Guerra tra supermercati, la spunta Supermac: Lidl di via del Mare a rischio chiusura

lunedì 10 giugno 2019
La sentenza di Palazzo Spada ha accolto il ricorso della Discoverde srl annullando i permessi a costruire rilasciati dal Comune. 

La battaglia giudiziaria tra Supermac e Lidl si conclude con la vittoria della società salentina Discoverde contro il gigante tedesco. Pomo della discordia il supermercato Lidl di via del Mare inaugurato due anni fa e che ora, per effetto della sentenza del Consiglio di Stato del 24 maggio scorso, rischia di chiudere i battenti.
Insieme a Lidl Italia, il collegio di Palazzo Spada ha condannato anche il Comune ribaltando la sentenza del Tar Lecce dell'ottobre del 2016.
La società galatinese, titolare di un supermercato inaugurato nello stesso periodo a poca distanza, difesa dall'avvocato Tommaso Millefiori, ha impugnato ottenendone la revoca i permessi a costruire rilasciati da Palazzo Carafa a Lidl tra il 2015 e il 2016 e di conseguenza anche l'autorizzazione commerciale.
Nella lunga sentenza, i giudici del Consiglio di Stato contestano la ricostruzione del Tar di Lecce sulla normativa di settore: “Secondo la giurisprudenza di questo Consiglio di Stato, la disciplina comunitaria della liberalizzazione non può essere intesa in senso assoluto come primazia del diritto di stabilimento delle imprese ad esercitare sempre e comunque l'attività economica, dovendo, anche tale libertà economica, confrontarsi con il potere, demandato alla pubblica amministrazione, di pianificazione urbanistica degli insediamenti, ivi compresi quelli produttivi e commerciali”.
Le contestazioni della Discoverde che, rilevano i giudici “ha un legittimo interesse a impugnare un titolo edilizio o urbanistico e la correlata autorizzazione commerciale che può determinare un calo del proprio volume d'affari” partono proprio dalle autorizzazioni a costruire rilasciate dal Comune che avrebbero consentito a Lidl di costruire il supermercato violando le destinazioni d’uso previste dal Prg: attrezzature e servizi di quartiere, attrezzature civili di interesse comune e verde attrezzato.

Lidl si è difesa dicendo che l’area, prima di essere aggiudicata a seguito di asta pubblica, sarebbe stata inserita dal Comune nel piano delle alienazioni e con ciò avrebbe comportato una variante implicita o automatica del Prg. Ricostruzione bocciata dal Consiglio di Stato che rileva che l’area “è stata sì posta in vendita e alienata ma con l’espresso richiamo all’originaria destinazione, che deve pertanto considerarsi immutata”. Scartata anche l'argomentazione secondo cui il Prg, consentendo nell’area l’installazione di attrezzature di interesse comune o generale, includerebbe gli esercizi commerciali come i supermercati: “Le norme consentono destinazioni commerciali pubbliche, quali appunto i mercati di quartiere – si legge - “una forma distributiva storicamente presente ed importante nel contesto commerciale italiano che costituisce una categoria a sé stante nella quale non rientrano le medie o grandi strutture commerciali private”.

La sentenza è immediatamente esecutiva ed è stata notificata al Comune pochi giorni fa: spetta ora a Palazzo Carafa avviare l'iter per dar seguito alla decadenza di tutti i titoli che comporterebbe la chiusura definitiva del supermercato.

mgm
 

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