Sindrome del tunnel carpale, malattia professionale diffusissima

lunedì 27 maggio 2019

STC, in una sigla la patologia che affligge migliaia di lavoratori, soprattutto donne. Con l’ortopedico Stasi abbiamo risposto a tutti i dubbi su come prevenire e curare questo problema che colpisce anche i musicisti e persino chi usa troppo il cellulare. 

Possiamo definire il tunnel carpale come un piccolo passaggio rigido formato da legamento e ossa alla base della mano: un percorso attraversato da nervo mediano e tendini. L’ingrossamento dei tendini e altre anomalie provocano lo schiacciamento del nervo mediano: in questo caso arriva la tipica sensazione di debolezza, intorpidimento e il dolore. Questo tipo di sintomi non ricorrono solo in occasione della sindrome del tunnel carpale: meglio affidarsi allo specialista per fare la giusta diagnosi. È importante effettuare l’esame obiettivo neurologico e l’esame  elettromiografico/ elettroneurografico (EMG/ENG). La STC è la più conosciuta delle neuropatie, cioè quelle patologie che interessano i nervi periferici del corpo umano, che quando vengono compressi o subiscono traumi generano patologie. Il tunnel carpale spesso viene scatenato da ispessimento del legamento trasverso del carpo, infiammazione, con edema, dei tendini e delle guaine tendinee dei muscoli flessori (tenosinoviti), ma anche in seguito a patologie sistemiche con interessamento dei nervi periferici o formazione di edemi periferici, fratture al polso, neoformazioni entro il tunnel carpale come lipomi, fibrolipomi e cisti articolari. Tra le cause della sindrome del tunnel carpale anche  l’ereditarietà e i fattori ormonali. Esistono tutta una serie di interventi per curare la STC, anche di riabilitazione fisica. Con il dottore Alessandro Stasi approfondiamo questa tematica. 


INTERVISTA AL DOTTORE ALESSANDRO STASI, ORTOPEDICO OSPEDALIERO DEL VITO FAZZI DI LECCE E DEL POLIAMBULATORIO CALABRESE DI CAVALLINO


Dottore, il tunnel carpale è una delle più diffuse malattie professionali. Da cosa dipende? I medici competenti nelle varie aziende non intervengono in tempo? 


“La sindrome del tunnel carpale è una neuropatia tra le più diffuse causata dalla compressione del nervo mediano nel cosiddetto  tunnel carpale, struttura costituita da  una parte ossea formata dalle ossa carpali ed una parte legamentosa (legamento trasverso del carpo) in mezzo alle quali passano i tendini flessori delle dita ed il nervo mediano. È una sindrome che colpisce quelle classi lavorative che svolgono mansioni manuali o lavorano in ufficio e per buona parte della giornata utilizzando il mouse del computer. La sintomatologia dipende dal fatto che essendo le strutture che costituiscono il tunnel incomprimibili, qualsiasi condizione che provochi infiammazione o edema locale va a comprimere il nervo mediano scatenando la sintomatologia. Le donne ne sono colpite anche otto volte più degli uomini. I primi effetti di questa patologia sono l’impedimento di un corretto uso della mano e il formicolio di questa durante la notte. E’ importante ai primi sintomi rivolgersi al proprio medico di fiducia il quale una volta eseguito un corretto esame obiettivo indirizzerà il paziente all’inquadramento diagnostico specialistico”. 



Molti sottovalutano le fasi acute e si finisce con il cronicizzare il problema? 


“Il fatto di sottovalutare il problema deriva da scarsa informazione e purtroppo problematiche socio-lavorative che condizionano il paziente e gli fanno sottovalutare il problema, il fatto che poi ci sono varie cause scatenanti magari fa concentrare chi è colpito da questa patologia più sul fattore scatenante che sulla sindrome. Siccome le donne sono più colpite degli uomini, si pensa a questioni ormonali anche per la correlazione che esiste tra questa patologia e la gravidanza. Tra le cause ci possono essere però anche eventi traumatici come la frattura del polso o la creazione di continui microtraumi dovuti a un uso prolungato della mano per questioni legate al lavoro, che contribuiscono a creare processi infiammatori cronici che vanno a ripercuotersi sul nervo. Altre cause, ancora, possono essere le malattie sistemiche come il diabete e l’artrite reumatoide”.

