Il sindaco domani davanti ai pm: spuntano bacio col boss alla festa e le minacce del clan

martedì 25 giugno 2019

Il quadro che emerge dalle intercettazioni su quanto accaduto a Scorrano è quello di un sindaco, collaboratore e allo stesso tempo vittima del clan. Ma ora c’è incertezza anche sotto il profilo amministrativo.

Una comunità scossa quella di Scorrano, dopo gli arresti dell’operazione “Tornado” e quanto accaduto al sindaco Guido Stefanelli, indagato a piede libero per concorso esterno in associazione mafiosa: domani si terrà l’interrogatorio del primo cittadino davanti ai pubblici ministeri, titolari dell’inchiesta, alla presenza dei propri legali.

Intanto, appaiono alcuni dettagli raccapriccianti della vicenda, a partire dalle minacce del clan nei confronti dello stesso sindaco e quel saluto, consumatosi in mezzo alle bancarelle della festa di Santa Domenica nel luglio 2018, con un bacio al boss Giuseppe Amato, detto “Padreterno”.

Stefanelli, sindaco da un anno, intercettato confida di temere di essere stato visto ma, allo stesso tempo, di non aver potuto sottrarsi: “Mi sono dovuto fermare a salutarlo, si è alzato e mi ha baciato”. Poi ride e prova a sdrammatizzare: “A posto, ho detto...se mi hanno fatto la foto”

Secondo quanto emerso dalle indagini, il primo cittadino sarebbe stato allo stesso tempo collaboratore e vittima degli esponenti del clan. Nel primo caso, attraverso Massimiliano Filippo, anch’egli indagato e dipendente dell’impresa dello stesso Stefanelli (la “Nuova Era”), avrebbe ottenuto sostegno elettorale per sé e per il candidato del centrodestra alle politiche 2018 per la circoscrizione territoriale, Luciano Cariddi, già sindaco di Otranto, in cambio di alcuni appalti: in particolare, il clan sarebbe stato interessato alla gestione dei parcheggi e del parco urbano “La Favorita”, chiosco bar compreso.

Allo stesso tempo, sarebbe diventato vittima delle minacce del clan, che, in più di un’occasione, lo avrebbe invitato a rispettare i patti perché “così come ti abbiamo fatto salire, così ti facciamo scendere”. Eclatante un episodio, quando l’aggiudicazione dell’appalto comincia a riscontrare difficoltà burocratiche: il figlio del “Padreterno”, Francesco Amato, pretende d’incontrare Stefanelli e l’ex assessore al bilancio, Pierluigi Blandolino. Il boss si presenta armato di un fucile all’incontro. Dell’appalto, però, non se ne fa nulla, vista che il parco “La Favorita” resta ancora oggi in stato di abbandono.

Ma non c’è solo l’aspetto giudiziario: sullo sfondo, resta la situazione politica del Comune. Il sindaco, per il momento, non sembra intenzionato, prima di chiarire la propria posizione davanti ai magistrati, a nessuna riflessione sul suo incarico. Dall’altra parte, l’opposizione cittadina sollecita le dimissioni immediate. Venerdì si terrà un consiglio comunale, che potrebbe segnare una svolta: all’ordine del giorno, ci sono questioni di bilancio, ma inevitabilmente si dovrà parlare anche di quanto accaduto in queste ore.

    
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