“Effetto Kruger”, quando gli ignoranti di sentono superiori

mercoledì 12 giugno 2019

Sui social la sindrome Dunning-Kruger domina: l’idea antiscientifica, basata su poche nozioni superficiali, ha sempre successo. Lo psicoterapeuta Luigi Corvaglia ci spiega come avversare l’espansione degli ignoranti che zittiscono chi ne capisce realmente della materia: “Ci vuole la maieutica socratica e una buona scuola, dotata di psicologi che aiutino anche i professori, quando hanno idee strampalate”.

Capita spesso di imbattersi in post su Facebook che avversano idee scientifiche consolidate, ma non sulla base di competenze e studi scientifici, bensì su una convinzione completamente priva di fondamento scientifico. Ne abbiamo parlato l’anno scorso, quando abbiamo affrontato il fenomeno degli odiatori del web: in quel caso si può unire la sindrome di Dunning-Kruger al piacere dell’insulto. Oggi, però, parliamo di una vera e propria distorsione cognitiva studiata in psicologia, secondo la quale una persona poco esperta in un determinato settore (anche se può essere esperta in altri campi), tende a sopravvalutarsi (si ritiene più abile e con più conoscenze in una determinata materia che conosce poco). Gli psicologi Justin Kruger e David Dunning nel ‘99 hanno diffuso un articolo intitolato “Unskilled and unaware of It: How difficulties in recognizig one’s own incompetence lead to inflated self-assessments”: lo studio è basato su un importante esperimento. I due psicologi hanno scoperto che chi ha ottenuto percentuali più basse nei test di grammatica, umorismo e logica tendeva anche a sovrastimare drammaticamente il proprio livello di abilità. La cosa peggiore, però, che è venuta alla luce con questo esperimento, è che i più scarsi oltre a sovrastimarsi ritenevano gli altri meno bravi. Una delle caratteristiche più importanti di questa sindrome consiste nel non riconoscere le qualità altrui. Oltre a ritenersi (a torto) più intelligenti e capaci si sottovalutano le conoscenze degli altri. Questi soggetti sono vittime dei loro stessi pensieri e di una “superiorità illusoria”. Sbagliando ci si considera esperti su una materia, o molto più esperti di quello che si è in realtà, apparendo spocchiosi, boriosi e presuntuosi tanto da sovrastare con le proprie esternazioni (unite sul web a quelle di altri ignoranti) affermazioni corrette: un’azione che tende a far scomparire la voce di chi è realmente esperto in materia. Si possono fare esempi in tutti i campi: dal caso estremo e grottesco dei terrapiattisti (con la teoria cospirazionista, a vocazione minoritaria, di una terra piatta in contrapposizione alla scienza, che parla di forma sferica) ai tanti casi di “medici improvvisati” che pontificano sui vaccini, oppure rifiutano le conoscenze della medicina convenzionale per affidarsi totalmente all’omeopatia. Succede in ogni settore, persino nell’agricoltura, dove sulla base di sospetti si giunge a negare l’esistenza di un batterio che fa seccare milioni di ulivi.

IL DOMINIO DELLE FAKE NEWS

A scatenare la promozione di false convinzioni a volte basta la pubblicazione di un articolo falsato, come avvenne per i vaccini o come è avvenuto, di recente, per un articolo che voleva rafforzare l’efficacia dell’omeopatia. Uno studio pubblicato da Scientific Reports, diffuso dalla stampa italiana ed estera, sosteneva che una terapia basata su diluizioni elevatissime di una pianta avesse gli stessi effetti di un farmaco (gabapentina) nell’alleviare il dolore. Un gruppo di scienziati italiani (Andrea Benelli, Silvio Garattini ed Enrico Bucci) hanno smascherato l’errore degli autori dell’articolo. Nonostante sia ormai palese la bufala, c’è ancora un numero cospicuo di internauti pronto a difendere la falsità sull’omeopatia fino a far affogare tra i commenti i pochi che ricordano qual è la verità. È l’effetto Dunning-Kruger: l’unica cosa da fare è proporre la verità mettendo in luce le contraddizioni e mantenendo il sangue freddo.

