Impianto amianto, sindaci dei centri vicini chiedono valutazione impatto ambientale

mercoledì 10 luglio 2019

Controreplica dei sindaci di San Cesario, Lequile, Lizzanello alle dichiarazioni del legale rappresentante della PRA S.r.l. in ordine alla realizzazione sul territorio di Cavallino di un impianto per la trasformazione dell'amianto.

Per i cittadini di San Cesario, Lequile, Lizzanello e San Donato l’aria è sì irrespirabile, ma per le discariche e gli impianti di Guarini e Le Mate che operano da decenni a poche centinaia di metri dai loro abitati urbani (e da un grande centro commerciale). “Le nostre comunità – affermano Fernando Coppola (San Cesario), Vincenzo Carlà (Lequile) e Fluvio Pedone (Lizzanello) - hanno già pagato un tributo pesantissimo ed è ovvio che, se sempre in quella zona si vuole realizzare pure un impianto per l’amianto, esse - al pari di ARPA e ASL - chiedano una Valutazione di Impatto ambientale proprio ‘considerata la specifica collocazione territoriale dell’intervento proposto …in un’area già soggetta a enormi pressioni ambientali’”.

“La VIA – proseguono - garantirebbe solo il coinvolgimento delle nostre comunità, eventualmente rassicurandole sulla eventuale assenza di fattori di impatto o rischio ambientale. Tutto qui. Per questo davvero non comprendiamo perché PRA S.r.l. dimostri di temere e fugga come la morte una semplice VIA, cui al suo posto ci saremmo già sottoposti. Allo stesso modo non comprendiamo perché presentare di soppiatto una SCIA anziché chiedere una autorizzazione unica ambientale per la messa in esercizio dell’impianto”.

“Non siamo – precisano - contro lo sviluppo, ma per uno sviluppo sostenibile, che passi attraverso l’utilizzo (e non la fuga) dei procedimenti maggiormente partecipativi e pubblici, idonei ad assicurare a popolazioni già sottoposte da decenni a enormi pressioni ambientali il necessario e tempestivo coinvolgimento e le massime garanzie per la salute del nostro ambiente e dei cittadini”.

Contrario, invece, il consigliere regionale del M5S, Tony Trevisi, assieme ai portavoce di Cavallino e Lizzanello, Giampaolo Falco e Antonio Parlangeli, che parlano di impianto “troppo vicino ai centri abitati e ai siti sensibili, peraltro in un territorio già eccessivamente stressato dal punto di vista ambientale”: “Per questo – affermano - sosteniamo le comunità salentine che dicono no all’impianto sperimentale di trattamento dell’amianto proposto dalla Pra s.r.l., per il quale l’azienda ha anche presentato una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) presso il Comune di Cavallino”.

“Già dal 2016, il Movimento 5 Stelle e ha coinvolto i i cittadini con banchetti nelle piazze di tutti i Comuni coinvolti, raccogliendo firme per la presentazione delle Osservazioni del Pubblico. Il progetto è stato poi rivisto - spiega Trevisi - e ripresentato per ben due volte, ma restano le nostre perplessità sulla realizzazione dell’impianto”.

Quando sembrava tutto archiviato, il Ministero dell’Ambiente ha richiesto delle nuove integrazioni al progetto e ad aprile del 2018, poco prima della nascita dell’attuale Governo Conte, è stato rilasciato il Parere CTVIA con cui si esclude l’assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale: “Non possiamo ignorare - incalza Trevisi - che dal Comune di Cavallino non è mai stata espressa una posizione chiara in merito. Ma il silenzio in questo caso sembra piuttosto eloquente”.

 

 

    
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