Polo pediatrico, turismo, elettrosmog, mobilità: i temi dei candidati sindaco

mercoledì 15 maggio 2019

Polo pediatrico, turismo, elettrosmog, mobilità sono i temi odierni dei candidati sindaco a Lecce.

Saverio Congedo annuncia di volersi battere per realizzare la “felice intuizione dell’associazione Tria Corda”, ovvero il Polo Pediatrico del Salento: “Si tratta – spiega - di un progetto per cui mi sono sempre speso, unitamente a colleghi salentini di tutti gli schieramenti, fin dal lontano 2013, quando l’associazione lo propose per la prima volta. Ricordo che all’epoca con i colleghi ci facemmo promotori di una mozione a riguardo, approvata in maniera bipartisan dal Consiglio regionale. L’idea alla base di quella proposta è talmente intuitiva che non si comprende come mai, in tutto questo tempo, non abbia ancora visto la luce: i bambini non possono più, in alcun modo, essere considerati dei pazienti in miniatura. Hanno esigenze specifiche complesse che vanno tenute nella debita considerazione, con una organizzazione specifica e multidisciplinare. È giunto il momento che a Lecce, per tutto il sud della Puglia, ci si attrezzi per rispondere adeguatamente a queste esigenze senza più costringere i bambini a complicati e dolorosi pellegrinaggi tra strutture differenti, quando non a veri e propri viaggi della speranza fuori regione”.

“È veramente incomprensibile – prosegue - il motivo per cui un progetto del genere, già previsto nella programmazione regionale, condiviso oltretutto da specialisti, altre associazioni e istituzioni, e nonostante gli impegni del governo regionale resti ancora impantanato in pastoie burocratiche. Da sindaco, metterò in campo tutte le mie competenze per portarlo finalmente a compimento. Dopo sei anni, non c’è più altro tempo da perdere”.

Carlo Salvemini interviene sul tema turismo, basandosi sulla crescita certificata dall’Osservatorio turistico regionale del 2018: “Lecce ha innanzitutto bisogno di un progetto di comunicazione integrata che le consenta di comunicare meglio la sua identità, per farsi scegliere consapevolmente dai turisti di alta fascia. I beni archeologici della città devono essere resi fruibili in un sistema di visita che racconti la storia della città. L’anfiteatro romano, il teatro romano, Rudiae e il Molo di Adriano raccontano la storia antica di Lecce, merita di essere conosciuta; la rete dei Parchi e dei giardini storici è un altro percorso esperienziale”.

“Dobbiamo promuovere – insiste - poi la rete tra la Villa Comunale, il Giardino di Ogni Bene agli Agostiniani, il Parco delle Mura Urbiche e il Giardino di Palazzo Giaconia, il Cimitero Monumentale, il Parco e la Torre di Belloluogo, il parco privato di Villa Reale, il giardino all’italiana dell’ex Galateo, il Parco Delle Cave di Marco Vito, e l’Orto Botanico del Salento.  Le aree naturali (Rauccio, Bacino dell’Idume, Acquatina, riserva Biogenetica di San Cataldo) costiere sono un elemento fondamentale della riscoperta del litorale e una risorsa per promuovere il turismo naturalistico, in un percorso integrato con i beni culturali come le Torri Costiere e il Molo di Adriano. Con il Piano delle Coste, inoltre, il litorale sarà sede di itinerari naturalistici, trekking, cicloturismo e sport acquatici da praticare non solo in estate. Il paesaggio rurale tra la costa e la città offre la possibilità di promuovere itinerari turistici immersi tra il sistema delle masserie e le ville dell’area della Valle della Cupa, tra l’Abbazia di Cerrate e l’entroterra costiero”.

“Nella città storica bisogna rendere stabile, in accordo con la Curia, la fruizione culturale delle Chiese barocche e articolare e in collaborazione con gli operatori del settore, percorsi che mettano in rete monumenti, musei, palazzi, piazze, corti, vicoli e giardini. Tutti gli interventi vanno inquadrati nell’ambito di ancora più forti azioni per migliorare la qualità della vita nella nostra città. Perché solo se i leccesi vivono bene nella loro città è possibile immaginare che il turista possa avere un’esperienza unica e felice alla scoperta di Lecce”.

