Turismo, appello di un imprenditore: “Territorio immobile. Stessa fine della Xylella”

sabato 25 maggio 2019

Alex Zezza di Masseria Panareo lancia l’allarme sul comparto trainante dell’economia salentina, puntando il dito sulla pulizia del territorio e sui collegamenti non all’altezza.

C’è preoccupazione per gli imprenditori turistici per l’immobilismo di un territorio che non riesce ad essere all’altezza della fama e dell’appeal che gode nel panorama nazionale, andando oltre la stagionalità. A lanciare un sasso nello stagno, Alex Zezza, titolare di Masseria Panareo, uno dei resort gioiello e dimora storica dell’otrantino.

“Da anni io e il mio team ci prodighiamo per offrire ai nostri ospiti un turismo esperienziale di qualità, tutto l’anno, convinti che la nostra terra possa regalare molto anche e soprattutto nei mesi lontani dal caotico agosto. È un compito difficile e (a malincuore) mi duole constatare che oggi l’offerta turistica salentina, più che avere un problema di destagionalizzazione, ha un serio problema di stagionalità. Prenotazioni in calo sia ad aprile che a maggio con cali percentuali a doppia cifra e un’alta stagione che ancora stenta a partire evidenziano quanto debole e fragile sia, ancora, la nostra offerta di destinazione turistica. Rifugiarci dietro l’oggettivo straordinario maltempo di questo maggio, secondo me, non ci permette d’affrontare le vere problematiche, che insistono da anni su tutto il comparto turistico salentino”.

Zezza è convinto che le possibilità del territorio ma bisogna fare attenzione alle mete più economiche come il rinato turismo del Mediterraneo e la concorrenza di nazioni emergenti come l’Albania: “E quindi vanno bene, per esempio, cicloturisti e camminatori, come quelli sulla Via Francigena, ma va male l’assenza di un piano strategico per tenere pulite ed efficienti quelle strade. Non possiamo affidarci solo ai volontari (che pure svolgono un lavoro prezioso per il territorio)”.

Altra nota dolente, i collegamenti per i turisti: “I disservizi sono tali -sottolinea Zezza- che la possibilità di giungere ad Otranto, piuttosto che a Gallipoli, oppure a Leuca in treno dall’aeroporto di Brindisi è ancora un miraggio. I costi dei trasporti pugliesi sono più alti di quelli dei voli aerei, raggiungerci, ancora oggi, rappresenta una spesa enorme, che interessa la gran parte del budget dei nostri ospiti per la loro vacanza in Salento. Chiediamo un impegno straordinario, un tavolo di confronto permanente che ci faccia uscire da questo stato di cose. Chiediamo di partecipare alla programmazione, ai piani di utilizzo delle risorse comunitari per il nostro settore. Chiediamo la creazione, sotto la nostra regia, così come prevede la legge, di un Distretto Turistico che ci faccia abbattere le lungaggini burocratiche e che dia ampie indicazioni per gli investimenti, oggi bloccati da mille e mille pratiche burocratiche dai tempi incerti ed infiniti, che costringono, quando va bene, l'imprenditore ad abbandonare l’investimento, oppure addirittura a difendersi in tribunale”.

L’imprenditore propone la creazione di un movimento serio e coeso per una programmazione concertata, reale e dal basso: “Se falliremo -conclude- in questo la nostra sarà una sfida già persa in partenza. Non facciamo con il turismo, lo stesso errore fatto con la xylella: i colpevoli ritardi, le stesse mancate soluzioni”. 

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