Fatture false per 25 milioni di euro: maxi frode tra Nord Italia, Est Europa e Salento

mercoledì 15 maggio 2019

Una complessa operazione della Guardia di Finanza ha scoperto un’organizzazione criminale dedita alla frode e al riciclaggio.

Una frode da circa 25 milioni di euro sull’asse nord Italia, Est Europa e Salento, con il coinvolgimento di 42 società nel settore della prevenzione antincendio e antinfortunistica e la creazione di fatture false: è quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Padova, che, all’alba di oggi ha eseguito dodici misure di custodia cautelare in Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige, Liguria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Puglia. Operazioni in corso anche in Croazia, Slovenia e Slovacchia con il supporto delle forze di polizia locali. Tra i circa 250 militari impegnati su tutto il territorio interessato anche quelli della Guardia di Finanza di Lecce.

Sono scattate 100 perquisizioni, con 12 arresti e un decreto di sequestro preventivo per 8,5 milioni di euro, finalizzato alla confisca per reati tributari e riciclaggio. L’ipotesi è che sia stata realizzata una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alle frodi fiscali e al riciclaggio di denaro, passando attraverso fatturazioni false. Lo schema utilizzato dai malviventi è quello delle frodi sull’Iva, in cui una società genera beni e servizi per operazioni di fatto inesistenti per 12 mesi senza adempiere agli obblighi fiscali.

Le fatture emesse venivano annotate in contabilità dalle società per permettere a deduzione di costi inesistenti e la compensazione dell'Iva. Per dare parvenza di legalità al meccanismo, l’azienda beneficiaria delle fatture false, effettuava il pagamento gravato da Iva: la società di servizi inesistenti non versava l’imposta e restituiva alla beneficiaria l’intero imponibile, nonché l’Iva corrisposta al netto del compenso illecito: ottenuto il pagamento delle fatture false, le società con servizi fittizi effettuavano bonifici su conti correnti di società con sede nei paesi dell’Est e poi riciclati in Italia con investimenti in società immobiliari o beni di lusso.

 

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