Tuffarsi in mare dopo mangiato fa male: ecco perché

lunedì 8 luglio 2019

Flusso del sangue e termoregolazione del corpo fanno la differenza nell’impatto con l’acqua, soprattutto se fredda. Lo spiega il primario del Pronto Soccorso del Vito Fazzi di Lecce, Silvano Fracella.

Fare il bagno dopo mangiato è davvero rischioso? Lo abbiamo chiesto al responsabile del pronto soccorso leccese, visto che ognuno interpreta come vuole questo divieto che i nostri genitori ci imponevano da piccoli. Qualcuno pensa che sia necessario evitare il bagno per 2 ore, chi per 30 minuti, ma gli esperti consigliano 3 ore. Il principale problema è rappresentato dal dirottamento dell’afflusso sanguigno verso l’intestino in digestione, a discapito del muscolo impegnato nel nuoto, con conseguente affaticamento e crampi. Il nostro apparato cardiovascolare potrebbe tranquillamente affrontare le due attività (digestione e sforzo muscolare), ma la concentrazione di sangue in un’altra zona può metterci in seria difficoltà: ecco perché uno sforzo troppo pesante in acqua dopo mangiato può determinare un annegamento. Il secondo problema è quello della congestione (blocco digestivo), cioè un blocco intestinale legato al cambiamento repentino di temperatura. I pasti troppo ricchi di grassi e proteine surriscaldano ulteriormente e l’improvviso impatto con l’acqua fredda può determinare il problema. Dopo un ricco pasto, magari in spiaggia,stomaco e intestino necessitano di molto ossigeno, trasportato attraverso il flusso sanguigno, per poter digerire e trasformare il cibo ingerito. Il cambiamento della temperatura non graduale provoca una diminuzione della quantità di sangue che arriva all'addome causando il rallentamento, o il blocco, dei processi digestivi: nella maggior parte dei casi si finisce in ospedale e le conseguenze possono essere anche gravi. Le tre ore d’attesa sono un tempo di sicurezza generico: è chiaro che dipende sempre da quello che si è mangiato. Uno spuntino leggero non mette a rischio nessuno.

INTERVISTA AL DIRETTORE DEL PRONTO SOCCORSO DELL’OSPEDALE “VITO FAZZI” DI LECCE, SILVANO FRACELLA

Dottore, farsi un bagno dopo mangiato è davvero rischioso, come credevano i nostri genitori?

“È pericoloso perché nella fase della digestione una buona parte di sangue, che circola in tutto il corpo, viene dirottata sul distretto splancnico (nel linguaggio anatomico ci si riferisce con questo termine ai visceri contenuti entro la cavità addominale), cioè stomaco e intestino, insomma sul tubo digerente, perché la digestione richiede più funzioni. Questo significa che viene sottratto un po’ di sangue ai muscoli. Il sangue che circola è sempre lo stesso, ma ci sono situazioni in cui ne viene mandato più al cervello, oppure ai muscoli (se sono in palestra e serve più ossigeno al cuore). Il sangue si concentra di più in alcune zone a seconda delle esigenze”.

Cosa avviene nella congestione?

“A livello gastrico, in quella fase, viene dirottato più sangue (riducendo l’afflusso ai muscoli), quindi l’attività in acqua potrebbe comportare (con una congestione) un rallentamento dell’attività muscolare, quindi un rischio di annegamento”.

Quindi il pericolo è concreto...

“Il rischio è reale: è sempre consigliabile attendere tre ore dopo mangiato. Naturalmente nel caso il pasto sia abbondante: mezzo panino non influisce. Poi, c’è il problema dell’adattamento alla temperatura: mai entrare in acqua improvvisamente. Bisogna bagnarsi in maniera graduale e abituarsi alla temperatura diversa. Bisogna dare il tempo al corpo perché si possono creare meccanismi di vaso-regolazione che scatenano la congestione”.

Tuffarsi in acqua improvvisamente sotto al sole cocente, dunque, è sempre un rischio?

“La differenza termica e la mancanza di adattamento del corpo possono creare meccanismi di spasmo riflesso e influire anche sull’attività cardiaca”.

Quindi possiamo dire che fare il bagno dopo mangiato o in una giornata calda d’estate come questa è pericoloso per due meccanismi che scattano nel nostro corpo: per il flusso del sangue, che si concentra in una determinata zona, e per la termoregolazione...

“Esatto”.

Si verificano molti casi di congestione o rischio annegamento in seguito a bagni dopo pranzo?

“Arrivano in pronto soccorso molti pazienti con disturbi, sindromi da pre-annegamento, oppure persone che si sentono male dopo aver fatto il bagno, vomito, mal di testa. Molto spesso si tratta di gente che si è tuffata tutt’a un tratto nell’acqua fredda. Bisogna entrare in acqua lentamente per dare il tempo al corpo di adattarsi alla nuova temperatura, soprattutto se l’acqua è fredda. Mai tuffarsi improvvisamente dopo essere stati al sole per molto tempo. Alcuni ragazzi si tuffano da uno scoglio dopo essere stati al sole: questo può dare luogo a un fenomeno vaso-riflesso e scatenare addirittura un problema cardiaco”.

 

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