Mario Fiorella di Sinistra Comune interviene sul tema dell’elettrosmog “rischio ignorato dalle amministrazioni, da monitorare e limitare” soprattutto per la presenza di diversi alti tralicci che ospitano antenne telefoniche e radiotelevisive: “E' necessario – afferma - un monitoraggio sull’intero centro urbano, non solo alla base dei tralicci, protetta dall’effetto ombrello, ma anche nelle aree adiacenti e soprattutto nei piani alti dei palazzi vicini. Pur non essendo obbligatorio, è doveroso dotarsi di uno specifico piano comunale che impedisca l’antenna selvaggia e che sposti fuori dalla città quelle esistenti. Ma non è tutto. Nel 2017 sono stati installati sui tetti, anche di edifici scolastici, ben 49 impianti per la tecnologia 5g, che permette la connessione tra gli oggetti dando vita al cosiddetto Internet delle cose. Una dimensione informatica già in atto, ma che richiede controlli continui in ragione della sua evoluzione incessante e del suo pesante impatto. Con quale pianificazione e con quale valutazione sanitaria – è la nostra domanda – è potuto avvenire questo fatto?”

“Per l’inquinamento elettromagnetico – insiste - vi sono già autorevoli e documentati preallarmi che renderebbero opportuni l'adozione del principio di precauzione e un maggiore controllo: studi italiani (Istituto Ramazzini) e statunitensi (NTP) ne evidenziano forme di correlazione con patologie oncologiche e non solo. Che il tema sia sentito lo dimostra anche il fatto che di recente 50 operatori sanitari della città e rappresentanti delle associazioni del territorio hanno inviato una lettera-appello all'ex sindaco Salvemini per fermare la diffusione della tecnologia 5g, tutelando la salute pubblica e, soprattutto, quella dei minori. Un'iniziativa inseritasi nel solco della moratoria internazionale firmata da 180 ricercatori di 37 paesi per lo stop alla rete. Inoltre, vi sono state in città iniziative sul tema dell'elettrosensibilità e segnalazioni da parte di comitati di cittadini. Pertanto sulla questione dell'incremento degli hot-spot per la connessione senza fili ad internet, è indispensabile avere cautela”.

Arturo Baglivo del M5s parla di piano urbano per mobilità sostenibile: “Vogliamo una città – precisa - che abbia una riduzione delle emissioni di co2, viaggiando diritta verso forme di mobilità attiva pedonale e ciclabile. Ma i cittadini devono avere la certezza di poter percorrere in sicurezza la città su due ruote. La rete delle piste ciclabili esistente è insufficiente e abbandonata: ci sono piste che si interrompono nei nodi di traffico, alcuni tratti su marciapiede ormai scoloriti, altri percorsi sono impraticabili con auto parcheggiate, sporcizia, vetri rotti, buche. Mi chiedo perché all’interno dei lavori di riqualificazione, dal Viale degli studenti alle Mura urbiche, non si è pensato a creare una vera pista ciclabile. Lo spazio c’era ma è mancata la volontà politica”.

“Oggi – prosegue - tutti si dichiarano favorevoli alla mobilità lenta ma, alla prova dei fatti, le passate amministrazioni se ne sono sempre disinteressate. È compito dell’amministrazione comunale offrire al cittadino delle valide e sicure alternative di mobilità urbana. Vogliamo piste ciclabili vere, che percorrano la circonvallazione interna e i viali della città. Proprio per questo, nel nostro Pug dedicheremo uno spazio importantissimo al piano urbano per la mobilità sostenibile, che passerà attraverso il Biciplan, punto cardine del nostro programma. Pensiamo alla realizzazione di velostazioni in cui poter lasciare la bici in modo sicuro. Importante sarà anche la realizzazione di parcheggi e stazioni di interscambio, i cosiddetti “hub intermodali” tra linee (urbane ed extraurbane), tra mobilità privata e quella pubblica, da quella personale a quella condivisa, dalla gomma al ferro, situati all’esterno della città o presso le arterie principali di accesso, serviti da navette e con la possibilità di noleggiare in condivisione biciclette e auto elettriche, oltre alla possibilità di trasportare su alcuni autobus le biciclette. Si potrebbe creare un servizio come la Bicicard: una tessera con la quale il visitatore che parcheggia l’auto ottiene in cambio una bicicletta, l’ingresso gratuito ai Musei Civici, sconto alle mostre temporanee, nei ristoranti, negli hotel e nei negozi convenzionati”.

“Bisogna – concludere - sempre tenere a mente che la viabilità incide fortemente sul livello di inquinamento dell’aria e sulla vivibilità della città. Auto imbottigliate nel traffico, come si vedono in questi giorni a causa dei lavori stradali, producono un maggior numero di emissioni, pertanto bisogna eliminare tutto ciò che impedisce un regolare flusso del traffico cittadino, ripensando organicamente la viabilità cittadina e la logistica urbana. Solo così Lecce potrà diventare una città green ed ecosostenibile”.

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