Labirintite, come difendere l'organo dell'equilibrio

lunedì 13 maggio 2019

La neurite vestibolare può avere tante cause, ma può essere anche una complicanza del raffreddore e di un’otite: ne abbiamo parlato con l’otorino Silvano Vitale, che ci ha spiegato come curare e prevenire questo problema.

La labirintite consiste in un danno all’organo dell’equilibrio collocato all’interno dell’orecchio. Le cause scatenanti possono essere diverse, anche una infezione da virus come l’herpes o conseguente a un ictus. La labirintite si chiama così perché viene colpito il labirinto, la struttura presente nell’orecchio interno da cui dipende il mantenimento del senso dell’equilibrio. L’infiammazione dell’orecchio interno, in cui hanno sede l'organo dell'udito e quello dell'equilibrio può, quindi, dare seri problemi e costringere a letto i pazienti: vertigini, ronzio e problemi di equilibrio e anche ipoacusia segnalano che il labirinto è stato colpito. “La labirintite è solo una delle patologie che possono interessare gli organi deputati al mantenimento dell’equilibrio e presenti nell’orecchio e nel nostro cervello, perché ce ne sono tante altre: ad esempio, la cosiddetta Malattia di Ménière o la Vertigine Parossistica Posizionale Benigna - spiega il dottor Silvano Vitale, Otorino dell’Unità Operativa del Fazzi, con una lunga esperienza in questo campo - Quest’ultima è molto frequente ed è la causa più frequente di una vertigine. Molti accessi al pronto soccorso sono dovuti proprio alle vertigini, così come molte richieste al medico curante avvengono per il sintomo vertigine, per quella sensazione netta di vedere che tutte le cose intorno a noi ruotano vorticosamente, un po’ come una lavatrice. Diversa è la sensazione per cui tutto intorno a noi sembra fermo, immobile ed invece siamo noi ad avere la sensazione di movimento, come di cadere. Nel primo caso parliamo di vertigini che possono derivare da malattie dell’orecchio (dal labirinto per la precisione), nel secondo caso possono dipendere da altre cause come anche problemi di origine cerebrale e per lo più da cause vascolari cronicizzate o magari anche acute come in corso di un ictus. Quindi, una grande distinzione va fatta per le vertigini che si presentano improvvisamente, come una labirintite o anche un ictus, oppure in modo ricorrente come una vertigine posizionale che si manifesta tutte le volte che seguiamo un particolare movimento (di solito a letto). Ci sono anche vertigini cosiddette croniche che gli anglosassoni chiamano dizziness, che consistono in una sensazione persistente di capogiro, in cui non ci si sente mai in equilibrio. Ognuna di queste diverse tipologie di vertigini ha la sua causa”.

LE CAUSE DELLA LABIRINTITE

La labirintite può riconoscere varie cause fra cui anche quella virale e quindi può anche essere una complicanza di manifestazioni influenzali. I disturbi dell’equilibrio compaiono in qualsiasi età della vita, anche in età pediatrica ma, nell’età adulta, le labirintopatie sono molto più frequenti. “Nelle persone anziane intervengono più spesso problemi di tipo vascolare e, in questi casi, le manifestazioni acute possono essere precedute dalla persistente sensazione di instabilità o capogiro - spiega l’esperto - Molte volte i problemi di vertigine sono una conseguenza o una coesistenza a patologie dell’orecchio come otiti cronicizzate che, pian piano, danneggiano le parti dell’orecchio deputate a garantire il buon equilibrio. La diagnosi di un disturbo dell’equilibrio deve essere affidata ad uno specialista otorino, magari con peculiarità professionali orientate verso questa categoria di problemi. Il percorso diagnostico è vario e molto spesso personalizzato alla tipologia del paziente. Lo specialista provvederà ad eseguire un esame chiamato “esame vestibolare” cui seguiranno tutte le altre indagini che il medico riterrà necessarie. Per quanto attiene il trattamento terapeutico questo va distinto in base alla diagnosi. Se si tratta di una labirintite e, quindi, nel caso di un cosiddetto disturbo vestibolare acuto, il quadro clinico è in genere così importante per cui il trattamento iniziale è medico-farmacologico cui verrà accompagnato un trattamento riabilitativo. Oggi il paziente viene lasciato fermo nel letto il meno possibile e, al contrario, viene da subito stimolato a muoversi”.

CURE E PREVENZIONE: I CONSIGLI DELL’OTORINOLARINGOIATRA SILVANO VITALE

Anche un banale raffreddore si può complicare fino a farci ammalare di labirintite?

