Reati su "vittime vulnerabili", conclusi i seminari formativi

mercoledì 19 giugno 2019

La Procura della Repubblica di Lecce e l’Arma dei carabinieri collaborano per aggiornare il personale che opera in occasione di interventi per reati perpetrati nei confronti delle “vittime vulnerabili”.

Si sono conclusi oggi i seminari informativi organizzati dalla Procura della Repubblica di Lecce, diretta dal Procuratore Leonardo Leone De Castris, e dal Comando provinciale dei carabinieri colonnello Giampaolo Zanchi, coordinati dal procuratore aggiunto, Elsa Valeria Mignone e tenuti dai magistrati del pool “fasce deboli”, in favore del personale dell’arma in servizio nella provincia salentina ed aventi ad oggetto, quale tema degli incontri, l’approfondimento degli aspetti normativi e procedurali in occasione della commissione di reati in danno delle cosiddette “vittime vulnerabili”.

Gli incontri hanno esaminato vari aspetti del fenomeno delle “vittime” spesso connessi a fenomeni sociali recepiti di recente nel nostro ordinamento giuridico, quali la violenza di genere e la violenza domestica grazie anche alla crescente visibilità mediatica riscontrata negli ultimi anni da tali fattispecie comportamentali della società moderna. È declinata come violenza di genere, la «violenza diretta contro una persona a causa della sua natura, della sua identità o della sua espressione o che colpisce in modo sproporzionato le persone di una particolare categoria», capace, in quanto tale, di cagionare un danno fisico, sessuale, emotivo, psicologico o una perdita economica alla vittima. Essa si sostanzia in «una forma di discriminazione e una violazione delle libertà fondamentali della vittima e comprende la violenza nelle relazioni strette, la violenza sessuale (compresi lo stupro, l’aggressione sessuale e le molestie sessuali), la tratta di esseri umani, la schiavitù e varie forme di pratiche dannose, quali i matrimoni forzati, la mutilazione genitale femminile e i cosiddetti “reati d’onore”.

Va specificato che «la violenza nelle relazioni strette è quella commessa da una persona che è l’attuale o l’ex coniuge o partner della vittima ovvero da un altro membro della sua famiglia, a prescindere dal fatto che l’autore del reato conviva o abbia convissuto con la vittima».

Il legislatore ha dovuto così introdurre nuove norme a tutela delle vittime di questi reati che, spesso, hanno registrato epiloghi davvero tragici, come nel caso degli atti persecutori ripetuti nel tempo, meglio noti come “stalking”.

Negli anni sono state emanate varie norme a tutela delle vittime in condizione di particolare vulnerabilità al fine di preservarne sia la loro incolumità fisica che psichica; si è cercato di tutelare subito chi si dovesse trovare in una condizione di debolezza, evitando quelli che, dopo il danno primario subito con il reato, possono essere considerati i fenomeni di “vittimizzazione secondaria” e derivanti proprio dalla mancanza di un valido supporto, generato dalle frustrazioni e umiliazioni della vicenda e che portano poi, in alcuni casi, anche alla condanna morale della vittima.

Oggi, infatti, la legge tutela le parti deboli prevedendo che, la parte più difficile da affrontare, ovvero la narrazione degli eventi, avvenga in forma protetta alla presenza di specialisti; le dichiarazioni così acquisite hanno carattere di irripetibilità e non costringono la vittima a continue riproposizioni della vicenda facendole rivivere il grave trauma subito. Altra novità sono i centri antiviolenza ed il numero di emergenza 1522 che sul territorio nazionale forniscono un valido ed efficace supporto alle vittime.

La finalità degli incontri è stata formare “ulteriormente” i carabinieri, che sono spesso i primi a relazionarsi con le vittime, all’uso corretto degli strumenti normativi posti a loro disposizione dal legislatore per metterli nelle condizioni di affrontare al meglio questo tipo di indagini, molto delicate, per ricercare l’autore/gli autori e dare contestualmente un effettivo supporto morale alla vittima.

Nel corso degli incontri, tenuti a partire da ottobre del 2018 presso le sedi dei singoli comandi di compagnia, Mignone è stata affiancata anche dai sostituti procuratori Stefania Mininni, Maria Rosaria Micucci, Luigi Mastroniani, Giovanna Canarile e Donatella Palumbo, oltre che da rappresentati dei centri anti violenza del territorio; alla formazione hanno preso parte un gran numero di carabinieri di ogni ordine e grado che operano quotidianamente sul territorio della provincia. 

 

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