La moglie non accetta i tradimenti, lui la massacra di botte davanti ai figli

mercoledì 22 maggio 2019

Fine di un incubo per una donna, vittima di un marito violento, che l’ha picchiata per anni davanti ai figli, legandola o puntandole un coltello alla gola.

Un regime familiare basato sul terrore con una donna costretta a subire maltrattamenti anche in presenza dei figli minorenni all’interno delle mura domestiche: è l’ennesima “ordinaria” storia di continue e reiterate violenze morali e fisiche che le cronache raccontano, con l’arresto per un uomo 41enne, resosi autore di condotte aggressive e vessazioni nei confronti della moglie. Per lui l’accusa è appunto quella di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate.

Accade ad Erchie, dove l’arrestato ha sottoposto la donna a gravissimi atti di violenza fisica, morale e psicologica, percuotendola ripetutamente con allarmante frequenza e convincendola per paura di ulteriori ritorsioni ad astenersi dal denunciare i fatti di cui per anni era stata vittima. Nel 2017, ad esempio, la donna aveva scoperto una relazione extraconiugale del marito e dinanzi alle rimostranze manifestate, veniva apostrofata come pazza ed esaurita: l’uomo le puntava alla gola un coltello da cucina, provocandole delle ecchimosi che la donna per paura non denunciava.

Nel 2018 sono stati diversi gli episodi di violenza: l’uomo, sempre per via della sua relazione extraconiugale e delle rimostranze della moglie, le si scagliava contro colpendola ripetutamente con schiaffi, calci e pugni in tutte le parti del corpo. Per analogo motivo, nel settembre dello stesso anno, la afferrava per i capelli e per il collo, la strattonava, la colpiva in viso con schiaffi, le sferrava un pugno all’altezza della bocca ed infine la scaraventava a terra cagionandole la contusione delle labbra con abrasione della mucosa labiale superiore ed inferiore. La donna si recava all’ospedale di Manduria per farsi medicare, ma al rientro veniva afferrata per il collo, sbattuta al muro e colpita ripetutamente con schiaffi al viso.

Recentemente, nei primi giorni di maggio, l’uomo dopo averle sottratto con una scusa il telefono, l’ha insultata pesantemente, minacciandola di morte e immobilizzandola con una fune, con la quale, dopo averla legata intorno alla vita, la scaraventava a terra, colpendola con ripetuti calci, trascinandola sul pavimento con l’intenzione di raggiungere la porta d’ingresso per buttarla fuori casa, causandole nella circostanza ecchimosi all’occhio destro, escoriazioni al naso.

La donna ha, quindi, deciso di denunciare e le sue affermazioni davanti ai carabinieri hanno trovato significativi riscontri nei referti medici e nelle dichiarazioni dei congiunti: l’indagato ormai coinvolto dalla relazione extraconiugale non ha tollerato i continui rimproveri della moglie e dei suoi familiari, riversando tutta la sua rabbia sulla donna con condotte aggressive e violenze sia morali che fisiche che si sono protratte per anni.

Gli episodi di maltrattamento hanno trasformato la vita della donna in un autentico calvario. Pertanto, l’uomo è stato condotto in carcere. 
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