Usare il cellulare con intelligenza: i consigli del Ministero della Salute

sabato 20 luglio 2019

“Il tuo cellulare è intelligente. Usalo con intelligenza”. È lo slogan della campagna informativa che ha preso il via ieri, realizzata congiuntamente dai ministeri della Salute, dall’Istruzione, Università e Ricerca e dall’Ambiente e tutela del territorio e del mare. L’obiettivo è promuovere il corretto uso degli apparecchi di telefonia mobile (telefoni cellulari e cordless) e informare sui rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un uso improprio di tali apparecchi.

La sentenza del TAR del Lazio numero 500/2019 ha spinto i Ministeri a fissare dei obiettivi e a intraprendere una campagna di informazione utile a gestire bene la tecnologia che utilizziamo nella nostra quotidianità. In realtà i giudici amministrativi hanno accolto la richiesta dell’Associazione per la prevenzione e la lotta all'elettrosmog e hanno imposto ai Ministeri competenti di intervenire entro sei mesi per “adottare una campagna informativa sulle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile e l’informazione dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un uso improprio di tali apparecchi”. In Italia, del resto, esiste una “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici", ma spesso  il consumatore ignora “le informazioni che i fabbricanti di apparecchi e dispositivi, in particolare di uso domestico, individuale o lavorativo, generanti campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sono tenuti a fornire agli utenti, ai lavoratori e alle lavoratrici, mediante apposite etichettature o schede informative”. Ci sono tutta una serie di misure da adottare nell’utilizzo della telefonia mobile, soprattutto per proteggere le fasce più deboli: adolescenti e bambini. Nella sentenza del TAR Lazio viene citato il principio di precauzione, infatti Consiglio Superiore di Sanità (in un parere fornito al Ministero nel 2011), ha rilevato che “allo stato delle conoscenze scientifiche non è dimostrato alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, rimarcando tuttavia come l’ipotesi di un rapporto causale non possa essere del tutto esclusa in relazione ad un uso molto intenso del telefono cellulare”. In virtù del principio di precauzione il Consiglio formato dalle eccellenze della sanità italiana ha raccomandato “di mantenere vivo l’interesse della ricerca e della sorveglianza sul tema, in attesa che le nuove conoscenze risolvano le attuali aree di incertezza, suggerendo nel contempo l’avvio di una campagna d’informazione al pubblico al fine di promuovere e incoraggiare un uso responsabile del telefono, soprattutto in relazione ai bambini che tendono ad essere avvicinati all’uso del telefono cellulare in età sempre più precoce. È partita un’apposita campagna di informazione anche sulle reti RAI che riguarda  pure l’uso del cellulare alla guida (che causa tanti incidenti e morti sulla strada), lo smaltimento che è possibile gratuitamente nei punti vendita (in modo tale da non inquinare l’ambiente) e la necessità di non usarlo vicino a dispositivi medici attivi. 

ONDE ELETTROMAGNETICHE 

Il primo consiglio che dà il Ministero della Salute è quello di ridurre l'esposizione alle onde elettromagnetiche usando i messaggi, il vivavoce o l'auricolare. Non è ancora chiaro quali tipi di danni procuri al nostro cervello il cambiamento termico che inducono le onde elettromagnetiche. I telefonini funzionano utilizzando onde radio: un tipo di radiazione non ionizzante (diversa dai raggi X). I tessuti a contatto con il cellulare assorbono questa energia e si surriscaldano. Allontanando il cellulare dalla testa il livello di esposizione scende. Bisogna imparare a fare telefonate brevi, soprattutto quando la linea è disturbata e il telefono è costretto a lavorare a piena potenza, con maggiore emissione di radiazioni. Bisogna evitare di chiamare in ascensore o in treno, quando la copertura è bassa. È necessario evitare di attivare troppe app. Bisogna tenere il cellulare lontano dalla testa durante la composizione del numero (momento in cui funziona alla massima potenza) ed evitare di dormire col cellulare acceso. Piccoli consigli che potrebbero rivelarsi salvifici più in là, quando la scienza avrà chiarito tutti o suoi dubbi sugli effetti delle onde elettromagnetiche sul nostro corpo. Una fascia da monitorare, in particolare, è quella dei bambini, che hanno il sistema nervoso in fase di sviluppo e la circonferenza del cranio più piccola e quindi penetrabile in profondità rispetto a quella di un adulto. Il nostro corpo è esposto a effetti termici che potrebbero essere molto nocivi: la quantità di radiazioni assorbite dal corpo è misurata in Sar (Specific Absorption Rate) espresso in W/Kg (watt per chilo). 

IL LIMITE STABILITO DALL’UNIONE EUROPEA 

“Per garantire la sicurezza degli utenti l’Unione Europea ha fissato a 2 W/kg il limite massimo consentito per le emissioni dei cellulari per evitare qualsiasi effetto termico - spiegano gli esperti di Altroconsumo - Per assicurarsi di rispettare la norma, tutti i produttori testano i propri apparecchi prima di metterli sul mercato. Lo fanno ipotizzando lo scenario peggiore, quando i telefonini funzionano alla massima potenza ed emettono più onde, situazione che però si verifica di rado nell’uso quotidiano. Questo dato, dunque, non è un buon indicatore per scegliere di acquistare un telefonino anziché un altro. Per avere un’idea più chiara dell’esposizione a cui ci si sottopone usando quotidianamente il cellulare, bisogna valutare gli apparecchi nelle medesime condizioni, simulando il loro comportamento in una situazione reale d’uso. Solo in questo modo è possibile confrontare tra di loro i diversi modelli di telefonino, paragonando le rispettive emissioni di onde e scegliere quello che ne produce di meno. Nei nostri test, infatti, abbiamo fatto entrambe le prove. I risultati sono rassicuranti: nessun cellulare, tra quelli testati, si avvicina ai limiti imposti dalla legge. Questo non toglie tuttavia i dubbi sul fatto che i cellulari possano causare effetti biologici e aumentare il rischio di tumori cerebrali”. L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'OMS (IARC) ha inserito le onde a RF tra i "possibili carcinogeni umani" sulla base delle prove ancora limitate di una relazione con i tumori cerebrali (e della mancanza di prove di un legame con altri tipi di tumori). 

Gaetano Gorgoni

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