I “TUTTOLOGI BACCHETTANTI”

Chi sopravvaluta le proprie capacità tende a non informarsi correttamente: è un sostenitore del pensiero unico sempre pronto a respingere le tesi avverse. Tra l’altro il non essere capaci di cambiare idea attraverso il confronto con gli altri è sintomo di un atteggiamento di stasi ideologica totalmente negativo. L’analfabeta moderno non sa distinguere tra la bufala eclatante e la notizia che viene diffusa da organi di informazione autorevoli: mette sullo stesso piano la notizia gridata da un blog di sostenitori delle scie chimiche con quella diffusa dal Corriere della Sera. Le notizie gridate da certi blog, che inglobano rabbia e paure delle persone, sono le principali nozioni di cui si nutre chi è affetto dalla sindrome di Dunning-Kruger. Del resto, l’Italia è la quarta nazione al mondo per analfabetismo funzionale (cioè l’incapacità di un soggetto nell’usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle varie situazioni della vita quotidiana, sia professionali che sociali) e penultima per numero di laureati.

INTERVISTA ALLO PSICOLOGO LUIGI CORVAGLIA

Dottore, la sindrome Dunning-Kruger colpisce anche i no-vax più estremisti, vero?

“È sempre la stessa logica di cui parlammo: si pensa che il sapere ufficiale, le persone competenti, in realtà abbiano interessi nascosti e che, invece, loro, che sono più intelligenti e informati, non si facciano ‘imbrogliare’ dal sapere costituito, perché si sentono più esperti”.

Un atteggiamento un po’ simile al qualunquismo, quando si dice che “i medici è meglio evitarli”, che “la politica è tutta corrotta” o che “i politici non capiscono nulla, perché io farei diversamente”. È il rifiuto di prendere atto della complessità di determinate materie.

“Quello che domina e la sfiducia nelle competenze. La sfiducia nel sapere competente genera tutta una serie di teorie alternative. Dalla scienza alla politica, passando dall’agricoltura, fino alla sanità: determinate persone si convincono di saperne di più di tutti”.

L’ignoranza che crea teorie medico-scientifiche, però, può essere molto dannosa...

“Indubbiamente, i danni possono essere molto gravi per se stessi e per gli altri”.

Quando l’atteggiamento dell’ignoranza arrogante diventa patologico?

“Episodi di persone convinte di potersi curare con terapie non mediche ce ne sono tantissime, anche con conseguenze molto gravi. Avere certe convinzioni non è ancora patologico, ma possiamo parlare più di una sub-cultura condivisa. È chiaro che, se queste persone hanno un atteggiamento paranoico, sfociamo nel patologico: in questo caso questi soggetti cominciano a sposare tutte le teorie complottiste del web, dalle scie chimiche a tanto altro. In altre parole, non è vero che tutti quelli che credono in teorie alternative siano paranoici, ma è pur vero che tutti i paranoici rifiutano la realtà scientifica ufficiale”.

Come ci si può opporre di fronte a questo tipo di situazioni, quando ci imbattiamo in un soggetto affetto dalla sindrome di  Dunning-Kruger?

“In questo tipo di situazioni, soprattutto nelle discussioni che si verificano sul web, ci sono poche possibilità di promuovere la verità, se una convinzione viene sposata da molti, anche per uno psicologo è difficile. Si rischia il cosiddetto effetto ‘fuoco di ritorno’, cioè che si rafforzi ancora di più la convinzione errata. Chi cerca di contrastare l’opinione alternativa in una echo-chamber, in cui idee e credenze vengono amplificate dalla comunicazione e dalla ripetizione all’interno di un sistema definito, viene preso per stupido, oppure uno che fa il gioco dei ‘poteri forti’, di big pharma (complotto delle grandi case farmaceutiche) e altri luoghi comuni”.

A questo punto solo la scuola può fare qualcosa, vero? Magari partendo da Socrate...

“La scuola potrebbe fare molto fornendo informazioni scientifiche e fiducia nel vero sapere. Quando qualcuno esprime opinioni alternative, non serve contrastarlo con veemenza: è necessaria una discussione maieutica (se vogliamo seguire l’insegnamento di Socrate). A scuola dovrebbero insegnare a mettere in luce circostanze che l’altro non aveva considerato: arrivare alla verità attraverso una costruzione dialogica. L’insegnamento socratico ci spiega come mettere in dubbio le idee strampalate: la scuola dovrebbe insegnare principalmente a ragionare”.

A scuola, probabilmente, ci vogliono anche degli psicologi sempre presenti, vero? 

“Bisognerebbe formare anche i docenti a una cultura dell’oggettività e del dialogo maieutico, predisporre tutti all’arte della levatrice (del far partorire la verità). Solo partendo dalla scuola si può imparare a sviluppare cultura, coscienza critica e capacità di riconoscere i limiti che ha ognuno di noi”.

Gaetano Gorgoni

 

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