Come si cura il tunnel carpale? 

“Una volta eseguita una diagnosi certa tramite esami specifici come l’elettromiografia, la terapia deve essere iniziata prima possibile, prima di tutto agendo su patologie scatenanti, come il diabete, artrite reumatoide e altro, e poi concentrandosi sulla neuropatia. Sicuramente eliminare le cause di sovraccarico funzionale della mano ( ad esempio utilizzando dei mouse più ergonomici),  riduzione dell'attività della mano e del polso ammalato per almeno due settimane: occorre evitare tutte le attività che potrebbero peggiorare i sintomi e immobilizzare il polso, con un tutore opportuno, per evitare ulteriori danni che potrebbero essere scatenati da torsioni o flessioni inopportune. Se la zona è infiammata, l’applicazione di impacchi ghiacciati può contribuire a ridurre il gonfiore.

I farmaci antinfiammatori non steroidei, come ad esempio l’aspirina, l’ibuprofene e altri analgesici senza obbligo di ricetta, possono alleviare i sintomi presenti da poco tempo o causati da un’attività molto intensa. In affiancamento alla terapia farmacologica integratori quali l’L-acetil carnitina, l’acido alfa lipoico, il MSM, la bromielina il complesso vitaminico B aiutano la ricostituzione della guaina esterna del nervo velocizzando i processi di guarigione
I corticosteroidi (cortisone), con la lidocaina (un anestetico locale), può essere iniettato direttamente nel polso oppure assunto per via orale per ridurre la compressione del nervo mediano e dare sollievo immediato e temporaneo alle persone che accusano sintomi intermittenti o di lieve entità. Nella STC è utile l’elettroanalgesia con TENS , ossia micro-correnti elettriche che innalzano la soglia di eccitabilità del nervo, attenuando la conduzione degli stimoli dolorifici producendo inoltre un’azione di vasodilatazione e di riassorbimento degli edemi. 
È utile anche  la laserterapia, anch’essa con azione analgesica, antiedemigena e stimolante della circolazione e del trofismo tissutale locale, mediante energia termica e vasodilatazione. Se tutte queste terapie falliscono l’unica alternativa è l’intervento chirugico che consiste della resezione del legamento trasverso del carpo e la liberazione del nervo dalla compressione (neurolisi) attraverso una piccola incisione a livello del canale del carpo”.


Quali sono i fattori di rischio e come si previene questo problema? Quali sono le posture o le attività da evitare?

“Tra i fattori che come abbiamo gia detto possono contribuire allo sviluppo della ‘STC’ sono l’ ereditarietà, effettuazione di lavori manuali (es. uso del martello pneumatico), lavori di precisione e tipicamente ripetitivi. Ma i fattori di rischio sono davvero numerosi: cambiamenti ormonali legati alla gravidanza o al periodo perimenopausale, sesso (colpisce più frequentemente le donne), condizioni patologiche di base (diabete, artrite reumatoide, squilibri ormonali tiroidei, sport (bowling, tennis), utilizzo di strumenti musicali (es. chitarra) che causano microtraumi ripetuti del polso, utilizzo molto frequente del mouse del computer, fratture al polso o al carpo, con deformità osteoarticolare, neoformazioni nel tunnel carpale (es. lipomi, fibrolipomi e cisti articolari)”.


Perché la sintomatologia si avverte maggiormente durante la notte?

“Perché in genere quando dormiamo lo facciamo  in una posizione raccolta quasi fetale. Poi durante la notte si eseguono movimenti come mettere le mani sotto al cuscino oppure si tende a piegare le mani e i polsi. La flessione notturna del polso può generare una compressione del nervo anche sette volte superiore a quella che viene esercitata durante il giorno. Il nervo, dopo un po’ non tollera la posizione assunta e tende ad ‘addormentarsi’ svegliandoci per il formicolio che si scatena”. 

Gaetano Gorgoni

 

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