Direttore Dermatologia: “L’ombra non ci salva dai danni del sole, evitiamo le spiagge sporche”

martedì 9 luglio 2019
Solo la protezione 50, anche sotto l’ombrellone e con il sole coperto dalle nuvole, con prodotti farmaceutici e consigliati dal medico, può garantirci di uscire indenni dai raggi solari. Attenti ai prodotti che usiamo: Altroconsumo ha denunciato al Ministero che due creme solari per bambini con filtro 50 risultavano 20 negli esami di laboratorio. Oggi vi diamo i consigli giusti con il direttore di Dermatologia del Vito Fazzi di Lecce, Maurizio Congedo, per evitare l’invecchiamento della pelle. 

Ci sono luoghi comuni e credenze che bisogna sfatare per quanto riguarda l’esposizione ai raggi solari: oggi lo facciamo con un autorevole esperto. Cominciamo col dire che abbronzatura, ombra o nuvole non ci salvano dai raggi ultravioletti che nella bella stagione possono provocare l’invecchiamento della pelle. Ma quali sono i prodotti da utilizzare e con quale intensità? I filtri e le creme solari sono gli alleati vincenti, in mare e in montagna, quando il sole picchia duro. L’esperto ci consiglia un filtro 50 con frequenza delle applicazioni dipendente dal tipo di pelle. Bisogna capire che i raggi UV passano anche attraverso le nuvole (quando il cielo è coperto) e impongono l’applicazione delle protezioni anche se siamo all’ombra per tutto il giorno: i principali rischi sono le scottature e l’invecchiamento della pelle con macchie nere e bianche. Sappiate che i raggi solari vi raggiungeranno ovunque, riflessi dalla sabbia e dalla superficie dell’acqua, se siamo a poca distanza dalla riva, oppure nei paraggi di superfici bianche se siamo altrove. I prodotti protettivi devono essere applicati mezz’ora prima dell’esposizione solare, meglio quando si è ancora in casa. Inoltre, bisogna stare attenti a proteggere alcuni punti sensibili: 

viso, il collo, le zone in cui abbiamo nei o cicatrici, dietro le ginocchia, sul collo del piede, sulle ascelle, sulle labbra e sui lobi delle orecchie. I raggi passano anche attraverso l’ombrellone. Per i capelli è consigliabile  un olio con schermo solare, per non sbiadirli e disidratarli. Non utilizzate creme dell’anno precedente e non illudetevi che la crema idratante sia sostitutiva di quella protettiva: farete più danni! 

L’INDAGINE DI ALTROCONSUMO

"Altroconsumo" ha fatto esaminare in laboratorio 16 creme solari per bambini con protezione 50, scoprendo che due arrivavano a malapena a 20: 30 punti in meno rispetto a quanto dichiarato. Le aziende produttrici interessate, però, difendono a spada tratta il loro prodotto. L’analisi ha dato risultati rassicuranti, secondo Altroconsumo, ma ha messo in luce che è sempre necessario affidarsi a prodotti seri e sicuri. Secondo l’esperto che abbiamo intervistato oggi, meglio affidarsi a una farmacia e all’esperienza di un dermatologo. Altroconsumo ha ripetuto per due volte il test e il risultato, su due prodotti dei 16 esaminati, non è cambiato. 

INTERVISTA AL DIRETTORE DELL’UNITÀ OPERATIVA DI DERMATOLOGIA DEL “VITO FAZZI” DI LECCE, MAURIZIO CONGEDO

Dottore, è sempre necessario utilizzare la crema protettiva, anche se si passa tutta la giornata sotto l’ombrellone? 

“Sì, perché, anche se si è all’ombra, c’è la rifrazione dei raggi ultravioletti sul bianco della sabbia. Quindi, c’è un ‘sole indiretto’ anche all’ombra o quando le nuvole coprono tutto. E, comunque, una minima parte di raggi riescono a penetrare perfino attraverso l’ombrellone”.

Chi è già abbronzato ha bisogno di proteggersi? 

“Certamente, perché deve evitare irritazioni eritematogene”. 

Quindi le protezioni sono necessarie anche in città, vero? 

“Sì, perché limiterebbero i danni del fotoinvecchiamento. I raggi ultravioletti invecchiano la pelle. Chi è abbronzato è protetto dalla cosiddetta ‘scottatura’, ma non è protetto dal fotoinvecchiamento”. 

Cioè rischiamo che la nostra pelle si raggrinzisca? 

“Esatto, compaiono anche macchie scure, rugosità e punti bianchi. Ha presente quelle macchie alle braccia e alle gambe che sono frequenti nelle persone anziane? In questo consiste il fotoinvecchiamento, che non viene prevenuto dall’abbronzatura. Solo la protezione 50 può prevenirlo. I danni del fotoinvecchiamento continuano anche su chi è abbastanza abbronzato e non si cautela. Conviene continuare una protezione, chiaramente non con gli stessi livelli delle prime esposizioni. La protezione dev’essere utilizzata sempre: all’ombra, in città. È la regola!”. 

Lei consiglia sempre il fattore 50?

“Sempre e per tutti, anche per chi ha un fotitipo resistente. La differenza fra un fototipo resistente è un fototipo sensibile è nella frequenza dell’applicazione. Se utilizzo una crema con filtro 50, sono protetto per circa 2 ore, se ho una pelle resistente: sono protetto per solo un’ora se sono un fototipo sensibile! Utilizzando una protezione alta e aumentando la frequenza di applicazione posso proteggere anche una pelle sensibile”. 

È vero che chi ha la pelle troppo chiara (o lentigginosa e tendente al rosso) deve evitare un’esposizione prolungata al sole?

“È vero, i soggetti che noi definiamo rutili, cioè con melanina rossa, sono ad alto rischio di tumori della pelle. Anche i soggetti con fototipo chiaro e capelli biondi devono evitare soprattutto le ore più pericolose (dalle 12 alle 15), quando il sole è perpendicolare è molto violento. Esporsi sì, ma in orari consoni e con protezione adeguata”. 

Stesso discorso per i bambini...

“Protezione sempre 50 per i bambini ed evitare assolutamente l’esposizione nelle ore più calde”. 

Altroconsumo facendo alcuni test ha scoperto che due marche di creme solari, che venivano vendute come creme con filtro 50, in realtà raggiungevano solo il 20. Di quali prodotti dobbiamo fidarci? 

“Bisogna affidarsi a marche conosciute e serie: l’affidabilità è tutto. Io consiglio di affidarsi ai suggerimenti di un farmacista, o meglio ancora, di un dermatologo e, comunque, di acquistare solo creme vendute in farmacia”. 

La sabbia e il mare possono provocare delle infezioni?

“Assolutamente sì, ma solo se il mare inquinato e la spiaggia è sporca. L’acqua inquinata può provocare infezioni gastroenteriche: quindi facciamo attenzione a dove scegliamo di fare il bagno, perché un po’ d’acqua la ingeriamo sempre. La sabbia, invece, può dare delle infezioni batteriche e micotiche: una sabbia inquinata è normale che determini delle infezioni. Dobbiamo guardarci da quelle spiagge che non vengono pulite quotidianamente, in cui non avvenendo il rimescolamento della sabbia non la si arieggia. Ogni sera o la mattina la sabbia dovrebbe essere pulita portando la sabbia più profonda in superficie e viceversa. È proprio questa sorta di ossigenazione della sabbia che ci mette al sicuro dalle infezioni, perché la rende pulita. Converrebbe scegliere quegli stabilimenti che offrono un servizio di pulizia della sabbia e rimescolamento puntuale e quotidiano”.  

Gaetano Gorgoni
 

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