Chiostro dei Celestini occupato dalle auto, Adoc scrive al Ministro

lunedì 8 luglio 2019

L’associazione dei consumatori sottolinea l’utilizzo sempre più scriteriato dell’area all’interno del Palazzo della Provincia.

Una lettera per chiedere l'interdizione totale del parcheggio delle autovetture nel cinquecentesco Chiostro dei Celestini di Lecce. Ad inviarla al al Ministro dei Beni Culturali Bonisoli, alla Soprintendenza di Lecce, al Prefetto di Lecce, al Presidente della Provincia di Lecce e al Sindaco di Lecce, Adoc Lecce.

“Nella certezza che Gabriele Riccardi, nel 1549, -scrive l’avvocato Alessandro Presicce- abbia voluto progettare e realizzare un monumento e non un parcheggio di oggetti a motore che sarebbero stati inventati solo qualche secolo dopo, Adoc ha preso carta e penna ed ha fatto appello alla massima autorità a tutela dei beni culturali del nostro Paese. Da anni ormai, il monumento cinquecentesco ha avuto la sfortuna di essere adibito a parcheggio di autovetture e motocicli (probabilmente degli stessi dipendenti pubblici) che hanno trovato comodo e lussuoso riparo dal sole e dalla pioggia nel suo splendido colonnato. Purtroppo però l’accesso di auto, motocicli e mezzi pesanti, oltre che lesionare e deteriorare progressivamente i basoli e disturbare visivamente l'estetica del complesso, lascia la pavimentazione annerita da macchie d’olio motore e tracce di pneumatici che deturpano il monumento. I turisti ed i leccesi si chiedono perché, ancora nel 2019, si consenta questo scempio”.

Negli anni scorsi, Adoc aveva fatto una segnalazione all’amministrazione comunale Perrone e proposto che per tutte le auto fossero riservati una ventina di stalli nella vicinissima via Costa: “Di stalli riservati in via Costa (lato sinistro) -conclude Presicce- ne furono istituiti solo due o tre e quindi il parcheggio nel chiostro è continuato indisturbato. Abbiamo chiesto quindi oggi al Ministro Bonisoli come mai l'area di piazza Libertini, prospiciente le mura del Castello di Carlo V, sia stata, grazie alla pressione della Soprintendenza di Lecce, liberata dai parcheggi per consentire la libera veduta delle mura stesse e così non sia avvenuto per il cinquecentesco Atrio dei Celestini ove si parcheggia impunemente”.

 

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