Lotta al caporalato: costituita Rete del lavoro agricolo di qualità

mercoledì 17 luglio 2019

Nell’incontro in Prefettura nasce lo strumento che punta a trovare soluzioni contro il lavoro nero e lo sfruttamento nelle campagne.

È stata costituita una sezione territoriale della Rete lavoro agricolo di qualità nel tavolo convocato questa mattina, nella Prefettura di Lecce, tra istituzioni, direzione regionale Inps e sindacati, come elemento nella lotta al caporalato nel Salento. Si tratta di una canina di regia che punta a trovare soluzioni concrete che contrastino il lavoro nero e lo sfruttamento nelle campagne a livello territoriale.

Ritiene fondamentale questo passo Mauro Fioretti, segretario generale Uila-Uil di Lecce (Unione italiana lavori agroalimentari, che commenta: “La nascita della cabina di regia a livello territoriale costituisce un importante tassello perché completa l’apparato normativo della legge 199/2016 e crea le condizioni affinché si possa finalmente estrinsecare non solo la parte repressiva della normativa, ma anche quella propositiva, intervenendo direttamente sull’intermediazione della manodopera, ossia sul punto nodale del fenomeno del caporalato”.

“Una intermediazione virtuosa, rispettosa delle leggi e dei contratti – aggiunge -, in cui verranno coinvolti direttamente, insieme ai soggetti pubblici di cui si compone la cabina, le parti sociali”.

Per Fioretti sarà importante, dopo la costituzione di questo strumento renderlo operativo, coinvolgendo, attraverso specifica convenzione, l’Ente Bilaterale Territoriale per il settore agricolo, “che – spiega - ha già dimostrato in questi anni di essere particolarmente attento al fenomeno del caporalato, prevedendo specifici bandi a supporto dei lavoratori impegnati nella stagione di raccolta e della loro effettiva integrazione nel tessuto sociale e produttivo della nostra provincia”.

La Cisl di Lecce e la Fai Cisl di Lecce, nelle persone dei segretari Ada Chirizzi e Gianluigi Visconti, valutano positivamente l’incontro in Prefettura di Lecce: “Gli esiti delle recenti visite ispettive dimostrano l’efficienza della taskforce locale – affermano - e che la Legge 199 funziona sotto l’aspetto penale. Ma la repressione senza prevenzione non è sufficiente. Per tali ragioni la riuscita   è ancora oggi parziale e dovrà trovare compimento nel lavoro della nuova cabina di regia sulla Rete del lavoro agricolo di qualità che auspichiamo inauguri anche sul nostro territorio una ‘controffensiva partecipata’ che poggi anche sulla capillare e qualificata presenza del sindacato agricolo e delle parti sociali del territorio”.

“Perché il successo di questa grande battaglia – prosegue - si misurerà, alla fine, non solo sugli esiti ispettivi, ma anche e soprattutto sul numero di persone che saremo riusciti a sottrarre allo sfruttamento. Occorre ora garantire l’immediata, vera operatività di tale importante presidio, così da poter recuperare tanto del tempo perduto, e, parallelamente, proseguire con il buon lavoro sul versante dell’accoglienza e dell’assistenza dei lavoratori migranti, con particolare riferimento ai servizi di trasporto e mensa”.

Monica Accogli, segretario generale della Flai Cgil Lecce, sull’attivazione del nodo territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità: “Il 17 luglio è una data importante. Finalmente è stato avviato il nodo territoriale della Rete del Lavoro agricolo di qualità. Un evento che abbiamo chiesto e atteso da oltre un anno. Ringraziamo il prefetto Maria Teresa Cucinotta per aver raccolto queste istanze. È chiaro che non possiamo fermare qui: siamo solo all’inizio di un percorso che vedrà insieme organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, enti bilaterali, Inps e Centri per l’impiego. La Rete offre tutti gli strumenti per prevenire e combattere lo sfruttamento del lavoro, in particolare per la gestione del mercato del lavoro in maniera chiara e trasparente. Potremo ora tarare la nostra attività sulle esigenze e dinamiche del territorio”.

Soddisfazione viene espressa anche dal presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele, all’incontro confrontato dalla Prefettura di Lecce sul lavoro stagionale in agricoltura: "Determinante la stretta sulla semplificazione in materia di lavoro in agricoltura con la firma della bozza di Decreto interministeriale dei Ministeri della Salute e dell’Agricoltura con capofila il Ministero del Lavoro. Due le anticipazioni decisive – ha spiegato - che alleggeriscono tempi, costi e peso della burocrazia, le visite mediche che diventeranno biennali per i lavoratori agricoli e saranno fatte presso le ASL o gli enti bilaterali e la semplificazione degli adempimenti legati alla formazione, allentando costi e tempi, anche in considerazione dei tanti lavoratori stranieri stagionali impiegati nelle aziende agricole pugliesi".

Vanno bloccate, per Coldiretti, le aste capestro on line al doppio ribasso che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione e alimentano nelle campagne la dolorosa piaga del caporalato. "Esiste un evidente squilibrio nella distribuzione del valore lungo la filiera – denuncia Coldiretti Lecce - favorito anche da pratiche commerciali sleali, nonostante il codice etico firmato dal Ministero delle Politiche Agricole e dalle principali catene della grande distribuzione, che avrebbe dovuto evitare questo fenomeno che spinge a prezzi di aggiudicazione che non coprono neanche i costi di produzione".

"Si aggravano così i pesanti squilibri di filiera della distribuzione del valore – dice Coldiretti Lecce - visto che per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi come frutta e verdura solo 22 centesimi arrivano al produttore agricolo ma il valore scende addirittura a 2 centesimi nel caso di quelli trasformati dal pane ai salumi fino ai formaggi, secondo Ismea. Se nei passaggi della filiera venissero riconosciuti prezzi adeguati ai prodotti agricoli in campagna – insiste Coldiretti Lecce - le imprese agricole sarebbero disposte a pagare gli operai anche oltre quanto definito dal contratto provinciale del lavoro, perché c’è la profonda consapevolezza che vada garantita con ogni mezzo dignità del lavoro sia alle imprese agricole che ai lavoratori".

 

 

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