Pontili, l'ex sindaco boccia i 5S e chiede alla Ministra Lezzi di attivarsi per il porto

mercoledì 10 luglio 2019

L’ex primo cittadino replica alla nota dei parlamentari Cinque Stelle sui pontili galleggianti e confuta le loro tesi, accusandoli di impreparazione sulla vicenda. Poi messaggio alla Ministra.

L’ex sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, replica alla nota dei 5 Stelle a difesa della Ministra Lezzi sulla vicenda dell’approdo turistico comunale e sui pontili galleggianti nella città dei Martiri: “La troverei esilarante – commenta -, se non fossi preoccupato dal fatto che sia stata scritta (come mi è sembrato di intuire visto che non è firmata) da persone elette al Parlamento della Repubblica Italiana. Ritengo avrebbero dovuto metterci quantomeno la faccia gli autori precettati in una impossibile difesa d’ufficio della Ministra (per il Sud?), non fosse altro che per far comprendere ai cittadini inconsapevoli che li hanno votati la qualità dei propri eletti”.

Quindi, confuta le tesi, ovvero che il progetto non osservi le leggi dello Stato, che la Ministra voglia finanziare un “progetto credibile” e che con un nuovo progetto si porrebbe una vicenda procedimentale del tutto distinta rispetto alla precedente.

“Il progetto del Comune che è stato oggetto della censura della Ministra e dei suoi colleghi – afferma - non solo è pienamente legittimo e rispettoso delle leggi ma anche autorizzato, essendo stato regolarmente approvato dalla conferenza dei servizi che lo ha valutato con i pareri favorevoli di tutti gli Enti intervenuti, tranne la Soprintendenza. Tant’è che è stata l’opposizione a tale approvazione, presentata dal Ministro ai beni culturali, a sospenderne l’efficacia prima, e la decisione del Consiglio dei Ministri a decretarne poi la chiusura negativa dell’iter autorizzativo. Anche l’opera attualmente realizzata è a norma, ed è stata regolarmente approvata. Il contenzioso sorto non verte sulla legittimità del progetto ma sulla impossibilità ad adempiere ad una prescrizione chiaramente e inutilmente vessatoria di una pubblica amministrazione nei confronti di un’altra. L’approdo è stato realizzato come prescritto dal parere favorevole del MIBAC, con pontili galleggianti agganciati a corpi morti adagiati sul fondale, e ciononostante non può essere smontato e rimontato ogni sei mesi per una serie di ragioni più volte evidenziate che porterebbero a non avere più l’opera se si dovesse procedere allo smontaggio. D’altronde abbiamo chiesto più volte invano ai funzionari del Ministero dei beni culturali di indicarci un solo luogo al mondo in cui un approdo come quello di Otranto, regolarmente approvato anche dalla Soprintendenza (che però lo considera impattante sei mesi si e sei mesi no), viene smontato e rimontato periodicamente”.

Sulla “fantomatica disponibilità della Ministra a trovare le risorse finanziarie per un nuovo progetto dimostra chiaramente l’inadeguatezza dei 5 stelle ad amministrare la cosa pubblica”, Cariddi evidenzia come la dichiarazione stride coi principi di buon senso ed economicità dell’azione amministrativa, “in particolare la loro – afferma -, visto che da sempre si dichiarano nemici dello spreco di denaro pubblico”: “Perché – domanda - spendere nuove risorse per realizzare un’opera che non potrà essere diversa da quella attualmente realizzata e già approvata nella conferenza dei servizi a cui la Ministra non ha voluto dare ascolto? Dovremmo quindi buttare letteralmente a mare i 3.100.000,00 euro spesi per l’approdo? Mi permetto allora di suggerire alla Ministra che, se davvero ha la volontà di trovare risorse per la portualità salentina, lo faccia per il progetto del nostro nuovo porto turistico esterno, già approvato, oggetto oggi delle trattative presso il Ministero dello sviluppo economico sulla cessione della società Condotte d’acqua spa, commissariata ex legge Marzano”.

Sul terzo punto, Cariddi chiarisce che il progetto era stato approvato ed autorizzato dalla conferenza dei servizi: “Il Consiglio dei Ministri – precisa - è stato chiamato a decidere in totale autonomia e libertà di determinazione, non essendo minimamente vincolato dalle vicende dei tribunali amministrativi che non hanno mai riguardato il nuovo progetto presentato. Una evidenza inconfutabile, questa, che avrebbero potuto comprendere anche la Ministra e i suoi difensori d’ufficio, se solo si fossero presi il fastidio almeno di leggerlo il provvedimento emesso dal loro CDM. Nella procedura stabilita dalla legge 241/1990, artt. da 14 a 14 quinquies, il CDM è chiamato in ultima fase a dirimere la contrapposizione tra i diversi valori in campo quando vi è contrapposizione di pareri su un’opera, non essendo vincolato da alcuno. Quindi, questa questione posta all’attenzione della Ministra Lezzi e colleghi, rappresenta proprio la procedura amministrativa che si sposa con quanto sempre enunciato dai grillini, e cioè che su un’opera occorre decidere procedendo con la valutazione costi-benefici. Cosa che se avessero realmente fatto, avrebbe consentito al CDM di comprende la sproporzione di ragioni (economiche, sociali, storiche, tecniche, ambientali…) a favore del progetto approvato in conferenza, rispetto alla posizione intransigente e incomprensibile del solo MIBAC (restituzione di una non meglio precisata integrità visiva delle mura)”.

“Ricordo agli amici portavoce 5 stelle – conclude - che quando si riveste un ruolo istituzionale come quello assegnatoli, loro malgrado, dai cittadini, occorre sempre mantenere alta la consapevolezza e la responsabilità di ciò che si afferma, magari accompagnando le proprie affermazioni con un po' di conoscenza dei fatti e competenza nelle materie trattate”.

 

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