Maculopatia, super esposizione solare e fumo la favoriscono

venerdì 21 giugno 2019

La degenerazione maculare è legata all’età, ma matura molto prima nei soggetti fumatori, alcolisti, ipertesi, obesi e in chi lavora esponendosi continuamente nel corso dell’anno al sole. L’uso degli occhiali da sole può essere decisivo, ma solo se sono clinicamente testati (i prodotti non conformi sono pericolosi). In Puglia sono migliaia i soggetti colpiti. È molto importante lo stile di vita, come sempre, per tenere alla larga questa patologia: ne abbiamo parlato con il professore Michele Vetrugno.

La maculopatia senile interessa circa 200 milioni di persone in tutto il mondo: un quinto dei soggetti colpiti va in contro a gravissima disabilità. In Puglia i casi sono migliaia.

La degenerazione maculare senile è un problema il cui corso è inarrestabile, quando si manifesta: a essere colpita è la porzione centrale della retina, detta macula, a partire dai 55 anni in su.

Una volta esplosa la patologia, l’invalidità visiva è nella maggior parte dei casi inevitabile. L’evoluzione delle terapie negli ultimi dieci anni sta dando nuove chance ai paziente affetti da questa problematica: si calcola che in circa il 50% dei casi sia oggi possibile prevenire l’evoluzione in invalidità visiva. Calo visivo, difficoltà di lettura e visione distorta sono i sintomi della maculopatia. Quando la malattia ha preso piede, una macchia centrale tormenta la vista dei pazienti. L’angiografia retinica e la tomografia ottica a coerenza permettono una diagnosi certa. La maculopatia si può prevenire o, comunque, è possibile ritardare la sua esplosione evitando fumo, alcol e una prolungatissima esposizione al sole senza occhiali protettivi. Bisogna stare in guardia se si è ipertesi o obesi. Alcuni studi dimostrano che vitamina C, beta-carotene, vitamina E, zinco, rame, oltre a svolgere un ruolo importante nella prevenzione, possono ridurre il rischio di insorgenza di maculopatia avanzata nel secondo occhio in persone che ne siano già affette in un occhio.

Una dieta ricca di vegetali verdi e di frutta fresca, potrebbe incrementare il pigmento maculare senza effetti collaterali.

Gli acidi grassi polinsaturi, come gli omega-3, presenti nell’olio di pesce, avrebbero un ruolo protettivo. Si stanno facendo molti passi avanti nei trattamenti: ultimamente si è diffusa la notizia relativa a un nuovo metodo basato su un laser termico, denominato Maculaser e sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Aalto, Finlandia: tutti sperano che possa rallentare la degenerazione maculare senile.

INTERVISTA AL PROFESSOR MICHELE VETRUGNO, DELL’UNIVERSITÀ DI BARI

Professore, è vero che il fumo può provocare patologie maculari? Anche quello passivo?

“Il fumo di sigaretta è considerato tra i principali fattori predisponenti della maculopatia senile. La sua azione ossidante favorisce il decadimento della funzione visiva anche in funzione diretta del numero di sigarette al giorno. Pertanto una prevenzione efficace della maculopatia deve includere queste informazioni per i soggetti fumatori”.

La maculopatia può essere causata da un’intensa esposizione solare?

Decisamente sì, ma non intendendo l’esposizione estiva quanto, piuttosto, quella per motivi lavorativi. Vi sono categorie a rischio specifico che sono quelle che prevedono l’attività lavorativa in ambiente esterno. Da quando è stato evidenziato il potenziale nocivo del buco dell’ozono, si è compresa ancora di più l’azione deteriorante dei raggi ultravioletti”.

Spesso leggiamo articoli sulla pericolosità del sole in spiaggia: può essere un problema per gli occhi? Come possiamo proteggerci?

“Come ho già detto, l’estate in spiaggia non è un problema, perché l’azione del sole è benefica per tutto l’organismo. Tuttavia la protezione degli occhi con occhiali da sole clinicamente testati è da consigliare fortemente, dai bimbi agli anziani”.

La maculopatia è una malattia che colpisce prevalentemente gli anziani? Si può guarire o bisogna conviverci? In quanti casi di maculopatia si imbatte ogni anno?

“La maculopatia viene definita AMD ossia age-related macular degeneration, ossia maculopatia correlata all’età. Inizia verso i 60 anni e si stima che un terzo della popolazione ultra-settantenne ne sia affetta. È una patologia progressiva da cui non si può guarire ma bisogna conviverci. La forma secca non crea particolari disturbi visivi se non in fase avanzata mentre la forma umida è più invalidante per la vista. Penso che ogni oculista veda annualmente parecchie centinaia di pazienti affetti da maculopatia”.

Quali sono le accortezze per tenere lontane le patologie maculari? Come si fa prevenzione?

“Le accortezze sono l’allontanamento dei fattori di rischio (fumo, sole, alcool) e una prevenzione specifica in chi ha i genitori affetti: abbiamo a disposizione ormai da anni un test genetico molto accurato che consente di valutare per tempo il rischio di malattia”.

Nelle patologie maculari quanto conta la predisposizione genetica, quanto i fattori ambientali e quanto gli stili di vita?

“Il test genetico, come detto, è la principale arma a disposizione. Poi mi sembra importante l’allontanamento dei fattori di rischio, l’utilizzo continuo delle lenti protettive. Ed infine lo stile di vita per eccellenza che vorrei sottolineare è dato dall’alimentazione: un corretto apporto di vitamina A, C, E è stato comprovato da studi clinici essere il miglior modo per prevenire la maculopatia. Inoltre, dai 60 anni in poi, un supporto integrativo di queste vitamine con oligoelementi, quali rame e zinco, è efficace per rallentarne la progressione”.

Gaetano Gorgoni

 

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