Mafia e traffico internazionale di droga: 34 persone indagate

martedì 14 maggio 2019

Alla chiusura delle indagini preliminari dell’operazione “Battleship”, notificato il provvedimento per 34 persone.

Sono 34 le persone indagate nell’inchiesta scaturita dalla vasta operazione antimafia del 27 marzo scorso, denominata “Battleship” (perché nata per bloccare uno dei canali di importazione dello stupefacente dall’Albania), che ha colpito i vertici e gli esponenti di spicco del clan “Caracciolo-Montenegro”, egemone nei territori di Monteroni, Leverano, Copertino, Porto Cesareo e nel sud Salento. Le accuse sono di associazione di stampo mafioso, associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsioni, rapina, furto e minaccia aggravata con l’uso di armi.

Le indagini, condotte dal Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Lecce, durate quasi due anni, hanno minuziosamente ricostruito l’operatività criminale del gruppo facente capo ad Alessandro Caracciolo (detto “Frasola”) e alla moglie Montenegro Maria (entrambi di Monteroni), inizialmente affiliati al famigerato clan “Tornese”, dal quale si sono poi gradualmente svincolati e con cui è maturata una crescente conflittualità per assicurarsi il controllo del territorio.

L’avviso di chiusura delle indagini preliminari, firmato dal procuratore aggiunto della Dda Guglielmo Cataldi, è stato notificato a 34 persone, tra cui appunto Alessandro Caracciolo, detto “Frasola”, 36enne di Monteroni, e alla moglie 50enne, Maria Antonietta Montenegro, 50 anni; indagata anche la figlia Simona Caracciolo, e il genero Mirco Burroni, entrambi 26enni. Nell’elenco compaiono Angelo Calcagnile, 44enne, e Antonio Cordella, 33enne, entrambi di Leverano; Alessandro Iacono, 36enne di Monteroni; Cristian Nestola, 34enne, e Andrea Quarta noto come Bisca, 37enne, entrambi di Leverano; Piergiorgio De Donno, 33enne di Porto Cesareo; Salvatore Conte, 52enne di Leverano; Michele Antonio Ricchello, 43enne di Alliste; Massimiliano Lorenzo, 42enne di Monteroni, tutti raggiunti da una misura in carcere. Andrea Ricchello, 32enne di Monteroni, invece, si trova ai domiciliari.

Indagati a piede libero Erika Caracciolo, 31enne di Copertino; Andrea Carlino, 32enne di Racale; Giovanni Carofiglio, 56enne di Lecce; Loris Pasquale Casarano, 45enne di Taviano; Emanuel Centonze, 23enne di Monteroni; Stefano De Leo, 44enne di Monteroni; Silvano De Leone, 56enne di Gallipoli; Ivan Mario Greco, alias “U Piccinnu”, 32enne di Alliste; Bruno Guida, 43enne di Leverano; Maria Lucia Maniglia, 45enne di Monteroni; Simone Mazzotta, 44enne di Monteroni; Astrit Metini, 39enne di origini albanesi ma residente a Casarano; Roxhers Nebiu, alias “Roger”, 28enne albanese residente a Melissano; Lorenzo Nuti, noto come “Pastina”, 34enne di Lecce; Giovanna Perrone detta “Genny”, 56enne di Lecce; Andrea Quarta, noto come “Pecora”, 42enne di Monteroni; Cristian Raganato, inteso “Pastina”, 25enne di Copertino; Luigi Reho, 61enne di Matino; Altin Shehaj, 40enne albanese residente a Melissano; Carlo Squittino, 49enne di Castro.

Le indagini hanno preso il via nel 2015 con la localizzazione di un gommone ormeggiato nel porticciolo di Torre San Giovanni, usato per il traffico di droga dall’Albania: negli approfondimenti d’indagine, i finanzieri sono risaliti alle attività criminali che riportavano al clan Caracciolo, ricostruendo i “metodi” di esercizio del potere, ovvero minacce di morte, pestaggi, intimidazioni. A Leverano, ad esempio, furono affissi manifesti funebri per minacciare un collaboratore di giustizia (dell’accusa rispondono Alessandro Caracciolo, Angelo Calcagnile e Andrea Quarta), e, in un secondo caso, nella contesa tra due squadre di calcio in merito alla riscossione di un premio alla carriera destinato a un giocatore (di questo rispondono Angelo Cosimo Calcagnile, Alessandro Iacono e Antonio Cordella).

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Massimo Bellini, Ladislao Massari, Cosimo D’Agostino, Angelo Vetrugno, Alberto Ferro, Giuseppe Romano, Stefano Pati, Giuseppe Presicce, Francesco Fasano, Luca Puce; avvocati d’ufficio Valeria Priore, Andrea Stefanelli, Danilo Spano e Salvatore Pinnetta.

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