Affrontare un eritema solare: i "rimedi della nonna" funzionano. Intervista al dermatologo

venerdì 19 luglio 2019

Con l’aiuto del dermatologo, dottor Eugenio Romanello, abbiamo fatto chiarezza sulle cure che riguardano l’eritema solare e sui rischi che si corrono. Le cure della nonna funzionano, ma solo come lenitivo.

L’esposizione prolungata al sole non di rado provoca eritemi soprattutto nei fototipi più sensibili (chi ha la carnagione chiara, capelli rossi e lentiggini). Le radiazioni UV aumentano l’afflusso del sangue nelle zone esposte,  promuovendo il rilascio di citochine e mediatori dell'infiammazione (ad esempio l’istamina). Questo meccanismo provoca una vasodilatazione periferica con i capillari che assorbono di più e quindi si arrossano, si sviluppano edemi, calore e dolore. Nei casi più lievi parliamo di scottatura, ma in quelli più gravi possiamo ritrovarci di fronte a un’ustione di primo o secondo grado. I raggi ultravioletti del sole colpiscono duro anche sotto l’ombrellone nelle ore di punta. Dopo una lunga esposizione senza protezioni, rischiamo di avvertire su alcune parti del corpo gonfiore, dolore, prurito, arrossamento ed estrema sensibilità della pelle. L’eritema solare non è un problema da sottovalutare: chi si abitua alle scottature rischia, negli anni, macchie e invecchiamento della pelle e, in alcuni casi, anche tumori cutanei. Anche nell’applicazione delle creme di protezione bisogna avere l’accortezza di coprire tutti i punti sensibili, stando attenti soprattutto a occhi (da coprire con occhiali da sole), labbra e naso, molto più suscettibili rispetto a gambe e braccia. 

COME INTERVENIRE 

Molto spesso il problema dell’eritema si manifesta nei soggetti che non hanno ancora la pelle preparata per l’esposizione solare, nei primi bagni stagionali, oppure in quei soggetti che non usano creme protettive (o non le usano adeguatamente) o che hanno una pelle particolarmente sensibile ai raggi ultravioletti. In ogni caso è bene, una volta presa la prima scottatura, non esporsi al sole fino a che non si è guariti del tutto e poi tornare ad esporsi con tutte le opportune precauzioni. Gli eritemi più gravi possono richiedere l’intervento del medico, che proporrà una terapia con impacchi freddi, antinfiammatori, medicazioni sterili e antimicrobici topici.

“Quando l’infiammazione è più grave, consiglio creme antinfiammatorie dopo sole o crema cortisonica - spiega il dermatologo Eugenio Romanello - Il discorso è quello di evitare sempre le scottature, per i problemi che possono causare a lungo andare. Quando si tratta di eritemi più lievi, si possono evitare le creme (limitandosi agli impacchi freddi), ma è bene sempre avere la consapevolezza che il sole può essere alleato della nostra salute solo se ci si espone con un certo equilibrio, evitando le ore più calde e proteggendosi”. 

I RIMEDI DELLA NONNA PER LE SCOTTATURE FUNZIONANO?

“I rimedi della nonna servono solo come lenitivi” - ci spiega il dottor Eugenio Romanello. Dunque, funzionano contro il dolore, ma non curano le infiammazioni più serie”. Luigi Ripamonti sulle pagine ricorda l’antico rimedio dell’ “impaccocione”: pane inzuppato d’acqua. Siccome l’eritema solare è dovuto a un’eccessiva e persistente dilatazione dei vasi sanguigni, la cute si riempie di sangue, quindi si arrossa, scotta e brucia. Il pane contiene l’amido, che è una sostanza decongestionante: mettendolo in acqua, avvolgendolo in un fazzoletto e  facendo degli impacchi sulla pelle arrossata può dare qualche sollievo.

“C’è una campagna della Regione Puglia che dice di non sprecare il cibo - ironizza il dottore Romanello - Il rimedio del pane bagnato è un banale lenitivo, che può funzionare come una crema all’ossido di zinco”. Tra i rimedi naturali proposti contro l’eritema solare ci sono alcune creme naturali, ma la capacità curativa non è sicura. 

IL PREZZO DA PAGARE PER IL TROPPO SOLE 

Ormai è risaputo che il sole senza protezione fa danni enormi. Abbiamo parlato già del rischio cancro. La scienza, inoltre, ha dimostrato che l’esposizione eccessiva ai raggi UV favorisce invecchiamento precoce della pelle e aumento di rughe. I raggi solari alterano le cellule delle cute e penetrando incidono pesantemente sulle fibre di collagene. La pelle comincia a deteriorarsi quando compaiono macchie, rughe e lassità. Il sole fa bene se non si esagera, se ci si protegge e non ci si espone troppo nelle ore di punta. I raggi solari, infatti, aiutano a produrre endorfine e vitamina D. 

OGNI FOTOTIPO HA LA SUA RESISTENZA 

Esistono sei fototipi diversi, ognuno con una capacità di esposizione al sole differente. Il fototipo 1 (capelli biondo-rossi, carnagione chiara con efedi) è più esposto alle scottature e non si abbronza come gli altri: per questo tipo di pelle meglio evitare la tintarella. Il fototipo 2  (capelli biondi o castano chiaro, occhio chiaro, carnagione chiara) invece, si scotta con facilità e si abbronza poco. Il fototipo 3 (capelli castani, occhi chiari, carnagione moderatamente scura), si abbronza, ma rischia di scottarsi se si espone troppo al sole senza protezioni. Il fototipo 4, invece di abbronza facilmente e si scotta raramente: lo riconoscete dal capello castano scuro, occhi neri, carnagione olivastra. Si abbronza senza problemi il fototipo 5. Questa tipologia di carnagione è facile da individuare: capelli neri, occhi scuri e pelle olivastra. Il fototipo 6 è molto difficile che sia colpito da un eritema: parliamo di uomini con carnagione scura, occhi e capelli neri. Il sole comunque è necessario saperlo prendere per ottenere solo effetti positivi. 

Gaetano Gorgoni

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