Cultura, turismo, famiglia e acque reflue: i temi dei candidati sindaco

giovedì 16 maggio 2019

Prosegue la campagna elettorale leccese: ciascuno dei candidati sindaco in campo sceglie una tematica su cui focalizzare le proprie riflessioni.

Adriana Poli Bortone polemizza sull’arrivo dei leader e capi partito nei prossimi giorni a Lecce: “È solo il tentativo goffo di fare un po' di clamore – afferma - da parte di chi ha bisogno di farsi rappresentare da altri perché non è in grado di rappresentarsi da sé, o di presentare all'elettorato leccese la giusta prospettiva per il miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini. Ed eccoli qui, invitati a fare un salto (e poi a scomparire nuovamente), i vari turisti per caso Salvini, Zingaretti, Meloni, noti conoscitori della nostra città ed esperti in materia, ai quali viene presentato un elenco puntato di argomenti locali, nella speranza che siano almeno originali e non scopiazzati da altri programmi elettorali 'presi' da internet”.

“I cittadini leccesi – precisa - non hanno bisogno di scampagnate e codazzi ma di politica seria e buona amministrazione, hanno bisogno di sapere che c'è qualcuno accanto a loro ogni giorno, e non certo di chi arriva in aereo, passa un'oretta a farsi fotografare e poi torna in aeroporto. Io certamente le cose poi le faccio, tutti questi passanti, invece, non credo che faranno nulla per la nostra città”.

Arturo Baglivo del M5S punta l’attenzione sulla valorizzazione dei patrimoni archeologici: “Costituiremo – propone - un ‘Tavolo della cultura0 tra i direttori e i presidenti di musei, teatri, fondazioni culturali, Conservatorio musicale, e altri soggetti interessati. Il tutto al fine di coordinare e programmare le attività ed evitare, di concerto, sovrapposizioni di eventi che possano penalizzare l’offerta. Nel regolamento comunale è necessario abbandonare l’uso privatistico dei luoghi della cultura, affinché questi ritrovino la funzione che è loro propria: deve essere eliminata la gestione dei beni e delle istituzioni culturali orientata a logiche di profitto e mercificazione della cultura, ben consci però che è necessario coprirne i costi. Proporremo l’istituzione di un biglietto unico turistico e, per i residenti a Lecce, un open day di accesso gratuito”.

“Promuoveremo – prosegue - i giovani autori, musicisti, cantanti, commediografi, scultori attuali per coniugare radice e chioma della creatività salentina attraverso mostre, incontri a tema, teatro in vernacolo salentino, cori, jazz, musica, valorizzazione dell'arte che ancora non ha trovato voce, alla quale restituire la dignità del farsi conoscere. Per quanto riguarda la musica ricordo che la Puglia, il Salento in generale, sono state la culla del genere che, partito nel 700 col nome di Opera Buffa, è approdato oggi ad essere definito teatro musicale, e di cui ogni manifestazione attuale, inclusa la stessa Broadway, è filiazione diretta. La cultura pugliese e salentina può proporsi al mondo come centro di ogni tipo di iniziativa legata al teatro musicale. Penso a Lecce un po' come Spoleto, nel nome dell'arte rinascimentale, che ha fatto propri i valori del teatro di prosa, della musica sinfonica e dell'arte figurativa”.

Carlo Salvemini commenta ‘LeccEcclesiae’: “Da parte mia ho sostenuto essere necessario valutare il progetto sulla base dei risultati: alla fine dell’anno chi sarà al governo della città potrà ragionare sulla base di numeri reali ed eventualmente interloquire con la Curia. Per verificare se, come alcuni paventano, avrà provocato un significativo calo delle presenze turistiche in città rispetto agli anni passati, o se invece avrà semplicemente consentito di tenere aperte queste quattro chiese con orario continuato a beneficio di turisti e guide turistiche (ai cui gruppi organizzati il progetto prevede una tariffazione ridotta) senza gravare sulle casse pubbliche, rispondendo così ad un richiesta da anni ribadita: quella di garantire apertura dei luoghi di culto più prestigiosi della città per consentirne l'accesso ai tanti turisti che affollano Lecce (in crescita costante secondo i dati dell'Osservatorio Turistico Regionale)”.

