Carenza di medici in estate, tagli alle sedute operatorie: al "Fazzi" attese più lunghe

lunedì 15 luglio 2019

Nel reparto di Chirurgia plastica (ma non solo) ogni estate è una lotta per evitare di allungare le liste d’attesa: tra pensionamenti, ferie, malattie, imprevisti, aspettative e altro il personale si riduce drasticamente e le sedute operatorie vengono tagliate di circa il 50 per cento. Ogni lunedì, in genere, si pratica la mastectomia, ma oggi è saltata. Il direttore Albanese costretto a sforzi enormi per evitare di far aspettare troppo i malati di tumore. 

In estate saltano le tre sedute settimanali che il reparto di Chirurgia Plastica ha sempre  garantito agli utenti dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. È bene raccontare quello che succede in uno dei più attrezzati ospedali del sud, in tempi in cui si discute di autonomia differenziata: il personale medico-infermieristico manca e l’allarme è stato già lanciato nei primi giorni di giugno. “Ogni estate è la stessa storia - si lamenta il direttore di Chirurgia plastica Vincenzo Albanese - Dovremmo avere normalmente 3 sedute settimanali. Su 13 operazioni previste questo mese, potremo garantire solo sei sedute per mancanza di personale. Finiscono in attesa le persone con tumore e con patologie neoplastiche, ma in questi casi, con enormi sacrifici, riusciamo ad operarli senza farli aspettare troppo. Sono pazienti che devono essere operati subito”. Com’è possibile che, nonostante le nuove assunzioni di infermieri per il periodo estivo, il personale manchi a tal punto da rimandare le sedute operatorie? La risposta è semplice: ce la forniscono in reparto, dove questa situazione sta scatenando non poca amarezza. “Il personale assunto dev’essere preparato per le sale operatorie: ci vuole tempo e intanto, nel periodo estivo, l’affluenza si decuplica con le urgenze. Quindi, senza una programmazione che possa tenere testa agli imprevisti, ci si ritrova nelle stesse condizioni ogni estate”. È necessario “prevenire e prevedere”. “Stiamo elemosinando le sedute - spiega il direttore Albanese  - Calchiamo la mano sulle urgenze per poter operare. Questa situazione ci preoccupa: ci dissociamo da una situazione di cui non abbiamo colpa. I pazienti, che naturalmente non conoscono il problema, se la prendono con noi. Ma tra un po’ saremo costretti a mandare i pazienti neoplastici in amministrazione”. La situazione si ripete ogni anno, con intensità diversa, anche se l’Asl si è mossa per assumere nuovo personale. “Le ferie giuste vanno bene, ma alle ferie programmate si aggiungono malattie, infortuni, i giorni di congedo parentale, aspettative e altro. Bisogna prevedere le malattie improvvise: un reparto come il nostro non può restare scoperto. In tanti sono andati in ferie e sono stati assunti nuovi infermieri che devono essere preparati per le sale operatorie. Ci vuole almeno un mese per preparare  un infermiere per la sala operatoria”. Sono diverse le figure che contribuiscono a far andare bene un’operazione: anestesisti, infermieri, tecnici, chirurghi e specialisti. Una vera e propria squadra in cui ognuno ha un ruolo fondamentale. 

CRITICITÀ GIÀ ANNUNCIATE

La Puglia ha un numero molto inferiore di personale negli ospedali rispetto ad altre regioni del nord, a parità di utenza. Quando si aggiungono pensionamenti, infortuni, malattie e assenze impreviste, la sanità salentina, soprattutto in estate dove l’utenza raddoppia, rischia il collasso. Una lettera datata 3 giugno 2019, proveniente dal reparto di Anestesia del Fazzi, dava già l’idea della criticità della situazione (si parlava di grave carenza medico-infermieristica) per aumentata presenza di malattie tra il personale. Il primario di Anestesia annuncia la riduzione a giugno di 40 sedute operatorie rispetto ai mesi precedenti. Chirurgia Plastica paga dazio con 7 sedute in meno al mese. “Per fortuna la maggior parte delle mastectomie non vengono ancora rinviate, per la nostra buona volontà - spiega Albanese - Le altre neoplasie, che potremmo definire ‘minori’, le rinviamo. I melanomi stiamo riuscendo a farli: domani interveniamo su due linfonodi sentinella. L’emergenza dovrebbe finire a settembre, si spera. Oggi non c’è seduta perché ce l’hanno tolta”.

L’IMPORTANTE RUOLO DI CHIRURGIA PLASTICA 

Decine di pazienti ogni giorno si rivolgono all’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell'Ospedale "V. Fazzi" di Lecce, in cui più volte siamo entrati per filmare dal vivo le operazioni più complesse. Esiste una rete del melanoma ben strutturata in cui si passa dal dermatologo alla struttura ospedaliera, dove una serie di figure professionali prendono in carico il paziente. Prima dell’asportazione del neo il chirurgo plastico visita il paziente: se viene confermata la diagnosi del dermatologo, si avvia la fase delle analisi preoperatorie (glicemia, azotemia, transaminasi, cretinina, coagulazione del sangue e altro). Il dottor Albanese ogni mattina si divide tra la sala operatoria, lo studio e il reparto. Il Melanoma UNIT leccese è un centro con una casistica alta dove si fa studio, intervento e prevenzione. Non si interviene solo sul tumore, ma si fanno tutta una serie di importanti interventi ricostruttivi. In Chirurgia Plastica a Lecce si restituisce alla donna la propria femminilità e dignità, anche dopo un intervento per asportare un tumore al seno. Al “Vito Fazzi” di Lecce la Chirurgia “Plastica ricostruttiva post-mastectomia è un’esperienza ormai collaudata, con almeno dieci anni d’attività alle spalle e buoni risultati: 50 interventi ricostruttivi l’anno (di cui 20 in primo step e 30 in secondo step ricostruttivo), al ritmo di uno a settimana, sono un biglietto da visita di tutto rispetto”.

Il reparto, con 15 posti letto, sette medici e undici infermieri in organico, è guidato dal direttore Vincenzo Albanese, specializzato nella Chirurgia ricostruttiva oncologica. Operazioni che curano, ma che hanno un occhio di riguardo per l’estetica.

La realtà di Chirurgia Plastica è consolidata e affidabile, peccato che le assenze di personale dell’estate rallentino una macchina che di solito è così efficiente. Non sarebbe il caso di assumere per tempo il personale che serve a fare le sostituzioni (magari ad aprile) per evitare che si aprano falle?  


Gaetano Gorgoni

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