Domande di espianto per Xylella archiviate, la rabbia di Coldiretti: "Tutto da rifare"

venerdì 24 maggio 2019
In questi giorni la Soprintendenza sta inviando ai Comuni la richiesta di procedura ordinaria al posto di quella semplificata.

Tutto da rifare per gli agricoltori salentini che vogliono espiantare gli ulivi malati per sostituirli con varietà resistenti.

“La Sovrintendenza di Lecce sta inviando ai Comuni la comunicazione con cui archivia tutte le domande di espianto presentate con procedura semplificata – tuona Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Lecce – con la richiesta che vengano ripresentate con procedura ordinaria. Gli agricoltori, dopo aver aspettato mesi invano, si ritrovano a dover rifare tutto daccapo, perché la domanda di espianto degli ulivi è equiparata in buona sostanza ad una pratica edilizia”.

Quando al Decreto Emergenze manca solo la firma del Presidente Mattarella e finalmente cadranno tutti i vincoli che impedivano agli agricoltori di espiantare e realizzare nuovi impianti di ulivi resistenti, tornando a lavorare e produrre, arriva l’ennesima tegola. Tutto da rifare, dopo mesi di attesa, con la richiesta di documentazione integrativa e ulteriori costi che dilaterà i tempi e farà perdere agli agricoltori la possibilità di reimpiantare. Il paradosso degli espianti continua, per cui gli agricoltori che vogliono estirpare un albero secco devono provvedere a proprie spese a fare le analisi che certifichino la presenza della malattia, per poi cadere nel limbo della burocrazia per anni”, denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

“Pesanti anche le ripercussioni indirette per tutti gli agricoltori beneficiari del sostegno della sottomisura 5.2 del PSR Puglia – aggiunge il presidente Cantele - che non possono ricevere il finanziamento per colpa di una burocrazia che attanaglia le imprese agricole e le uccide più della Xylella. Tra l’altro, è fermo da 1 anno il pagamento degli indennizzi per gli espianti obbligatori già effettuati per ordinanza ed è al palo il bando della sottomisura 5.2 del PSR, perché dopo oltre 4 mesi di istruttoria, gli agricoltori non hanno ricevuto la necessaria autorizzazione all’espianto degli alberi infetti, nonostante sia passato in Consiglio regionale il 21 dicembre scorso, su sollecitazione di Coldiretti, la norma di semplificazione che permette di derogare ai vincoli regionali ambientali, forestali e idrogeologici. Ciò avrebbe consentito di sbloccare subito almeno 200 pratiche di olivicoltori che devono reimpiantare”, conclude il presidente Cantele.


 

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