Il parto fa bene alla salute, meglio naturale che con epidurale: intervista al ginecologo

lunedì 22 luglio 2019

Il ginecologo Fabrizio Totaro Aprile, attivo nell’Unità Operativa dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce ci spiega gli effetti positivi del parto sulle pazienti con particolari problemi e perché è meglio il parto naturale, se la paziente è ben predisposta. 

Partorire fa bene all’organismo e oggi si può fare senza i dolori atroci di un tempo. Ma cominciamo questo nuovo approfondimento da una domanda amletica che incuriosisce tutte le donne incinte (e non solo!): conviene di più l’epidurale o il parto naturale? Naturalmente non c’è una risposta uguale per tutte le donne: è sempre il ginecologo che, a seconda dello stato di salute psicofisica della paziente, può consigliare una delle due opzioni. Il parto senza dolore (a parte l’inizio in cui è necessario attendere una minima dilatazione) si è ormai affermato nel Salento con percentuali che vanno, in alcuni ospedali, oltre il 90 per cento. È una grande opportunità, soprattutto per le donne più ansiose, potersi fare persino una dormita mentre si partorisce. Il ginecologo Fabrizio Totaro Aprile, in servizio presso l’Unità  Operativa di Ginecologia dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, consiglia (se è possibile) sempre il parto naturale.

“Quando la paziente non ha particolari problemi, io dico sempre a chi si affida alle mie cure di non partire dal presupposto che bisogna fare l’epidurale - puntualizza lo specialista - Meglio non ricorrere all’anestesia perché il parto più è naturale e più è facile nello svolgimento è nella gestione, sempre se abbiamo a che fare con pazienti non ansiose. Nel metodo epidurale ci può essere qualche piccolo problema: ad esempio, se sbagli il dosaggio dell’anestetico, le contrazioni non le senti e non le regoli. Quindi, non puoi aiutare chi ti assiste a rendere più facile il parto. Poi, dobbiamo mettere in conto che, a volte, l’anestetico incide sulle fibre dei muscoli e la paziente non riesce a regolare la spinta come dovrebbe”. 

Ma quando l’epidurale è inevitabile? L’esperto non ha dubbi: “Ci sono molti casi in cui l’anestesia permette di far andare tutto liscio. Sulle donne prostrate o eccessivamente ansiose è meglio l’epidurale, ma anche per quelle donne che hanno determinate caratteristiche fisiche: le pazienti con il collo dell’utero più duro. In tutti questi casi l’intervento anti-dolore aiuta perché si sentono più tranquille e in questo modo non ostacolano l’intervento dell’equipe”. 

Con l’apposita anestesia le partorienti possono dormire, ascoltare musica o fare altro senza soffrire più come un tempo. “Ormai al 95% dei parti sono epidurali - spiega il dottor Totaro Aprile - Anche se io consiglio a chi può il parto naturale. Comunque, fino a 5 centimetri di apertura, l’epidurale non si può fare”. Dunque, c’è sempre un minimo di dolore fisico, almeno all’inizio. 

PARTOANALGESIA, NON TUTTI LA GARANTISCO PER TUTTE LE 24 ORE: ECCO COME FUNZIONA L’ANESTESIA 

Se desiderate partorire senza soffrire, accertatevi che la struttura ospitante garantisca questo servizio per tutto il giorno. Per garantire l’epidurale tutto il giorno è necessario un anestesista facilmente a disposizione della sala parto, che avvii la procedura in tempi utili per la partoriente e torni ogni una o due ore a fare piccoli rabbocchi di farmaco: una disponibilità difficile da ottenere negli ospedali dove i tagli si sono fatti sentire (soprattutto in quelli più piccoli). Esistono due tipi di anestesia: epidurale o spinale. Sono tutt’e due anestesie loco-regionali lombari, cioè che prevedono una puntura nella schiena. Con l’epidurale o peridurale l’anestetico viene iniettato nello spazio tra il canale osseo della colonna vertebrale e la membrana più esterna che riveste il midollo spinale (l’effetto si ottiene dopo 15-20 minuti). Con l’anestesia spinale (che si somministra in una sola iniezione e senza catetere), il farmaco viene iniettato intorno al midollo spinale, nel liquido che bagna le radici dei nervi: in questo caso l’anestesia è più profonda e agisce nel giro di 3 minuti. L’epidurale è indicata per l’analgesia del travaglio e del parto, mentre la spinale si usa per il parto cesareo. A seconda dei casi, si può optare per una combinazione di anestesie: epidurale e spinale. Nell’epidurale è necessario il catetere (fissato con del nastro adesivo sulla schiena della paziente) attraverso cui inserire i farmaci necessari per tutta la seduta. Con l’epidurale la donna continua a sentire le contrazioni uterine, ma non avverte il dolore legato a queste ultime (o, comunque, avverte un dolore molto più lieve). La paziente dovrebbe anche in questo caso conservare la forza muscolare e partecipare al parto. Con questa tecnica il parto si allunga di 20 minuti in media, perché la donna che sente meno dolore non si affanna a spingere. L’epidurale (che è gratis per tutte le donne) può avere piccoli effetti collaterali (rialzo febbrile, dolore nella zona della puntura e altro), ma anche reazioni allergiche: è per questo motivo che si fanno tutta una serie di indagini prima di praticarla (compresi elettrocardiogramma, emocromo con piastrine, esame della coagulazione e altri controlli).

PARTORIRE FA BENE ALLA SALUTE 

“Il parto fa bene - spiega il ginecologo Fabrizio Totaro Aprile - Risolve tante patologie. Cisti ovariche e altro vengono superate dalla neomamma: è come prendere la pillola tenendo a riposo le ovaie”. Dunque, la gravidanza, quando è possibile e non ci sono complicanze, migliora la salute della paziente. Ma sui pro e i contro del parto torneremo nel prossimo approfondimento. 

Gaetano Gorgoni

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