Maglie-Leuca, respinta la richiesta di 10 milioni di euro del progettista

lunedì 22 luglio 2019
Il Tribunale di Roma ha rigettato la domanda giudiziaria proposta da Prosal contro il Consorzio ASI ed ANAS.

Non ha ancora visto la luce ma le battaglie nelle aule giudiziarie sul progetto della Maglie-Leuca vanno avanti da anni. 
L’ultima puntata del lungo contenzioso, che ha registrato ben diciassette ricorsi giurisdizionali, si è disputata innanzi al Tribunale delle Imprese di Roma che ha statuito che nessuna ulteriore somma è dovuta al progettista della Statale respingendo la domanda giudiziaria proposta da Prosal contro il Consorzio ASI ed ANAS.

La società di progettazione aveva avanzato una pretesa di circa 10 milioni di euro per rimborso spese di progettazione e per risarcimento danni, avendo dovuto espletare attività ulteriori rispetto a quelle di contratto così impiegando mezzi e personale per un tempo superiore a quello previsto, e ciò a causa delle continue richieste di modifica progettuale volute da ANAS ed intervenute negli anni.

Il Tribunale di Roma, accogliendo le difese del Consorzio ASI di Lecce difeso dall’avvocato Pietro Quinto, ha rigettato ogni richiesta affermando che il Consorzio nulla doveva e deve corrispondere alla Società perché il conferimento dell’incarico era collegato al finanziamento da parte di ANAS e nei limiti dello stesso.

“All’origine dell’intera vicenda –spiega Quinto- un accordo tra il Consorzio ASI ed ANAS per cooperare nell’attività di progettazione della strada e un parallelo contratto tra il Consorzio e PROSAL per l’incarico di progettazione. Tra i due contratti –come ha riconosciuto il Tribunale- vi era un chiaro collegamento, cosicchè ogni pagamento da parte del Consorzio doveva essere preceduto dal trasferimento di somme da parte di ANAS. E di questo collegamento la Società di progettazione era pienamente consapevole e perfettamente a conoscenza”.

Il Tribunale ha poi escluso qualsivoglia ipotesi di maggiori oneri a carico della società per effettuare i rilievi lungo tutto il tracciato della strada così come ideata, rilevando in proposito omissioni addebitabili a PROSAL con particolare riferimento alla verifica in sito delle discariche il cui mancato rilievo ha inciso sulla progettazione definitiva. “A tale proposito –ha sottolineato Quinto- è significativa la statuizione del Tribunale che ha respinto la specifica domanda risarcitoria della Società con riferimento ai vantaggi ed alla utilità derivate ai committenti dalla progettazione. Giustamente –dichiara l’avvocatoQuinto- il Tribunale ha evidenziato che proprio i difetti progettuali, rilevanti anche da ANAC, hanno portato all’annullamento della gara, sicchè alcun vantaggio è derivato al Consorzio ASI”.

“La decisione del Tribunale romano rende giustizia all’operato del Consorzio ASI –conclude l’avv. Quinto- che ha sempre ritenuto di poter liquidare ai Progettisti soltanto quanto accettato e trasferito da ANAS considerato che il progetto doveva essere approvato da ANAS e sarebbe divenuto di proprietà di quell’Ente”.


 

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