Radio Radicale a rischio chiusura, solidarietà dal consiglio provinciale

mercoledì 15 maggio 2019

A Palazzo dei Celestini espressa vicinanza alla storica radio: sottoscritto un appello di vicinanza.

Il rischio di chiusura di Radio Radicale “approda” a Palazzo dei Celestini, dove il presidente Stefano Minerva si è rivolto ai consiglieri provinciali invitandoli a sottoscrivere un appello per esprimere vicinanza affinché questo strumento continui ad essere “quella voce fuori dal coro capace di raccontare cos’è la libertà”. 

Tutti i consiglieri hanno firmato il documento in cui si evidenzia come Radio Radicale rappresenti “l’essenza di un legame forte dello Stato con i cittadini. Un legame che si esplica non solo nell’informazione integrale degli eventi istituzionali e poltici (con nessun taglio, nessuna mediazione giornalistica e nessuna selezione che possa impedire agli ascoltatori di ‘conoscere per deliberare’, ma anche con iniziative famose, come la rassegna stampa dei quotidiani “Stampa e regime” che ha offerto a tutti una lettura critica dei giornali favorendo sempre il confronto fra le opinioni. 

Nel consiglio, l’assise provinciale ha approvato all’unanimità l’Ordine del giorno sulla riforma dell’ordinamento delle Province. Con questo atto il consiglio “fa voti al Governo e a tutte le Istituzioni rappresentate al tavolo tecnico-politico istituito presso la conferenza Stato-città ed Autonomie Locali, di proseguire con convinzione il percorso intrapreso nell’ambito del tavolo medesimo, ripartendo dalle “Linee guida in materia di riforma dell’ordinamento delle Province e Città Metropolitane”, presentate nella seduta del 24 aprile scorso, ed avendo quale primo ed irrinunciabile fine quello di ridare maggiori e migliori servizi ai cittadini e di rilanciare gli investimenti, in un’ottica di adeguata vicinanza alle esigenze del territorio”.

“Contestualmente si dà mandato al presidente della Provincia di trasmettere la deliberazione ai Consigli delle Province delle Regioni a statuto ordinario, affinché si uniscano alla Provincia di Lecce nell’appello al Governo e alle altre Istituzioni, adottando il medesimo atto deliberativo; infine, si invita l’Unione delle Province Italiane ad assumere un ruolo propulsivo sulla questione facendo da collettore degli atti deliberativi approvati dalle varie Province, provvedendo ad inoltrarli al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri in carica e alla Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali”.

 

 

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