Lecce in A, Salvemini: "11 milioni per lo stadio". Congedo pensa al turismo calcistico

martedì 14 maggio 2019

La promozione del Lecce in Serie A diventa argomento del dibattito politico.

Carlo Salvemini si sofferma sul tema dell’impiantistica e sul possibile riammodernamento del Via del Mare, chiarendo il lavoro svolto nei mesi scorsi e le cifre dei progetti futuri: “Gli incontri avuti con il presidente dell'US Lecce Saverio Sticchi, il Presidente del Credito Sportivo Andrea Abodi, hanno tracciato il percorso che oggi - grazie al fondamentale ruolo della Regione Puglia - potrà essere percorso per ammodernare l'impianto sportivo ed adeguarlo alle necessità del campionato di serie A”.

“I dettagli dell'operazione – prosegue - sono stati resi noti nei giorni scorsi: è stato emanato l'avviso per la concessione trentennale dello stadio che deve avvenire con evidenza pubblica per obbligo di legge; la Regione Puglia ha presentato il programma integrato di agevolazione (PIA) espressamente disegnato per l'impiantistica sportiva che prevede l'erogazione a fondo perduto del 35% del finanziamento; mentre il restante viene erogato dal Credito Sportivo a tasso agevolato”.

“Complessivamente – afferma - un'operazione da oltre 11 milioni che garantirà la messa a norma della tribuna est, l'adeguamento dello stadio agli standard di sicurezza e comfort imposti dalla Lega; consentendo così l'iscrizione al campionato. I tasselli per la composizione del mosaico sono quindi tutti sul tavolo: ora occorre fare in fretta e bene. Conoscendo la serietà e competenza della dirigenza leccese, la professionalità del Credito Sportivo, l'attenzione della Regione Puglia nel garantire alla città un impianto all'altezza del campionato di massima serie c'è da essere fiduciosi. Anche per questo passaggio delicato - che nei mesi scorsi ha accesso polemiche inutili - vale quell'insegnamento lì: per fare le cose occorre il tempo che occorre”.

Per Saverio Congedo, una volta smaltita l’euforia dei festeggiamenti per la promozione del Lecce, è il momento di approfondire l’opportunità che si aprono per il territorio: “La prima questione – afferma -, sicuramente la più urgente, è quella relativa all’impianto di via del Mare. Urgenza che chiunque, come me, lo frequenti abitualmente conosce perfettamente. Da quel punto di vista, però, si è già attivata la struttura commissariale predisponendo il bando che consentirà, con la concessione del diritto di superficie trentennale, la messa a norma in vista della prossima stagione. Siamo tutti consapevoli che si tratta di una soluzione di breve o medio periodo, ma al momento è l’unica percorribile. Occorrerà lavorare sul lungo periodo per progetti più ambiziosi, con una programmazione lungimirante e attenta a cogliere le opportunità”.

“Rispetto a queste ultime, la presenza nella massima serie calcistica – insiste Congedo - può rappresentarne una estremamente vantaggiosa, se supportata da una pianificazione oculata. Per esempio, un aspetto che in Italia non è ancora sfruttato adeguatamente, se non con rare eccezioni, è quello del turismo calcistico. Si tratta di un mercato in costante ascesa che, in altri paesi, ha già fatto la fortuna di diverse società calcistiche e realtà territoriali. Quando in Italia si parla di trasferte si pensa immediatamente alle frange più accese del tifo. Pochi analizzano il fenomeno del turismo calcistico”.

Per Congedo esiste un grande numero di appassionati che si spostano ogni settimana per seguire la propria squadra del cuore, soprattutto quelle più blasonate: “Pochi sanno che non si tratta di dinamiche esclusivamente domestiche, nazionali. Dalle risultanze di una ricerca effettuata da operatori del settore emerge, infatti, che ben il 39% dei biglietti venduti per gli stadi italiani, nella stagione 2016/2017, è stato acquistato da appassionati residenti all’estero, dentro e fuori l’Europa, Americhe e Asia in testa. In Francia è stato venduto il 12% dei biglietti, negli Stati Uniti l’11% e, sorprendentemente, il 9% degli appassionati viene dal piccolo ma ricco principato di Andorra. Sono dati estremamente interessanti su cui una amministrazione lungimirante deve assolutamente ragionare, nell’ottica della destagionalizzazione turistica. A tal proposito, si potrebbe calibrare un’offerta culturale e un cartellone di eventi sul calendario degli incontri più attrattivi. Si potrebbe lavorare con gli operatori turistici per predisporre pacchetti ad hoc.

È a logiche innovative del genere che mi riferisco quando parlo di pianificazione e lungimiranza”.

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