Incidente mortale in via Leuca, l'avvocato della vittima: "Condotta illecita della microcar"

giovedì 20 giugno 2019
Pubblichiamo la ricostruzione dei tragici fatti avvenuti la notte del 16 giugno fornita dall' avvocato della famiglia della vittima Elisa Bascià Omar Bottaro che contesta quanto dichiarato dal difensore del guidatore della microcar, indagato per omissione di soccorso e omicidio stradale.

“I miei assistiti avrebbero preferito il silenzio per il rispetto della morte della loro amatissima figlia ma conseguentemente si sentono moralmente obbligati, a tutela della memoria di quest’ultima, di precisare quanto segue.
Risulta assolutamente travisato quanto avvenuto in data 16.06.2019 a Cavallino in relazione al sinistro stradale in cui perdeva tragicamente la vita Bascià Elisa.
Si contesta in modo assoluto che Elisa abbia tamponato la microcar condotta dal minore indagato.
Invero, come potrà riferire la terza trasportata nello scooter condotto da Elisa, il sinistro si verificava a causa ed in conseguenza della condotta di guida - illecita e repentina - del conducente della microcar.
In particolare quest'ultimo si immetteva nella strada principale, senza concedere la dovuta precedenza allo scooter che procedeva regolarmente in strada con diritto di precedenza, determinando così l'inevitabile impatto.
Al fine di ricostruire la vicenda oggetto di indagini al di là di ogni ragionevole dubbio, ad ogni modo, è stata disposta - a seguito di istanza - consulenza per ricostruzione cinematica del sinistro stradale, anche in considerazione del fatto che i mezzi delle parti sono stati poi sequestrati dalle Autorità.
Si evidenzia - sotto il profilo formale - che nel procedimento penale originato dal fatto, pendente avanti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce, Bascià Elisa è parte offesa.
Non solo. Dagli atti di indagini, notificati come previsto dalla Legge, risulta che il conducente della microcar sia indagato sia per omissione di soccorso sia per omicidio stradale.
In ogni caso i miei assistiti ritengono censurabile ed incomprensibile, ancor prima sotto il profilo strettamente umano della vicenda, la condotta di chi coinvolto nella situazione, anziché fermarsi in attesa dell'arrivo delle Forze dell'Ordine nonché prestare i dovuti soccorsi (anche soltanto contattando il Pronto intervento!), si allontanava dal luogo del sinistro in spregio delle più elementari regole della comune solidarietà e del rispetto della vita umana”.

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