“La labirintite acuta può essere la conseguenza di un raffreddore o di una influenza. Lo stesso virus influenzale può scatenare la labirintite. L’infezione talora si può complicare con una danno a carico dell’orecchio, sia per quanto attiene la parte uditiva determinando una improvvisa diminuzione dell’udito che la parte dell’equilibrio dandoci una crisi di vertigine. Talora il quadro è ancora più importante e si può avere il contemporaneo danneggiamento del nervo facciale e questo implica che il quadro viene affrontato in maniera multidisciplinare anche con l’apporto del neurologo”.

Dottore, so che in questo periodo vi state preparando ad affrontare la solita ondata delle otiti esterne, dovuta al mare e alle piscine, dopo il periodo delle otiti medie dovute al raffreddore...La labirintite può essere una conseguenza di otiti trascurate?

“Nel periodo estivo cominciano le otiti esterne, che si possono complicare con un’otite media, fino ad andare a intaccare, più raramente, anche il labirinto. Quando il clima diventa più caldo, cominciamo a fare più docce, più bagni in piscina e a mare, spesso in acque che non sono sempre pulite, e inevitabilmente l’orecchio esterno si può irritare. Quando c’è già un eczema o del cerume, l’utilizzo eccessivo di shampoo e di saponi può favorire lo sviluppo dell’otite esterna. Sono però le otite croniche (specie quelle dette con colesteatoma) che, se non ben curate, possono complicarsi con un danno a carico del labirinto.

Insomma, il labirinto può ammalarsi per tutta una serie di cause, non solo per il raffreddore o l’otite, vero?

“Certo, il labirinto, ad esempio, si ammala molto più frequentemente per un altro tipo di patologia che noi chiamiamo ‘Vertigine Parossistica Posizionale Benigna’, che è un problema che interessa tutte le età. Nell’orecchio abbiamo quei famosi sassolini, che si chiamano otoliti, che si possono staccare dal posto dove normalmente devono stare. Quindi, il paziente nel letto non riesce a trovare pace, perché appena si gira su un fianco o un altro ha delle fortissime crisi di vertigini. Quindi, non sempre si tratta di labirintite, può essere un altro tipo di problema del labirinto. Nel caso della vertigine parossistica posizionale benigna le cause non sono ben note sebbene i ‘sassolini’ si stacchino più frequentemente nei traumatizzati cranici o in chi ha carenza di vitamina D. Questa patologia si cura facendo delle ‘manovre liberatorie’ per rimettere quei sassolini a posto e solo così la persona guarisce”.

La diagnosi come funziona?

“La strategia diagnostica è ‘sartoriale’: in base al paziente individuiamo il percorso più adatto. Molti soggetti, specie i più anziani, sono cardiopatici o ipertesi o diabetici e quindi l’anamnesi ci aiuta molto nel percorso diagnostico. Nella diagnosi, come dicevo prima, si lavora spesso insieme ad altri specialisti. Certo l’otorino è lo specialista più centrale per lo studio delle vertigini”.

Quindi la cura è sempre personalizzata e dipende dalle cause, vero?

“Dipende, è chiaro che se parliamo di un ictus è tutta un’altra storia. Nel caso di herpes diamo l’antivirale. Ma la terapia principale, quando parliamo di labirintite, è poca terapia medico-farmacologica e molta riabilitazione. Oggi non lasciamo più il paziente a letto, come si faceva prima: può restare disteso le prime 24 ore, massimo 48, ma dopo deve alzarsi, muoversi; non stare fermo nel letto, nel silenzio e al buio. Più stiamo fermi più tardiamo a guarire. È chiaro che nella prima fase la terapia è soprattutto sintomatica: si utilizzano i medicinali per placare le vertigini, nausea e vomito. Utilizziamo dei farmaci che inibiscono il funzionamento dell’organo dell’equilibrio, quasi come se lo mettessimo a riposo. Aggiungiamo spesso il cortisone. Comunque, al di là del trattamento farmacologico, che è sintomatico, il vero trattamento, ripeto, è quello riabilitativo”.

La prevenzione della labirintite è possibile?

“Per la labirintite e in genere tutte le labirintopatie una vera e propria prevenzione non è possibile. Si tratta di fatti acuti e improvvisi che possono venire come arriva un raffreddore, un’influenza. Però se sappiamo di soffrire di otite cronicizzata, dobbiamo curarci bene per evitare che venga coinvolto anche il labirinto. Rivolgersi a uno specialista in tempo quando si hanno questo tipo di problemi significa salvaguardare anche l’organo dell’equilibrio. Un otorino può prescrivere una tac e procedere a un esame audiometrico: può fare una corretta diagnosi e curare un’otite che potrebbe fare dei danni ancora più gravi. Solo per alcune patologie particolari come la Malattia di Ménière, è utile rispettare una dieta con poco sale. La vera prevenzione consiste nell’intervenire subito in caso di crisi vertiginose acute”.

 

 

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