Goletta verde promuove il Salento, ma boccia Leuca: infuriano le polemiche

sabato 13 luglio 2019

I dati di Legambiente sarebbero incompatibili con quelli dell’Arpa c effettuati lo stesso giorno nella marina di Castrignano del Capo e che avevano dimostrato l’assenza di inquinamento.

I risultati della Goletta verde lasciano strascichi di polemiche. Sei i prelievi nel Salento: a risultare fortemente inquinata la Marina di Leuca a Castrignano del Capo. Sono entro i limiti di legge, invece, i campionamenti effettuati a: Porto Cesareo, in località Torre Lapillo, sulla spiaggia libera; a Nardò, Santa Caterina/Santa Maria, presso punta dell’Aspide; a Gallipoli, Porto Gaio, presso lo scarico del depuratore; a Otranto, Baia di Otranto, sulla spiaggia di Madonna dell’Altomare; e a Vernole, presso la Riserva Naturale Le Cesine-Vernole.

Il monitoraggio di Legambiente (i prelievi sono stati eseguiti dalla squadra di tecnici tra il 22 e il 25 giugno scorso) prende prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge che rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare. 

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

I risultati sono stati presentati ieri mattina in conferenza stampa a Bari da Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia e Mattia Lolli, Portavoce Goletta Verde, alla presenza di Vito Colucci, Direttore Generale Autorità Idrica Pugliese, Vito Bruno, Direttore Generale Arpa Puglia e del Contrammiraglio Giuseppe Meli, Direttore marittimo della Puglia e della Basilicata ionica.

Risultati contestati dall’amministrazione leucana.

“Sul sito di Legambiente -sottolinea il consigliere delegato all’Ambiente, Roberto Calabrese per visionare i dati e come l'anno scorso gli stessi dati non sono reperibili. Alla luce di ciò, credo che sia il caso, prima di fare determinate affermazioni, di informare il sindaco e il comune in questione, in quanto se tutto ciò dovesse corrispondere al vero (e non voglio mettere in dubbio l'operato), il primo cittadino dovrà emettere un'ordinanza di divieto di balneazione”.

Proprio nei giorni in cui Goletta Verde effettuava i suoi rilievi, a Castrignano infatti avveniva uno sversamento in mare di liquami. L’amministrazione si era attivata imponendo il divieto di balneazione. I controlli dell’Arpa effettuati proprio il 22 giugno, a poche ore dallo sversamento, avevano confermato la normalizzazione della situazione tanto da permettere la rimozione del divieto.

“Adesso a fronte di tutto ciò -continua Calabrese-, crediamo che sarebbe il caso che Legambiente ci fornisca i dati relativi alle loro analisi. Chiediamo a Legambiente stessa, di ripetere le stesse campionature in nostra presenza per poterle poi confrontare con i dati di Arpa che a cadenza mensile dal mese di aprile fino ad ottobre facciamo in più punti nei nostri mari proprio per offrire ai turisti e a tutti noi un elevato standard di sicurezza”.

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