Mercatone Uno, lavoratori ricevuti in Prefettura dopo il sit-in

lunedì 10 giugno 2019

Sit-in in via XXV Luglio dei 123 lavoratori dei punti vendita di San Cesario, Matino e Surano Mercatone Uno, lavoratori ricevuti in Prefettura.

Oggi, a seguito del sit-in dei 123 lavoratori dei tre punti vendita salentini di Mercatone Uno, una delegazione di otto lavoratori accompagnata dai segretari provinciali di Filcams Cgil Lecce, Daniela Campobasso, Fisascat-Cisl Lecce, Giuseppe Lazzari, e Uiltucs-Uil Lecce, Antonio Palermo, ha incontrato il capo di gabinetto del prefetto, Beatrice Mariano.

Sindacati e lavoratori hanno rappresentato tutte le criticità relative alle drammatiche condizioni in cui versano società e dipendenti. I tre punti vendita di Matino, Surano e San Cesario (quest’ultimo gravato da una procedura di sfratto esecutivo) sono chiusi dallo scorso 24 maggio, da quando cioè il Tribunale fallimentare di Milano ha dichiarato il fallimento di Shernon Holding, la società proprietaria di Mercatone Uno.

La Prefettura con solerzia si è resa disponibile per intervenire con un’azione di impulso presso i Ministeri dello Sviluppo economico (Mise) e del Lavoro per accelerare le procedure relative al rientro nell’amministrazione straordinaria dei 55 punti vendita italiani, azione propedeutica all’attivazione della cassa integrazione per lavoratori. I sindacati hanno chiesto anche un intervento presso il Mise per chiedere una conferma su quanto dichiarato dal ministro Luigi Di Maio sulla redazione del piano di liquidazione da parte dei tre commissari.

Nel corso dell’incontro sono emerse le difficoltà incontrate dalle famiglie monoreddito o in quelle in cui entrambi i coniugi sono dipendenti della Shernon: pagare un mutuo o rispondere agli impegni economici e finanziari presi finora. Dal verbale di incontro emerge anche l’impegno assunto dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon durante l’incontro del 7 giugno a San Cesario, per una eventuale mediazione per posticipare la data dello sfratto del punto vendita di San Cesario, prevista per il 16 giugno, una scadenza che per i 43 dipendenti del negozio è decisiva perché in quel giorno essi potrebbero perdere la sede fisica necessaria alla ripresa dell’attività lavorativa (anche in considerazione degli esuberi già dichiarati nelle sedi di Surano e Matino).

I sindacati si dicono “cautamente ottimisti per l’intervento della Prefettura, sempre attenta ai temi relativi dal lavoro e alle sue dinamiche. Vorremmo essere altrettanto ottimisti circa il pronto ed operativo intervento del Mise. È bene ricordare come ad oggi la cassa integrazione sia l’unico elemento di serenità per i lavoratori, che non vedono reddito da oltre due mesi ed hanno di fronte a sé un futuro fosco dal punto di vista lavorativo”.

 

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