Morte improvvisa: ecco come prevenirla con gli screening cardiologici

sabato 18 maggio 2019

Un progetto realizzato dal Bambino Gesù con la Onlus La Stella di Lorenzo, ha avviato gli screening elettrocardiografici: grazie a 13mila tracciati sui bambini sono state riscontrate anomalie che non si conoscevano, problemi gravi per cento piccoli. “Si tratta di un modello di prevenzione da estendere in tutta Italia”. 

Le morti improvvise cardiache (MIC) si possono evitare grazie alla prevenzione: basta un semplice screening. Determinate anomalie che portano al decesso (naturale e inaspettato) per cause di origine cardiaca possono essere individuate e curate velocemente con un semplice elettrocardiogramma. A volte il funzionamento anomalo del cuore non dà sintomi, oppure dà impercettibili segnali che non riusciamo a cogliere: certi esami possono salvare la vita fin da piccoli. La morte improvvisa per problemi cardiaci si può manifestare con sintomi violenti e determinare il decesso nel giro di un’ora. Le cause possono essere le più disparate, dalle anomalie congenite non individuate in tempo fino all’ostruzione delle arterie coronarie. La maggior parte dei casi di morte improvvisa sono dovuti alla fibrillazione ventricolare (le contrazioni del cuore sono veloci e irregolari). Sono numerosi anche i casi di asistolia e dissociazione elettro-meccanica. In tanti casi la morte può essere evitata. Il cuore, agendo come una pompa, garantisce la circolazione del sangue in tutto l’organismo. Quando ci sono anomalie, si può verificare anche un arresto cardiaco: la circolazione si blocca e si verifica la caduta della pressione sanguigna, che in pochi secondi determina la perdita di coscienza. Dopo 4 minuti, si può verificare l’arresto respiratorio, le cellule del cervello entrano in sofferenza, muoiono e si verificano gravi danni neuronali. È molto importante verificare la storia familiare per capire se c’è già  un consanguineo che soffre di questi problemi. In assenza di manovra cardiopolmonare il decesso si verifica in genere dopo 10 minuti. Manovre e defibrillazione tempestive possono salvare la vita: è una questione di minuti. 

I DATI SULLE MORTI IMPROVVISE

La morte improvvisa può colpire anche atleti che non abbiano fatto esami approfonditi sul proprio cuore: nel 2012 il mondo dello sport fu scioccato dalla morte di Piermario Morosini, durante lo svolgimento di una partita di calcio. Sono 50mila i casi che di morte cardiaca improvvisa ogni anno in Italia. Le morti improvvise si verificano anche nei bambini tra i 6 e i 12 primi mesi di vita: in questo caso si parla si SIDS (sindrome della morte improvvisa infantile: Sudden Infant Death Syndrome). Le sindromi di morte dei lattanti coinvolgono 300 soggetti l’anno e spesso sono determinate da fattori genetici, fisici e ambientali. 

IL PROGETTO DEL BAMBINO GESÙ PER LIMITARE LE MORTI IMPROVVISE DA ESTENDERE SU SCALA NAZIONALE 

Di recente è stato messo in piedi un progetto che prevede un’unità  mobile attrezzata, con a bordo i tecnici di Cardiologia e Aritmologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, per effettuare screening elettrocardiografici nelle scuole primarie di Roma e del Lazio. L’iniziativa rientra nel progetto di prevenzione e sensibilizzazione ‘Una questione di cuore’, avviato dall’Ospedale della Santa Sede fin dal 2013 con il sostegno della OnlusLa stella di Lorenzo.

Il nuovo mezzo è stato messo a disposizione dei sanitari del Bambino Gesù grazie ai fondi raccolti dall’associazione nata per volontà dei genitori di Lorenzo Fabbri, un ragazzo di 19 anni mancato improvvisamente nel 2012 a seguito di un malore. Grazie a quest’Unità Mobile, dotata di attrezzature d’avanguardia, gli studenti possono essere monitorati direttamente a bordosenza la necessità di effettuare i tracciati elettrocardiografici in classe, come accadeva fino a poco tempo fa. Il progetto punta a estendere i controlli su migliaia di alunni delle scuole. 

«Il progetto sullo screening è in continua evoluzione– spiega il dottor Fabrizio Drago, responsabile dell’Unità operativa di Cardiologia e Aritmologia pediatrica del Bambino Gesù – e vorremmo creare un vero e proprio modello, da esportare su scala nazionale. Un po’ come avviene con successo da anni in altri Paesi come in Giappone, che sul tema della prevenzione ha compiuto passi da gigante. Grazie alla collaborazione la Onlus La Stella di Lorenzo, in questi anni abbiamo individuato in alcuni bambini la presenza di anomalie elettrocardiografiche rivelatrici di malattie cardiache a potenziale rischio di sincope e/o morte cardiaca improvvisa.Tramite questo screening sono state inoltre rilevate anche altre problematiche cardiache di cui i genitori non erano a conoscenza».

La morte improvvisa si verifica immediatamente dopo la comparsa dei sintomi (entro un'ora dall'insorgenza) o anche in assenza di sintomi e in età pediatrica colpisce tre persone  apparentemente sane su 100 mila. E’ necessario sensibilizzare le famiglie sull'importanza degli screening elettrocardiografici a scuola, dove il bambino trascorre più tempo. È proprio lì, tra le attività statiche e le discipline sportive, che potrebbe verificarsi una crisi. Per questo è importante individuare il potenziale paziente e trattarlo prima che arrivi al Pronto Soccorso in gravi condizioni a causa di un problema cardiaco.

Dal 2013 ad oggi l’iniziativa degli screening cardiologici nelle scuole ha consentito di effettuare oltre 12mila tracciati elettrocardiografici su pazienti dietà compresa tra i 3 e i 13 anni  in oltre 20 istituti scolastici di Roma e del Lazio. Il 45% degli studenti esaminati (5.783) non aveva mai eseguito un elettrocardiogramma in precedenza. Dai controlli effettuati, 785 bambini (6.1%) presentavano delle anomalie del tracciato elettrocardiografico. In 630 casi si trattava fortunatamente di anomalie minori (il 5%), mentre in 116 bambini (0.9% dei casi) venivano riscontrate anomalie maggiori. Anomalie che, in alcuni casi, potrebbero portare a morte cardiaca improvvisa.

«L’ambulatorio mobile– commenta il presidente de La Stella di Lorenzo, Maurizio Fabbri- è un grande passo avanti verso una maggiore efficienza del progetto. Tutto ciò è stato possibile solo grazie all'aiuto che abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere dai nostri sostenitori, che ci hanno permesso di reperire i fondi necessari per questo importante investimento. Ora il raggio di azione della Onlus non rimarrà più confinato alle scuole, ma potrà estendersi nello spazio e nel tempo, coinvolgendo altre strutture sul territorio, tra cui centri commerciali e sportivi, durante i periodi di chiusura delle scuole».

Gaetano Gorgoni

(in foto: Maurizio Fabbri, presidente della Onlus La Stella di Lorenzo, tra Raffaele Attena e Simona Maria Caporusso, i tecnici dell'Unità di Cardiologia e Aritmologia del Bambino Gesù)

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