“Sono convinto – prosegue - che per Lecce - che ambisce a qualificare la propria offerta turistica, e che già si presenta ai turisti con un biglietto intero di 10 euro per la visita al Castello Carlo V o di 5 euro intero per la visita al Must e con un ingresso a pagamento all’Anfiteatro romano - sia dannoso affermare il principio che al turista non si possa chiedere alcun contributo per l’accesso ai beni monumentali. E che non giovi rappresentarsi come una terra disperata che non può consentirsi di chiedere 3 euro per la visita al Duomo e alla sua cripta, avendo bisogno di chiunque venga purché venga”.

“Ieri – precisa - non mi sono sottratto al confronto, nonostante avessi contezza delle informazioni inquinate nei miei confronti fatte circolare in chat e gruppi social. Tentativi fantasiosi di ricondurre alla mia amministrazione o alla mia persona l’iniziativa o allarmi del tipo ‘se vince le elezioni Salvemini tutte le chiese di Lecce saranno a pagamento’ (sic). Ho preso atto di essere l'unico a non giudicare aprioristicamente negativo il progetto, rimandando ogni valutazione definitiva a fine anno, quando sarà possibile disporre di dati certi e non di sole pessimistiche previsioni”.

Saverio Congedo interviene sul tema della giornata internazionale della famiglia e propone interventi a sostegno, come il “cosiddetto fattore famiglia”, vale a dire la parametrazione dei tributi sui carichi familiari: “Ma occorrerà – precisa - anche migliorare le politiche sociali volte a fornire supporti alla genitorialità, alla conciliazione dei tempi di lavoro con quelli di cura. Bisognerà garantire migliori possibilità di accesso agli asili nido”.

“C’è veramente – prosegue - tanto da fare per realizzare un Comune family-friendly, ma per farlo all’interno di uno scenario complicato come quello innanzi descritto, sarà imprescindibile il contributo preziosissimo dell’associazionismo familiare. Proprio per riconoscere il necessario protagonismo a questo mondo, intendo organizzare a Lecce la Conferenza Comunale sulla Famiglia, così come è stato già fatto a livello regionale. Sono assolutamente convinto che la comunità abbia bisogno dell’istituzione famiglia e che le famiglie abbiano bisogno della comunità cittadina”.

Mario Fiorella di Sinistra Comune interviene sul tema della gestione delle acque reflue: “A Lecce – afferma - non decolla un progetto, con finanziamento regionale, di recupero delle acque reflue depurate, come avvenuto in altri centri del Salento (Gallipoli, Casarano, Manduria, Nardò, Zollino-Sternatia, etc.). Il progetto è già redatto dal Consorzio di Ugento Li Foggi, il fine è quello di recuperare per usi irrigui e industriali le acque depurate. La presenza della condotta tra il depuratore di Lecce e la zona industriale permetterebbe di utilizzare le acque affinate per l’irrigazione di circa 2000 ettari di campagne. Si potrebbe, inoltre, irrigare il prato dello stadio vicino al depuratore”.

“I fondi regionali – insiste -, come in altri settori, restano, pertanto, inutilizzati. Di fronte alla disponibilità finanziaria in mano alla Regione Puglia, alla presenza del progetto redatto dal Consorzio Ugento-Li Foggi, manca, infatti, il terzo partner: il Comune che dovrebbe (o avrebbe dovuto già essere) parte attiva per evitare lo scandaloso sversamento in mare di acqua depurata, forse non nel migliore dei modi, dati i limiti alla balneazione a ridosso dello scarico nella zona di San Cataldo. Un'amministrazione attenta all'ambiente dovrebbe però essere attiva nel sollecitare e agevolare anche sul suo territorio l’attuazione del riciclo virtuoso delle acque depurate. Il quadro generale non è confortante: le riserve delle sorgenti lucane, oltre ad essere a rischio inquinamento da idrocarburi, sono sempre meno generose. La falda salentina, perforata da decine di migliaia di pozzi artesiani, almeno la metà dei quali abusivi, nonostante gli ultimi due anni di maggiore piovosità, è ormai salinificata, oltre che inquinata soprattutto chimicamente per l’uso di pesticidi, e per il percolato delle discariche. Il referendum per l’acqua pubblica – conclude - si attua anche difendendo tale risorsa, promuovendone un uso circolare, eliminandone gli sprechi che fanno aumentare il canone per i cittadini.  Ciò deve essere obiettivo prioritario per l’amministrazione comunale”.

 

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