Arte e neuroscienze, al via la quinta rassegna: “Percezione e Bellezza”

giovedì 23 maggio 2019

Sarà inaugurata, domani a Maglie, all’interno della manifestazione, la mostra “Camere di registrazione” dell’artista salentino Raffaele Quida. Fino al 2 giugno si potrà assistere, ogni sera alle 20, ad una conferenza pubblica di neuroscienze tenuta dal dottor Francesco Sticchi.

Un incontro originale nel Salento per parlare di arte da una prospettiva nuova, per approfondire l’affascinante mondo delle Neuroscienze cognitive e capire meglio le dinamiche del cervello, che va allenato continuamente, perché se “non lo si usa lo si perde”. L’artista è Raffaele Quida, classe 1968, che indaga la percezione dello spazio e l’interazione dell’individuo con esso, attraverso la variabile temporale. La sua personale “Camere di registrazione”, a cura di Carmelo Cipriani, sarà inaugurata a Maglie da domani e sarà visitabile fino al 2 giugno dalle 19 alle 24 e poi dal 3 al 30 giugno su appuntamento.

Maglie ospita la Fondazione per l’Arte e le Neuroscienze (FANS), creata da Francesco Sticchi, medico anestesista e mecenate con la passione per l’arte contemporanea e la Neuroestetica, come luogo di incontro e dialogo interculturale per le giovani generazioni, come laboratorio di sperimentazione e ibridazione di nuovi linguaggi espressivi, attraverso un nuovo rapporto Arte-Cervello, che stimola l’interesse per la conoscenza del funzionamento della mente umana e della sua dinamica relazione con il corpo e l’ambiente. Due volte l’anno si individua un tema e si organizza una mostra con associata conferenza pubblica, gratuita e aperta a tutti, promuovendo un nuovo Umanesimo neuroscientifico, usando l’arte come mezzo per comprendere e conoscere.

“Percezione e Bellezza” è al centro del quinto appuntamento dedicato all’arte e alle neuroscienze, che sarà inaugurato domani alle 19, presso la sala della Fondazione in via Thaon De Revel 25 a Maglie.

Le opere esposte di Raffaele Quida, la cui ricerca artistica è incentrata sulla percezione della realtà, innescano una partecipazione attiva da parte dello spettatore, che è invitato, talvolta costretto, a spostare l’approccio conoscitivo abituale verso direzioni insolite. Servendosi di parametri minimali quali spazio, tempo e forma, Quida innesca un meccanismo mentale straniante, che costringe a nuove conclusioni.

“E questo lo vediamo nell’opera Maddalena penitente -spiega il dottor Sticchi- composta da una lastra di marmo bianco di Carrara posizionata a 90 centimetri da terra a rappresentare la sua reale dimensione e una targhetta con inciso il titolo dell’opera, sono gli unici indizi in assenza di immagine, ma che deve stimolare l’osservatore a colmare tale assenza con le sue conoscenze ed esperienze passate; pur lasciandolo nell’incertezza” 

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