl cerca il sostituto del dottor Eugenio Romanello, che si è pensionato, ma il blocco dell’ambulatorio M.T.S. nega prestazioni importanti, gratuite, anonime e veloci senza andare in ospedale. 

Il direttore del Centro M.T.S. Eugenio Romanello, punto di riferimento per oltre  20 anni di centinaia di pazienti, è andato in pensione. Sulla porta dell’ambulatorio è stata affissa una scritta eloquente: “L’ambulatorio M.T.S. rimane momentaneamente chiuso fino a nuove disposizioni”. È il grande dramma della sanità italiana: i pensionati non vengono sostituiti e quando si trova il sostituto si tratta di un pensionato o di qualcuno spostato da qualche altra parte, senza che arrivi un medico nuovo. Eppure l’ambulatorio Asl per le Malattie Sessualmente Trasmesse aveva un ruolo strategico: decongestionante per il Vito Fazzi di Lecce. Oltre all’alleggerimento ospedaliero l’equipe di Romanello si occupava di fototerapie, faceva da anello di congiunzione nella rete del melanoma con mappatura nei, interveniva sulle emergenze dermatologiche risolvibili a livello ambulatoriale e sulle malattie sessualmente trasmesse (dalla sifilide all’AIDS, dall’HPV ai molluschi contagiosi). Il Centro M.T.S. è un presidio necessario per evitare che un gran numero di utenti affolli il “Vito Fazzi” con liste d’attesa che finiscono, con la loro lunghezza, per complicare le patologie esistenti. Dopo la pensione, secondo le indiscrezioni che circolano, siccome decine di pazienti sono ancora in terapia, è stato proposto al dottor Romanello di tornare per delle consulenze nel suo vecchio posto di lavoro. Il suo vecchio ufficio è aperto: ci potrebbe entrare chiunque, facciamo una foto all’ingresso. Non c’è più nessuno. Ma i suoi vecchi pazienti continuano  ad affollare il corridoio. “Il dottor Romanello non c’è? C’era da fare una visita di controllo importante”- chiede una signora. “Mi hanno spostato qui da poco: non so che dirle” - replica un medico dello studio a fianco. C’è solo una scritta e i soliti numeri di telefono: nessuna spiegazione su quali strade prendere per chi ha determinate patologie che venivano curare nel centro. “Il dottor Romanello per noi era un punto di riferimento” - commenta un signore in attesa nello studio a fianco. 

IL RUOLO DI UN AMBULATORIO DI MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI 

La dottoressa Anna Colucci del Ministero della Salute ha inserito tre anni fa il Centro malattie sessualmente trasmissibili di Lecce, diretto da Eugenio Romanello, nella rete nazionale e nel programma che coinvolge 90 centri in Italia per la lotta all’Aids. Si faceva anche ricerca, trasmissione dati, prevenzione. Mentre sifilide, Aids, Papilloma virus, herpes genitale, epatite, gonorrea e altro si diffondono noi mettiamo in stand-by il centro, perché non ci sono i soldi per affiancare un sostituto quando ancora il medico non è andato in pensione. Qual è il risultato? Ora bisognerà richiamare il medico pensionato e affiancargli il sostituto, se si vorrà tenere aperto il Centro, con enormi disagi per i pazienti e affollamento più fitto di altri ambulatori. Il Centro M.T.S. leccese, avendo poco personale (e già questo è un problema!), non poteva funzionare tutti i giorni: fino al 2017, gli esami, in assoluto anonimato e gratuitamente a favore di chiunque, venivano effettuati tutte le mattine di lunedì, mercoledì e venerdì. I fruitori venivano accolti dall’infermiera professionale che insieme allo staff gestiva i vari interventi. Gratuità per i sospetti di malattie sessualmente trasmissibili, anonimato, rapidità di intervento, strumentazione di diagnosi e di cura all’avanguardia facevano di questo ambulatorio uno dei più efficaci centri pubblici in grado di affrontare la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili sul territorio salentino. Giovani e persino minorenni malati di sifilide si rivolgevano al Centro leccese di Piazza Bottazzi. 

COSA GARANTISCONO I CENTRI MTS ITALIANI

Ogni provincia in Italia dovrebbe avere almeno un centro MTS: spesso viene concentrato tutto solo in ospedale, ma tante volte ci sono centri distaccati e autonomi, che alleggeriscono gli ambulatori ospedalieri, come avveniva a Lecce. Le diagnosi e le terapie di questi centri sono rivolte a pazienti di tutte le età, dal bambino all’anziano: si cura la semplice patologia dermatologica dell’area genitale come eczema da contatto, afte genitali, lichen, psoriasi, balanopostite, fino alle infezioni sessualmente trasmesse.

Abbiamo spiegato più volte in questa rubrica che gonorrea, sifilide e clamidia sono patologie sessuali in aumento. Si tratta di malattie spesso asintomatiche, che possono essere diagnosticate solo con l’esecuzione di screening specifici. I test a disposizione per queste patologie sono rapidi, indolori e gratuiti: i Centri M.T.S. svolgono un ruolo di profilassi e prevenzione fondamentale. 

In queste strutture si trattano gli herpes  genitali i condilomi ano-genitali (verruche genitali), in stretta collaborazione con il team di medici e con la rete gestita dall’Asl leccese si fa la diagnosi e la cura della patologia genitale HPV correlata e si individuano HIV ed Epatite C. Il passo in avanti è quello dell’umanizzazione con percorsi psicoterapeutici associati e disponibili per chi ha determinate patologie. In alcuni centri italiani si utilizzano tecniche innovative con DNA, grazie alla stretta collaborazione con laboratori universitari di microbiologia. Il Centri, in genere, rientrano nella rete di sorveglianza per le Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) dell’Istituto Superiore di Sanità e partecipano a progetti nazionali sulla epidemiologia di queste malattie. Adesso speriamo che a Lecce non si torni indietro. 


Gaetano Gorgoni

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