Carie, traumi, apparecchio: quello che bisogna sapere sui denti dei bambini 

mercoledì 10 luglio 2019
Bisogna sapere che le gengive dei piccoli devono essere pulite fin dai primi mesi di vita con una garzina umida. Già dal primo anno il piccolo dev’essere visitato da un dentista, mentre a 2 anni deve abituarsi a lavare i denti dopo i pasti (3 volte al giorno). Il prof. Alberto G. Ugazio. del Bambino Gesù ha realizzato una guida per la Salute  dei denti del bambino e dell’adolescente pubblicata sul nuovo numero di ‘A Scuola di Salute’.

Non è facile, soprattutto se si ha a che fare con un bambino molto piccolo, convincerlo a lavare correttamente i denti, ma è bene sapere che l’igiene orale è fondamentale già dal primo anno di vita. I primi denti da latte compaiono tra il sesto e l’ottavo mese di età, mentre i ‘terzi molari’, ovvero i famosi denti del giudizio, arriveranno intorno ai 15 anni, a volte entro i 25 anni circa: è un lungo percorso in cui bisogna trasmettere l’importanza della salute dentale. Nel caso i denti non comparissero nelle fasi previste sarà necessario un approfondimento attraverso una radiografia ortopanoramica. La comparsa dei primi denti incide sull’umore del piccolo: è più irritabile e si possono gonfiare e irritare le gengive. È possibile che la temperatura corporea aumenti, ma non si tratta di una vera e propria febbre. Il controllo è necessario nel caso di “cisti eruttive” che appaiono come rigonfiamenti contenenti liquido o sangue e che di solito non richiedono trattamento. Qualche volta si può verificare un’eruzione dentale prematura alla nascita e nel periodo neonatale, che può rivelarsi dolorosa oppure caratterizzarsi con denti ‘in doppia fila’ (accavallati o con il dente permanente che arriva esternamente a quello da latte, senza però riuscire a farlo cadere da subito).

Gli esperti del Bambino Gesù ci consigliano di “pulire con una garzina umida le gengive del bambino, fin dai primi mesi di vita, e di prestare particolare cura alla pulizia dei denti in tutti gli anni che seguiranno”. Quello che si semina all’inizio si raccoglierà alla fine: con un’attenzione maggiore si otterranno dei denti sani in adolescenza. “L’odontoiatra è un insostituibile alleato del pediatra per garantire il benessere della bocca e di tutto il resto dell’organismo - spiegano gli specialisti del Bambino Gesù - È bene che il bambino faccia conoscenza del dentista il prima possibile, così da abituarsi fin dai primi anni di vita a un tipo di visita complessa (non è piacevole farsi guardare in bocca...) ma fondamentale”. Anche i piccoli devono abituarsi alla visita dentistica, pure quando tutto va bene: per questo motivo è necessario cominciare dal primo anno di vita. “Durante la visita, infatti, il bambino prenderà confidenza con l’ambiente e il personale odontoiatrico, che in pochi minuti potrà già eseguire una prima ispezione sommaria della bocca. L’odontoiatra valuterà lo stato di salute dei tessuti molli (gengive e mucose orali) e ricercherà eventuali carie, alterazioni dello smalto, presenza di elementi dentari in eccesso o, al contrario, la mancata eruzione di qualche dente”. È come se, in tenera età, già si stabilisse una preziosa alleanza tra lo specialista e i genitori del paziente per garantire un’igiene orale scrupolosa e le corrette abitudini alimentari da adottare. “Le visite odontoiatriche sono controlli fondamentali, da effettuarsi ogni 12 mesi per verificare lo sviluppo armonico della bocca e dei denti e, allo stesso tempo, creare una collaborazione tra dentista e bambino”.

COME OTTENERE UN’IGIENE ORALE CORRETTA 

La battaglia per l’igiene orale dei piccoli comincia dai primi giorni di vita, con una garza bagnata, secondo gli esperti del Bambino Gesù, strofinarlo su lingua, guance e gengive per ripulirle dalla pellicola di latte residua. “Bisogna evitare di dolcificare i ciucci, biberon contenenti succo di frutta o latte dolcificato per addormentare il piccolo”. Più in generale, per gli espertidell’Ospedale della Santa Sede, le mosse per ottenere un’adeguata igiene orale sono quattro: “spazzolare almeno due volte al giorno per rimuovere la placca batterica; spazzolare almeno due-tre minuti, senza dimenticare la lingua; utilizzare il filo interdentale; utilizzare un dentifricio al fluoro (da 1000 a 1450 parti per milione). Lo spazzolino (manuale o elettrico), il dentifricio e il filo interdentale sono considerati i migliori alleati dell’igiene orale”.

