Vacanza da incubo ai Caraibi: Costa Crociere in giudizio al Tribunale di Lecce

martedì 11 giugno 2019

“Presi in giro due volte da Costa: la prima con una crociera disastrosa e con un itinerario modificato in peggio; poi, rifiutando ogni nostra disponibilità transattiva, nonostante avessero ammesso pubblicamente le proprie responsabilità e rassicurato i crocieristi a Mi Manda RaiTre”. I turisti sono assistiti dall'associazione Codici.

Finisce in tribunale la vicenda che ha visto coinvolti una cinquantina di turisti in una vera e propria esperienza da incubo, quella della Costa Pacifica nella crociera denominata “Le perle del Caribe” durante le vacanze natalizie del 2017. A darne notizia è l'associazione Codici di Lecce, per voce dell'avvocato Stefano Gallotta.

"I gravi e reiterati disservizi e disagi causati dalla compagnia di navigazione italiana aveva spinto oltre cinquanta croceristi, delusi e stressati da una vacanza ben al di sotto delle legittime aspettative, a condividere la disastrosa esperienza nel corso del volo di ritorno in Italia, anch’esso non privo di problematiche, e a rivolgersi all’avvocato al responsabile legale del settore vacanze e trasporti di Codici, per ottenere un giusto indennizzo. 
Ma i problemi erano sorti ancor prima della partenza, con la cancellazione di ben tre delle sette tappe programmate, ossia niente più Saint Marteen, La Romana e Isola Catalina, ossia proprio le tappe più belle della crociera, che avevano principalmente determinato la loro scelta,  sostituite, nel primo caso, da un giorno di navigazione e, negli altri due, senza giustificazione alcuna, con Amber Cove e Samanà, località di gran lunga meno attraenti rispetto a quelle originariamente previste".

"A fronte delle variazioni di itinerario palesemente peggiorative" spiega ancora l'avvocato "Costa Crociere non applicava alcuna riduzione del prezzo originariamente pattuito e, a questo, si aggiungevano ritardi nella consegna dei bagagli in cabina, code interminabili in occasione degli sbarchi e imbarchi (tali da indurre molti turisti a restare a bordo o a ridurre le proprie soste a meno di un’ora per località), onerose escursioni in località e spiagge reclamizzate come incantevoli e risultate essere fatiscenti e inadeguate e, infine, come se non bastasse, il rientro in Italia da Guadalupa con voli Alitalia per Roma Fiumicino e Neos Air per Milano Malpensa, dopo un attesa a bordo di oltre tre ore prima della partenza, senza alcuna assistenza e con aria condizionata a temperatura rigida, giungendo in Italia con diverse ore di ritardo e, in alcuni casi, con la conseguente perdita delle coincidenze aeree per la destinazione finale".

"I gravi e inaccettabili disservizi erano riconosciuti come tali dal direttore commerciale e marketing, Carlo Schiavon, in occasione della trasmissione Mi Manda RaiTre dell’11.01.2018, il quale arrivava a dichiarare che la prima cosa che mi viene da dire, a titolo personale ma anche a nome dell'azienda che rappresento, noi siamo molto dispiaciuti che durante questa crociera ci siano stati dei disservizi… Abbiamo fatto una serie di verifiche per capire puntualmente quali siano state le ragioni di questi disservizi e abbiamo capito che effettivamente ci sono stati dei problemi per cui questa crociera non è stata la migliore esperienza di vacanza possibile; e, infine, ribadiva il concetto: Che su questa crociera si siano verificati dei disservizi è chiaro!. A tale ammissione di responsabilità e alla disponibilità a risarcire i croceristi manifestata nel corso del noto programma televisivo non faceva seguito, 'a fari spenti', alcuna disponibilità transattiva  da Costa, che dapprima dichiarava che 'il Dottor Schiavon non ha mai riconosciuto i disagi lamentati' e, successivamente, dinanzi alle registrazioni televisive tuttora disponibili nel sito RAI, rispondeva, ancor più incredibilmente, che 'il Dottor Schiavon ha riconosciuto l'esistenza di disservizi ma essi non sono stati dallo stesso dichiarati imputabili alla nostra Compagnia'".

Aggiumge allora l'avvocato Stefano Gallotta, responsabile del settore trasporti di Codici, che sta seguendo l'iniziativa legale: “Questa mancanza di ogni disponibilità transattiva e di rispetto verso i propri clienti rende inevitabile l’azione giudiziaria presso il Tribunale civile di Lecce che, in questi giorni, sarà introdotta nell’interesse di oltre cinquanta croceristi, delusi e irritati da un atteggiamento poco serio e non consono a una delle grandi aziende italiane che ci rappresentano nel mondo. Stiamo chiedendo il giusto ristoro per quanto accaduto ai malcapitati turisti, alcuni dei quali erano in viaggio di nozze, con importi variabili tra i 2mila e i 4mila euro ciascuno in quanto, oltre alla compensazione pecuniaria per il ritardo e i disservizi aerei, è dovuta la riduzione del prezzo per l’itinerario modificato in peggio e il danno da vacanza rovinata, come disciplinato dal Codice del Turismo e pacificamente riconosciuto, in casi simili, dalla giurisprudenza di merito”.

 

Altri articoli di "Cronaca"
Cronaca
16/07/2019
Ancora sangue sulle strade salentine: a perdere la vita una ...
Cronaca
16/07/2019
Il ventennale del gruppo “Kapu Vacanti” si ...
Cronaca
16/07/2019
Il collasso si è riscontrato durante la manutenzione ...
Cronaca
16/07/2019
Oggi a Bari, il tavolo congiunto Acquedotto Pugliese e ...
Con il professor Mauro Minelli, fresco di nomina di responsabile per il SUD Italia della Fondazione di Medicina ...
clicca qui