Titoli di studio falsi per entrare in graduatoria, indagati 25 docenti

venerdì 14 giugno 2019

Le indagini dei carabinieri di Cosenza hanno riguardato le province di Cosenza, Lecce, Pistoia, Milano, Bergamo, Forlì–Cesena. Individuato anche il falsario, autore delle pergamene di diploma false.

Falsificavano i titoli di studio per poter entrare nelle graduatorie ad esaurimento. Ad essere indagati 25 docenti delle province di Cosenza, Lecce, Pistoia, Milano, Bergamo, Forlì–Cesena a cui sono stati notificati altrettanti avvisi di conclusione delle indagini preliminari, da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza, per falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso, falsità materiale commessa da privato in concorso, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico.

I diplomi apparentemente rilasciati da istituti magistrali statali e paritari della provincia di Cosenza e di Reggio Calabria, o da scuole di specializzazione per l’insegnamento di sostegno agli alunni portatori di handicap, dall’Istituto Nazionale Scuole e Corsi Professionali di Cosenza erano distribuiti in tutta Italia. I titoli di studio falsi sono stati formalmente acclusi dagli indagati alle domande per essere inseriti sia nelle graduatorie ad esaurimento, sia in quelle d’istituto per l’assunzione come insegnante nelle scuole primarie e dell’infanzia, su posto comune e sul sostegno.

In particolare, l’attività investigativa, condotta dai militari, si è sviluppata al termine della prima fase d’indagine culminata nel novembre 2017 con la notifica di altri avvisi di conclusione delle indagini preliminari a carico di 33 soggetti per i reati di falsità materiale ed ideologica, per aver presentato diplomi scolastici contraffatti presso Provveditorati ed Istituti comprensivi in tutta Italia.

È proprio da questi nuovi input che trae origine la seconda parte dell’indagine. Infatti, due dirigenti scolastici, dopo minuziosi ed accurati controlli che hanno fatto emergere la falsità dei titoli magistrali presentati presso gli istituti di competenza da 5 aspiranti insegnanti, hanno provveduto a segnalare l’anomalia direttamente ai carabinieri di Cosenza.

Il 25 gennaio 2018 è stato anche individuato il presunto artefice delle falsificazioni, un 69enne di Mangone. La perquisizione domiciliare, infatti, ha permesso di ritrovare all’interno dell’abitazione di quest’ultimo, un vero e proprio “diplomificio”, una centrale del falso organizzata con diversi computer, stampanti e vario materiale informatico, oltre a copie cartacee di diplomi già falsificati e materiale utile

Sono state trovate 30 stampe di diplomi apparentemente rilasciati dall’“Istituto Nazionale Scuole e Corsi Professionali” compilati con nominativi di insegnanti già emersi nel corso dell’operazione per aver utilizzato titoli falsi, oltre a 2 risme di carta pergamenata per diplomi, in bianco, pronte per la stampa. Al pensionato di Mangone è stata contestata la contraffazione di 22 titoli di studio utilizzati dagli indagati nelle istanze presentate ai vari Istituti scolastici e U.S.R..

Da quanto emerge dalle dichiarazioni rese agli inquirenti da una docente, il falsario, attraverso un intermediario, avrebbe chiesto alla donna la somma di 3mila euro in cambio del titolo falso.

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