LA CARIE 

La carie è una malattia di origine batterica che colpisce i denti, provocandone la distruzione in modo progressivo: ne abbiamo parlato più volte in questa rubrica. “I batteri responsabili della formazione della carie vengono definiti ‘batteri cariogeni’ e, attraverso il loro metabolismo, trasformano i carboidrati del cibo in acidi, che daranno il via al cosiddetto processo di ‘demineralizzazione’ del dente, che indebolisce lo smalto dentale e porta alla formazione di una cavità. Il processo carioso presenta diverse velocità di sviluppo”. Stiamo parlando di una delle patologie più comuni (seconda solo al raffreddore): “è la patologia cronica infantile più diffusa al mondo ed è causata, ad esempio, dalla saliva e dalla predisposizione genetica”. “La carie si può combattere e prevenire in diversi modi - spiegano gli esperti - dopo l’eruzione dei primi dentini, ad esempio, si può utilizzare uno spazzolino piccolo con setole morbide; al compimento dei 2 anni è consigliabile lavare i denti tre volte al giorno, dopo i pasti principali, con uno spazzolino elettrico roto-oscillante; oppure ricorrere alla ‘sigillatura dei denti’, un metodo che consiste nella chiusura dei solchi presenti, di norma, sulla superficie dei denti tramite l’uso di materiali a base resinosa o di particolari cementi”. 

TRAUMI DENTALI 

I bambini sono sempre a rischio di traumi dentali. Corrono, si spingono, giocano e cadono. Un trauma può danneggiare il dente nella sua struttura, i tessuti circostanti (osso e gengiva) o entrambi. “Quando si verifica il bambino va tranquillizzato, evitando di trasmettergli preoccupazione - chiarisce l’esperto del Bambino Gesù - In caso di frammento, un dente staccato in tutto o in parte, evitare di pulirlo e conservarlo nella saliva (in bocca), nel latte a lunga conservazione oppure in soluzione fisiologica, quindi eseguire il prima possibile una visita odontoiatrica per decidere la terapia più adatta.

QUANDO È NECESSARIO L’APPARECCHIO

Quando il dentista scopre una “malocclusione” significa che ci sono delle alterazioni dei rapporti di armonia fra le ossa del viso, i muscoli e i denti, “che a volte possono compromettere il corretto funzionamento di tutto l’apparato che queste strutture compongono, e alterarne l’estetica”. 

Questa condizione può essere causata da una predisposizione ereditaria, da un uso prolungato del ciuccio o da abitudini ‘viziate’ come la suzione del dito. “I primi segni di malocclusione si possono riscontrare all’età di 3 anni circa, fino al completamento della ’permuta’ dei denti, che avviene intorno ai 13-14 anni - spiegano gli esperti - L’utilizzo dell’apparecchio garantisce l’allineamento del morso e rende il sorriso più bello. Per il suo impiego fino a poco tempo fa si attendevano i 12-13 anni e il completamento della sostituzione dei denti da latte con quelli permanenti. Adesso, invece, in caso di alterazioni scheletriche questo dispositivo si può impiegare anche più precocemente, in modo da ristabilire il corretto funzionamento del ‘sistema bocca’ ed evitare maggiori problemi in futuro”. Dunque, già dai 4 ai 6 anni può essere necessario il controllo dell’ortodonzista, specie se si riscontrano alcuni problemi: inversione del morso, palato stretto, problematiche di chiusura dei denti associate a disturbo nella respirazione. Meglio affrontare in tempo la situazione per evitare che si sviluppino problematiche complesse. Intervenendo presto la terapia può durare poco, anche solo sei mesi. “I bambini possono invece aver bisogno dell’apparecchio nel periodo della puberta? (quando si ha un picco di crescita), per correggere problemi di sviluppo della mandibola che va stimolata se cresce poco (tra i 10 e 13 anni). Infine, l’apparecchio potrebbe servire quando tutti i denti permanenti sono arrivati, se e? necessario correggere disallineamenti dentari. Prendete nota: i vostri piccoli da adulti vi ringrazieranno per la bocca sana che gli avrete garantito. 

Gaetano Gorgoni

 
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