Passi da gigante nella cardiologia: interventi meno invasivi grazie alla tecnologia

giovedì 6 giugno 2019

Venerdì 7 e sabato 8 congresso “CardioLe 2019 Structural Forum”, in ricordo di Antonio Montinaro.

L’innovazione tecnologica al servizio della cardiologia interventistica. Sarà questo il fulcro della seconda edizione del convegno in ricordo di “A. Montinaro” denominato “CardioLe 2019 Structural Forum” organizzato dall’U.O.C. di Cardiologia Interventistica ed Emodinamica del “Vito Fazzi” Lecce, nelle giornate dei venerdì 7 e sabato 8 giugno 2019 (Hotel Hilton Garden Inn).

I temi della cardiopatia strutturale saranno affrontati in due sessioni congiunte, rispettivamente per le professioni sanitarie (responsabile scientifico Francesco Germinal) e per i medici (responsabili scientifici Giuseppe Colonna, Dionigi Fischetti e Antonio Tondo).

L’attenzione degli esperti sarà rivolta, in particolare, ai recenti sviluppi nell’ambito della cardiologia interventistica che, negli ultimi anni, hanno interessato soprattutto il trattamento della cardiopatia strutturale. Grazie a metodiche interventistiche sempre meno invasive oggi abbiamo la possibilità di trattare per via transcatetere patologie valvolari come la valvulopatia aortica, la malattia valvolare mitralica, il forame ovale pervio.

La sessione specialistica per le professioni sanitarie – fanno sapere gli organizzatori - verrà tenuta nel corso della prima giornata (ore 8,45-18,45), durante la quale gli aspetti infermieristici, tecnici e riabilitativi del paziente con cardiopatia strutturale si intrecceranno con l’importanza e con il nuovo ruolo delle figure professionali afferenti all’area “cuore”, nell’ottica della multidisciplinarietà e delle competenze avanzate nel settore. Si partirà dalla presa in carico del paziente per arrivare alla dimissione e riabilitazione passando dalla bioetica, alle ultime novità assistenziali e tecnologiche al fine di migliorare la pratica clinica quotidiana.

La sessione medica del venerdì pomeriggio (ore 14-20) verterà sugli aspetti diagnostico-terapeutici riguardanti il forame ovale pervio (PFO) e sulla chiusura dell’auricola sinistra. L’importanza di un approccio multidisciplinare (coinvolgimento di cardiologi, neurologi, internisti) nel trattamento del forame ovale per la prevenzione dell’ictus emerge sempre più forte alla luce dei risultati dei nuovi studi scientifici, i quali hanno permesso un allargamento delle indicazioni ed un incremento delle procedure. Basti pensare che nella U.O.C. di Emodinamica del Vito Fazzi nel primo trimestre 2019 sono state eseguite 8 chiusure di PFO ed una chiusura di un difetto interatriale (stessi numeri eseguiti annualmente dal 2013 al 2018 con un incremento di quasi 4 volte). La chiusura dell’auricola sinistra rappresenta attualmente una grande opportunità di trattamento per quei pazienti affetti da fibrillazione atriale con controindicazioni alla terapia anticoagulante e, nell’immediato futuro, sarà auspicabile la possibilità di effettuare tale trattamento nel laboratorio del “Fazzi”.

Ma la vera rivoluzione della interventistica strutturale è rappresentata dalla TAVI (trattamento percutaneo transcatetere della valvulopatia aortica), argomento dominante della seconda giornata (ore 9-12,30) insieme al trattamento percutaneo e chirurgico della patologia mitralica. L’invecchiamento della popolazione ha favorito negli ultimi anni l’affermarsi della TAVI come terapia alternativa alla chirurgia tradizionale. Il trend nazionale mostra un incremento delle procedure con proiezioni di ulteriore crescita nell’immediato futuro. Nell’anno in corso nella U.O.C. di Emodinamica del Fazzi sono stati eseguiti 30 impianti di valvola aortica percutanea con un netto incremento rispetto agli anni precedenti. Inoltre, recentemente, si sono rese disponibili ulteriori tipologie di protesi per ottimizzare gli impianti in relazione all’anatomia di ogni singolo paziente. Di fondamentale importanza, infine, rimane l’approccio multidisciplinare basato sull’istituzione di un “heart team” (composto da cardiologi, emodinamisti, cardiochirurghi, cardioanestesisti, infermieri) per una migliore gestione terapeutica delle cardiopatie strutturali. Innovazioni tecnologiche e migliorie organizzative che nel nuovo DEA del “Fazzi” avranno la possibilità di “crescere” ulteriormente grazie all’impiego dell’avveniristica sala ibrida del Centro Cuore.



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